Brad Garlinghouse, CEO di Ripple, afferma che la regolamentazione delle criptovalute negli Stati Uniti si sta avvicinando a un punto decisivo dopo gli incontri con la Casa Bianca e la CFTC. La sua valutazione collega l’attuale slancio a una campagna durata sette anni volta a definire regole federali chiare per il mercato.
Il CEO di Ripple afferma che le norme sulle criptovalute sono quasi pronte dopo l’incontro alla Casa Bianca

Punti chiave
- Garlinghouse sostiene che le norme statunitensi sulle criptovalute non sono mai state così vicine alla definizione.
- Gli incontri alla Casa Bianca e alla CFTC hanno avvicinato il mondo delle criptovalute e quello della finanza tradizionale.
- Il CLARITY Act deve ancora affrontare alcune controversie irrisolte al Congresso.
Garlinghouse rileva un cambiamento di rotta della Casa Bianca sulle criptovalute
Brad Garlinghouse, CEO di Ripple, ha descritto un cambiamento significativo nell’approccio di Washington alle criptovalute dopo aver incontrato alla Casa Bianca il presidente Donald Trump, le autorità di regolamentazione federali e i leader del settore finanziario. Il video ufficiale dell’incontro ha mostrato Trump mentre riceveva raccomandazioni da dirigenti del settore delle criptovalute, istituzioni finanziarie tradizionali e autorità di regolamentazione.
«È fantastico essere di nuovo alla Casa Bianca oggi», ha scritto Garlinghouse in un post del 19 agosto su X. Ha definito l’incontro come un riconoscimento del fatto che gli asset digitali si sono evoluti in un settore politicamente ed economicamente rilevante, affermando:
«Il quadro generale non è mai stato più chiaro: oggi 67 milioni di americani possiedono criptovalute (quasi 1 su 4!). Il settore delle criptovalute non è marginale. E a Washington DC sanno bene che l’elettorato delle criptovalute è vivo e vegeto».
L’incontro ha trattato temi quali la legislazione sugli asset digitali, la formazione di capitale, la tokenizzazione e la competitività tecnologica degli Stati Uniti. Un resoconto dell’incontro sulla criptovaluta alla Casa Bianca ha inoltre riportato in dettaglio le richieste rivolte al Senato affinché porti avanti il CLARITY Act, che stabilirebbe norme federali sulla struttura di mercato per gli asset digitali. L’amministratore delegato di Ripple ha aggiunto:
"L’incredibile impegno di questo Presidente nei confronti dell’innovazione e della leadership nel settore degli asset digitali negli Stati Uniti è stato profondo. Il futuro è luminoso."
La cifra relativa alla diffusione citata da Garlinghouse si riferiva in senso lato a un settore che comprende molteplici tipi di asset crittografici, tra cui monete native della blockchain, token, stablecoin e memecoin.
La stima di 67 milioni proviene dal rapporto “2026 State of Crypto Holders Report” della National Cryptocurrency Association, che ha calcolato la diffusione tra un adulto statunitense su quattro anziché tra un americano su quattro. L’Harris Poll ha intervistato 10.000 possessori che si sono autoidentificati dal 12 febbraio al 3 marzo, per poi ponderare ed estrapolare tali risposte anziché contare i portafogli o gli account verificati. Stuart Alderoty, Chief Legal Officer di Ripple, ricopre il ruolo di presidente dell’associazione all’origine di tale dato.
La riunione della CFTC avvicina le criptovalute alla finanza tradizionale
Il dibattito politico è proseguito il 20 agosto in occasione della riunione inaugurale del Comitato consultivo per l’innovazione della Commodity Futures Trading Commission. L’ordine del giorno ha riguardato la regolamentazione delle criptovalute, l’intelligenza artificiale e i mercati predittivi, comprese le sovrapposizioni normative, le interpretazioni incoerenti, la tutela dei consumatori e l’assenza di un quadro federale completo per la struttura del mercato.
