Il Giappone potrebbe autorizzare la quotazione del suo primo fondo negoziato in borsa (ETF) su bitcoin spot già nel 2028, grazie alle modifiche apportate dalle autorità di regolamentazione al trattamento delle attività digitali ai sensi delle leggi sugli investimenti. La tempistica rimane provvisoria e dipende dalle riforme normative, di prodotto e fiscali.
Il primo ETF su Bitcoin spot del Giappone potrebbe arrivare nel 2028, con l'evoluzione della normativa

Punti chiave
- L’Autorità di vigilanza finanziaria giapponese (FSA) sta valutando riforme che potrebbero consentire la quotazione di ETF su bitcoin spot a partire dal 2028.
- I piani di SBI e Nomura indicano che due grandi società prevedono un aumento della domanda di accesso regolamentato alle criptovalute.
- L’applicazione dell’aliquota fiscale del 20% sulle criptovalute potrebbe determinare il successo degli ETF locali.
Le autorità di regolamentazione giapponesi valutano gli standard di custodia per le criptovalute
Il Giappone si sta avvicinando all’autorizzazione di un fondo negoziato in borsa (ETF) su bitcoin spot, un passo che potrebbe aprire il mercato degli asset digitali del Paese a una cerchia più ampia di investitori istituzionali e al dettaglio.
L’approvazione del 15 luglio da parte della Dieta nazionale giapponese, che ha trasferito il bitcoin e circa 105 altre criptovalute dalla Legge sui servizi di pagamento alla Legge sugli strumenti finanziari e sulle borse, ha rimosso un ostacolo giuridico fondamentale alla quotazione di un fondo in bitcoin alla Borsa di Tokyo. Un lancio nel 2028 è possibile, ma tutt’altro che certo. Modifiche legislative, valutazioni dei singoli fondi e l’attuazione di nuove norme fiscali sulle criptovalute potrebbero tutte ritardare l’inizio delle negoziazioni oltre tale data. SBI Holdings e Nomura sono tra i grandi gruppi finanziari giapponesi che, secondo quanto riferito, stanno preparando prodotti basati su asset digitali in vista di eventuali modifiche normative. Il loro interesse suggerisce che le società si aspettino un aumento della domanda una volta che l’esposizione al bitcoin sarà disponibile attraverso piattaforme di intermediazione già note.
La regolamentazione e la politica fiscale potrebbero accelerare l’ETF sul Bitcoin
Il Giappone ha recentemente annunciato un’importante vittoria fiscale per le criptovalute, passando da un’imposta punitiva sui redditi vari che arrivava fino al 55% a un regime fiscale separato con aliquota fissa del 20%, un passo fondamentale verso il trattamento delle criptovalute come strumenti finanziari standard.
La riclassificazione delle criptovalute ai sensi della Legge sugli strumenti finanziari e sulle borse (FIEA) ha avvicinato gli asset digitali ai titoli convenzionali e introduce standard più rigorosi in materia di informativa, negoziazione e condotta di mercato. Questa riforma fiscale per le criptovalute potrebbe rivelarsi altrettanto importante nella spinta del Giappone verso un ETF sul Bitcoin nazionale
La finanza tradizionale potrebbe sbloccare una nuova domanda
Un ETF spot sul bitcoin consentirebbe a banche, gestori di fondi, investitori in fondi pensione e clienti di società di intermediazione di acquisire esposizione senza dover gestire chiavi private o aprire conti su exchange di criptovalute.
I rapporti sulle riforme proposte suggeriscono che i fondi giapponesi dedicati alle criptovalute potrebbero alla fine attrarre centinaia di miliardi di yen. La domanda effettiva dipenderà dalle commissioni, dal trattamento fiscale, dalla distribuzione e dal prezzo del bitcoin al momento del lancio dei prodotti. La posizione cauta del Giappone riflette la sua storia di gravi fallimenti nel settore delle criptovalute, tra cui il caso Mt. Gox e la violazione di Coincheck. È probabile che le autorità di regolamentazione impongano standard rigorosi in materia di custodia, determinazione dei prezzi, liquidità e tutela degli investitori. Il Paese è inoltre sottoposto a pressioni per stare al passo con i centri finanziari concorrenti. Gli Stati Uniti hanno approvato gli ETF spot sul bitcoin nel 2024, mentre Hong Kong ha autorizzato fondi spot su bitcoin ed ether.
Per ora, il 2028 va considerato più come una data di apertura anticipata che come una data di lancio definitiva. Ciononostante, l’orientamento politico del Giappone punta verso un mercato regolamentato per l’esposizione al bitcoin quotato in borsa.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.
















