Il Kazakistan dispone già di una stablecoin in tenge nell’ambito di un progetto pilota della banca centrale. Ora ha coinvolto Tether per studiarne un’altra. Mercoledì Tether, la Banca Nazionale del Kazakistan e l’amministrazione comunale di Alatau hanno firmato un memorandum esplorativo riguardante una possibile stablecoin ancorata al tenge, la tokenizzazione degli asset e la finanza decentralizzata (DeFi). Non è stata approvata alcuna moneta, non è stata selezionata alcuna blockchain e non è stata fissata alcuna data di lancio.
Il Kazakistan si affida a Tether per esplorare un nuovo modello di stablecoin in tenge

Punti chiave
- Tether e il Kazakistan hanno firmato un accordo il 7 ottobre per studiare una stablecoin in tenge e asset tokenizzati.
- Il Kazakistan dispone già di KZTE, una stablecoin ancorata al tenge in rapporto 1:1 che opera nella sandbox della Banca Nazionale del Kazakistan (NBK).
- La città di Alatau punta a raggiungere un valore complessivo di 60 milioni di dollari in progetti di tokenizzazione entro la fine del 2026.
Il Kazakistan ha già una stablecoin in tenge. Ora Tether è al tavolo delle trattative
L’esperimento di finanza digitale del Kazakistan ha appena acquisito un peso massimo. Il 7 ottobre Tether ha firmato un memorandum d’intesa con la Banca Nazionale del Kazakistan (NBK) e l’amministrazione comunale di Alatau per esplorare la possibilità di una stablecoin ancorata al tenge e di asset del mondo reale (RWA) tokenizzati.
C’è però un colpo di scena. Il Kazakistan ha già un progetto pilota di stablecoin in tenge in corso nella “sandbox” della banca centrale. Il nuovo accordo non prevede il lancio di un’altra moneta, l’approvazione di un emittente né la scelta di una blockchain. Piuttosto, Tether, emittente della stablecoin USDT, si è assicurata un posto al tavolo delle trattative mentre il Kazakistan valuta quale parte del proprio sistema finanziario voglia trasferire su blockchain.
L’accordo è di natura esplorativa, non riguarda il lancio di una stablecoin
Il memorandum prevede che le tre parti studino i modelli internazionali di stablecoin, identifichino i possibili utilizzi e preparino un concetto e una proposta pilota per una moneta ancorata alla valuta nazionale del Kazakistan.
Lavoreranno inoltre sulle infrastrutture e su un quadro di riferimento per la tokenizzazione degli asset, utilizzando potenzialmente Hadron, la piattaforma di Tether per l’emissione e la gestione di asset tokenizzati. Le categorie di asset prioritarie verrebbero selezionate prima dell’avvio di un progetto pilota all’interno di Alatau City, una giurisdizione a regime speciale che il Kazakistan intende trasformare in un hub fintech dell’Asia centrale. Tether e le autorità kazake organizzeranno inoltre workshop dedicati all’emissione di stablecoin, alla gestione delle riserve, ai registri distribuiti e alle attività ponderate per il rischio (RWA) tokenizzate.
Ed è proprio qui che le clausole scritte in piccolo smorzano ogni aspettativa sul fatto che una moneta in tenge collegata a Tether sia pronta per essere lanciata. Nell’accordo non sono indicati né una data di emissione, né un modello di riserva, né una blockchain, né un emittente commerciale.
Tether parla di infrastrutture sovrane
Il CEO di Tether, Paolo Ardoino, ha inquadrato il progetto in una prospettiva più ampia. «I casi d’uso degli asset digitali si stanno evolvendo in applicazioni concrete e, in ultima analisi, in un’infrastruttura finanziaria a livello sovrano», ha osservato Ardoino, aggiungendo che il Kazakistan sta esplorando «la tokenizzazione degli asset e un quadro di riferimento per le riserve strategiche».
Quel «quadro di riferimento per le riserve strategiche» deriva dalla descrizione fornita da Tether dell’approccio del Kazakistan. Il memorandum stesso non istituisce una riserva nazionale garantita da Tether.
Il vice governatore della NBK, Binur Zhalenov, ha assunto un tono più orientato alla regolamentazione, affermando che il Kazakistan intende studiare le pratiche internazionali mantenendo «la stabilità finanziaria, la trasparenza delle transazioni e una solida protezione degli investitori» come priorità della banca centrale.
L’esperimento del Kazakistan con le stablecoin è già in fase avanzata
Il Kazakistan, il più grande paese senza sbocco sul mare del mondo, non parte da zero. Il 23 settembre 2025, la NBK ha avviato un progetto pilota “sandbox” che coinvolge Evo, o KZTE, una stablecoin ancorata al tenge in rapporto 1:1 emessa tramite Intebix ed Eurasian Bank con la partecipazione di Solana e Mastercard. Successivamente, il 1° maggio 2026, è stato introdotto un quadro normativo più ampio che riconosce come attività finanziarie digitali le stablecoin garantite da denaro, i beni reali tokenizzati e le versioni digitali degli strumenti finanziari tradizionali. Il Paese sta inoltre puntando tutto sulla tokenizzazione. Il 15 settembre, il governatore della NBK Timur Suleimenov ha dichiarato che il Kazakistan prevedeva di tokenizzare progetti Alatau per un valore fino a 60 milioni di dollari entro la fine dell’anno, inclusi fino a 50 milioni di dollari legati al complesso Iconic Tower e 10 milioni di dollari per l’hub logistico Birlik.
Alatau diventa il banco di prova
Alatau si trova al centro dell’esperimento. Le modifiche costituzionali entrate in vigore il 1° luglio hanno concesso alla città un regime speciale di sviluppo accelerato, fornendo al Kazakistan un ambiente controllato in cui testare idee di finanza digitale parallelamente al proprio quadro normativo nazionale. L’arrivo di Tether aggiunge un altro tassello a questo meccanismo, ma non si tratta ancora di un’altra stablecoin.
Per ora, il Kazakistan dispone già di un progetto pilota KZTE, di un piano per tokenizzare decine di milioni di dollari in asset e di uno dei maggiori emittenti mondiali di stablecoin che contribuisce a delineare ciò che potrebbe seguire. La domanda che suscita curiosità non è più se il Kazakistan voglia o meno una finanza tokenizzata. È piuttosto quante versioni diverse il Paese intenda mettere alla prova prima che una di esse ottenga il via libera.
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