Dopo la riunione del comitato, Garlinghouse ha sottolineato la presenza di Nasdaq, CME Group, Cboe, la Borsa di New York, l’Options Clearing Corporation e la Depository Trust and Clearing Corporation. Nella sua valutazione del 22 agosto su X, il capo di Ripple ha osservato:
«Tutti erano d’accordo. Le norme scritte per un’epoca diversa non sono sufficienti. Né per i consumatori, né per le imprese, né per l’innovazione».
Il comitato fornisce consulenza alla CFTC su questioni relative a tecnologia, diritto, politica e finanza, ma non ha potere legislativo. L’affermazione di Garlinghouse secondo cui regole chiare «non sono mai state così vicine» riflette la sua valutazione dell’attuale slancio politico e non implica che i legislatori abbiano raggiunto un accordo definitivo.
Una campagna durata sette anni si scontra con un voto incerto al Senato
Garlinghouse ha collegato gli incontri alla lettera aperta inviata da Ripple al Congresso il 30 luglio 2019, nella quale si esortavano i legislatori a distinguere tra le valute digitali ed evitare normative che penalizzassero le aziende statunitensi responsabili. Ha affermato, riferendosi al presidente della Commodity Futures Trading Commission Michael S. Selig:
«Ho esposto questa argomentazione in una lettera aperta al Congresso già nel 2019. Sette anni dopo, abbiamo ANCORA bisogno di regole chiare… Grazie all’amministrazione Trump, a figure nominate come il presidente Selig e a una miriade di leader coraggiosi al Congresso, non siamo mai stati così vicini».
I negoziati al Congresso rimangono in sospeso, poiché i democratici al Senato contestano l’attuale quadro normativo del CLARITY Act. Tra le loro preoccupazioni figurano i conflitti di interesse finanziari del presidente, gli standard antifrode, la tutela dei consumatori, le misure di salvaguardia contro la finanza illecita e quelle volte a contrastare la manipolazione del mercato.
Ripple fa pressione sui legislatori mentre le autorità di regolamentazione preparano le proprie norme
I vertici di Ripple hanno proseguito la loro campagna pubblica a favore del CLARITY Act, sostenendo che gli standard federali garantirebbero protezioni più solide e responsabilità più chiare per le autorità di regolamentazione. Garlinghouse si è detto favorevole a procedere nonostante le divergenze irrisolte, mentre Alderoty ha esortato i legislatori a non lasciare i consumatori alla mercé dell’attuale struttura normativa.
In una fase precedente dell’iter legislativo, Garlinghouse aveva definito il disegno di legge un’opportunità fondamentale per la politica statunitense in materia di asset digitali. I suoi ultimi commenti indicano una crescente fiducia dopo gli incontri con la Casa Bianca e la CFTC, sebbene il disegno di legge stesso debba ancora essere votato dal Senato.
Selig ha dichiarato separatamente al comitato consultivo il 20 agosto che l’agenzia può agire in virtù dei poteri di cui già dispone. Ha incaricato il personale di preparare un regime per il mercato delle criptovalute che non attenda l’approvazione del CLARITY Act, offrendo alle piattaforme di scambio un possibile percorso federale anche qualora il Senato lasci il disegno di legge in fase di stallo.
L’autorità di regolamentazione dei titoli ha intrapreso un percorso parallelo nell’ambito dei propri poteri esistenti. Il 18 agosto la Securities and Exchange Commission (SEC) ha proposto percorsi di offerta federali per determinati contratti di investimento in criptovalute ai sensi del Regolamento sulle criptovalute (Regulation Crypto Assets), tra cui un’esenzione una tantum per le startup di 5 milioni di dollari e un’esenzione di livello 2 con un tetto massimo di 75 milioni di dollari in 12 mesi. Gli emittenti dovrebbero fornire informazioni descrittive e, nel livello superiore, bilanci certificati. Le offerte esenti non richiederebbero la registrazione a livello statale. Il periodo di consultazione di 60 giorni ha inizio dopo la pubblicazione sul Federal Register e nessuna modifica entrerà in vigore a meno che la SEC non adotti una norma definitiva.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












