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Il miner di Bitcoin Cleanspark acquista 454 BTC a 64.000 dollari mentre altri vendono nel mercato ribassista

Il miner di Bitcoin Cleanspark (Nasdaq: CLSK) ha acquistato 454 BTC per un valore di circa 29 milioni di dollari il 7 luglio, portando le proprie riserve a 13.924 BTC, proprio mentre gran parte del settore minerario vende monete per sopravvivere al mercato ribassista.

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Il miner di Bitcoin Cleanspark acquista 454 BTC a 64.000 dollari mentre altri vendono nel mercato ribassista

Punti chiave

  • Il 7 luglio Cleanspark ha acquistato 454 BTC per circa 29 milioni di dollari a un prezzo medio di circa 64.000 dollari.
  • Le riserve della società ammontano ora a 13.924 BTC, per un valore di circa 880 milioni di dollari.
  • Nel primo trimestre del 2026, le società minerarie quotate in borsa hanno venduto oltre 32.000 BTC, un record, rendendo l’accumulo di Cleanspark una scommessa controcorrente.

Nuotare controcorrente

L’acquisto è stato effettuato a un prezzo medio di circa 64.000 dollari per moneta, secondo i tracker, portando l’azienda con sede a Las Vegas a un passo dai 14.000 BTC (consolidando al contempo la propria posizione tra i maggiori detentori di bitcoin nel settore minerario pubblico).

Bitcoin Miner Cleanspark Adds 454 BTC at $64K While Others Sell Into the Bear Market
Fonte immagine: X

L’accumulo di Cleanspark spicca perché il settore si sta muovendo nella direzione opposta. Nel primo trimestre del 2026, le società di mining quotate in borsa hanno venduto complessivamente oltre 32.000 BTC, un record che ha superato il totale dell’intero 2025, con Marathon che da sola ha venduto più di 20.800 BTC per estinguere il debito e finanziare l’espansione.

In questo contesto, il fatto che una società di mining aggiunga al proprio portafoglio un valore a nove cifre in bitcoin è una vera e propria dichiarazione d’intenti, che suggerisce la convinzione che i prezzi saliranno nelle prossime settimane.

I numeri mostrano una forte emorragia

Bitcoin.com News ha riportato che Cleanspark ha registrato una perdita netta di 378,3 milioni di dollari nel secondo trimestre fiscale conclusosi il 31 marzo, determinata in gran parte da una perdita non monetaria di 224,1 milioni di dollari sul valore equo dei propri bitcoin a seguito del calo dei prezzi. Gli stessi documenti hanno mostrato che la società deteneva 925,2 milioni di dollari in bitcoin e 260,3 milioni di dollari in contanti alla fine del trimestre, il che significa che la tesoreria stessa rimane il baricentro del bilancio.

Le norme sul fair value obbligano i miner a rivalutare i propri bitcoin al valore di mercato ogni trimestre, quindi lo stesso portafoglio che ha generato una perdita contabile in primavera si trasformerebbe in utili in caso di ripresa (un effetto leva che Cleanspark sta di fatto aumentando con ogni acquisto).

Inoltre, Cleanspark ha costantemente definito i propri acquisti come opportunistici, aggiungendo monete regolarmente durante le fasi di debolezza del mercato piuttosto che nei momenti di euforia ai massimi. L’acquisto a un prezzo medio vicino ai 64.000 dollari è in linea con tale strategia.

Infine, vale la pena sottolineare che quest’anno i titoli delle società di mining hanno tenuto meglio dell’asset che producono e che, nel loro complesso, hanno sovraperformato il BTC.

A tal proposito, una società mineraria che detiene la propria produzione anziché venderla deve finanziare le operazioni da altre fonti, e un calo più marcato del bitcoin aggraverebbe sia la pressione operativa che le perdite di valore al valore di mercato. Per il momento, il messaggio che emerge dall’acquisto del 7 luglio è inequivocabile: mentre i concorrenti vendono nel mercato ribassista, Cleanspark sta acquistando.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.