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Il possesso di Bitcoin supera quello dell’oro: 49,6 milioni di americani possiedono ora BTC

Secondo la società di servizi finanziari specializzata in bitcoin River, il bitcoin ha superato l’oro come bene rifugio preferito dagli investitori americani. La società ha rilevato che 49,6 milioni di americani, pari al 18,6% della popolazione adulta, possiedono ora bitcoin, rispetto ai 28,8 milioni, pari al 10,8%, che detengono oro.

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Il possesso di Bitcoin supera quello dell’oro: 49,6 milioni di americani possiedono ora BTC

Punti chiave

  • Il rapporto di luglio di River ha rilevato che 49,6 milioni di americani possiedono bitcoin contro i 28,8 milioni che possiedono oro.
  • La diffusione del bitcoin negli Stati Uniti è passata da un tasso di adozione del 14,3% al 18,6% in circa sei mesi.
  • Il governo degli Stati Uniti detiene 328.372 BTC mentre i legislatori valutano la creazione di una riserva strategica ufficiale.

L’adozione del bitcoin supera quella di un rivale con 5.000 anni di storia

Bitcoin ownership data, per River
River, una società di servizi finanziari specializzata in bitcoin, ha pubblicato all’inizio di questo mese una ricerca che mostra come, per la prima volta nella storia, il numero di adulti americani che possiedono bitcoin abbia superato quello di chi possiede oro. L’azienda ha riferito che 49,6 milioni di americani possiedono ora bitcoin, pari al 18,6% della popolazione adulta, mentre 28,8 milioni, ovvero il 10,8%, possiedono oro.

L’oro funge da riserva di valore da circa 5.000 anni, mentre il bitcoin esiste solo da circa 16 anni, da quando la rete Bitcoin è stata lanciata nel gennaio 2009. I risultati di River indicano che un asset con una storia anche solo una frazione di quella dell’oro ha già costruito una base di possessori americani individuali più ampia di quella che l’oro ha raggiunto dopo millenni.

River ha attribuito questo cambiamento a due fattori principali: l’accessibilità e la cultura. L’azienda ha affermato che una regolamentazione favorevole, una bassa barriera all’ingresso grazie alle piattaforme di scambio e alle app mobili, nonché una cultura americana orientata verso l’investimento individuale e l’autonomia finanziaria, si sono combinati per accelerarne l’adozione.

Il rapporto ha inoltre rilevato che gli americani detengono collettivamente circa il 42% di tutti i bitcoin in circolazione a livello globale, una concentrazione che, secondo la descrizione, rende gli Stati Uniti la “superpotenza globale del bitcoin”.

Le partecipazioni governative e aziendali rafforzano questo cambiamento

Secondo River, le società quotate in borsa con sede nel Paese detengono circa 1,24 milioni di BTC, pari al 92,7% di tutti i bitcoin detenuti da società quotate in tutto il mondo, una concentrazione che riflette quanto siano diventate dominanti le aziende quotate negli Stati Uniti nella strategia aziendale di gestione dei bitcoin.

Lo stesso governo degli Stati Uniti detiene 328.372 BTC, secondo i dati on-chain che confermano la riserva federale di criptovalute, del valore di oltre 23 miliardi di dollari ai prezzi attuali. Tale riserva, costituita in gran parte attraverso sequestri di beni, è diventata un punto focale degli attuali sforzi legislativi, compresi i disegni di legge presentati quest’anno per codificare formalmente una riserva strategica di bitcoin con requisiti di detenzione a lungo termine e l’obiettivo di accumulare fino a 1 milione di BTC.

Anche l’infrastruttura di mining racconta una storia simile, dato che gli Stati Uniti rappresentano il 37,5% dell’hashrate globale di Bitcoin e che oltre 150 aziende legate al bitcoin – tra cui exchange, custodiani, miner e gestori di pagamenti – hanno ora sede sul territorio nazionale.

Una curva di adozione in rapida ascesa

Uno studio separato ha rilevato che il tasso di possesso di bitcoin negli Stati Uniti si attestava al 14,3% all’inizio del 2026, il che significa che il tasso è salito di oltre quattro punti percentuali in circa sei mesi secondo l’ultima misurazione di River.

L’atteggiamento di Wall Street nei confronti del bitcoin è cambiato di pari passo con l’adozione da parte del pubblico, con il rapporto di River che sottolinea come diversi grandi gestori patrimoniali statunitensi abbiano aperto quest’anno la distribuzione di fondi negoziati in borsa (ETF) sul bitcoin ai propri clienti, portando il bitcoin all’attenzione dei consulenti finanziari che in precedenza avevano pochi motivi per discutere di questo asset con i clienti al dettaglio. Questo cambiamento nella distribuzione, unito all’aumento della detenzione diretta, implica che il bitcoin si sta trasformando da investimento di nicchia a componente più comune dei bilanci delle famiglie americane.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.