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Il Bitcoin punta a un'impennata mentre Wintermute avverte che i rischi macroeconomici irrisolti potrebbero determinare il prossimo andamento

Il Bitcoin sta testando i livelli di breakout in un contesto di tensioni geopolitiche e incertezza macroeconomica, mentre l'andamento dei prezzi sta esercitando pressione su una resistenza chiave. La pressione del mercato, causata dai picchi dei prezzi dell'energia e dal cambiamento di sentiment, non ha ancora innescato un movimento decisivo, con Wintermute che sottolinea i rischi strutturali ancora irrisolti. Punti chiave:

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Il Bitcoin punta a un'impennata mentre Wintermute avverte che i rischi macroeconomici irrisolti potrebbero determinare il prossimo andamento
  • Il Bitcoin si avvicina al breakout mentre Wintermute segnala rischi macroeconomici ancora irrisolti.
  • Il Brent sale mentre le pressioni inflazionistiche aumentano a causa dei maggiori costi energetici.
  • Wintermute ritiene che il posizionamento dei derivati amplifichi il potenziale di rialzo vicino alla resistenza.

I rischi geopolitici non riescono a invertire lo slancio del Bitcoin

Il Bitcoin mantiene la pressione al rialzo nonostante l'aumento delle tensioni geopolitiche e l'incertezza macroeconomica, anche mentre i mercati globali reagiscono ai nuovi sviluppi. In un commento di mercato del 13 aprile, la società di trading algoritmico di criptovalute Wintermute ha affermato che l'acuirsi delle tensioni — scatenato da un blocco navale statunitense che colpisce i porti iraniani — non è stato ancora sufficiente a forzare un crollo strutturale dell'andamento del prezzo del BTC.

Da quando è stato pubblicato il rapporto, tuttavia, il Bitcoin ha registrato un rialzo, scambiando intorno ai 74.592 $ al momento della stesura di questo articolo e testando ripetutamente la resistenza vicino ai 75.000 $, indicando un tentativo di breakout in corso.

Bitcoin Pushes Toward Breakout as Wintermute Warns Unresolved Macro Risks May Shape Next Move
Grafico dei prezzi del Bitcoin su base oraria del 14 aprile tramite Bitstamp.

Il rapporto ha evidenziato rischi strutturali più profondi che persistono al di là dei titoli dei giornali:

"Al di là della geopolitica, le preoccupazioni di fondo non sono scomparse. Il mercato del lavoro è ancora debole, le questioni relative alla sostenibilità degli investimenti in IA rimangono irrisolte e la crisi del capitale privato continua a farsi sentire."

A livello geopolitico, il sentiment è cambiato rapidamente dopo il fallimento dei negoziati di cessate il fuoco a Islamabad, che hanno rimosso un pilastro fondamentale dell'ottimismo di mercato. Allo stesso tempo, le rinnovate restrizioni sulle principali rotte di transito del petrolio hanno spinto al rialzo i mercati energetici. I prezzi del petrolio sono balzati, aumentando l'incertezza sull'inflazione, mentre le azioni hanno ceduto i guadagni precedenti della fase di allentamento delle tensioni.

Nonostante questo contesto, il bitcoin ha mostrato una relativa resilienza. Come ha osservato Wintermute: "Finora la situazione macroeconomica non ha ancora rotto il range del BTC. Sembra che tutti i fattori, inclusi la situazione macroeconomica, il trade sull'IA e la regolamentazione delle criptovalute, entreranno presto in gioco per decidere la direzione da prendere".

Petrolio e inflazione aggiungono complessità

I mercati energetici sono diventati un fattore chiave per le aspettative a breve termine. Il greggio Brent è risalito sopra i 103 dollari dopo un'impennata causata dall'escalation, invertendo la precedente debolezza legata all'allentamento delle tensioni. I dati sull'inflazione di marzo hanno mostrato un aumento annuo del 3,3%, dovuto in gran parte a un picco dei costi del carburante, mentre i dati core sono rimasti contenuti al 2,6%. Nei mercati dei derivati, il posizionamento indica indecisione. L'open interest è rimasto elevato ma stabile, oscillando intorno alla fascia alta dei 20 miliardi di dollari, mentre i tassi di finanziamento continuano a oscillare tra positivo e negativo, segnalando una mancanza di convinzione. Un accumulo di posizioni corte al di sopra del prezzo – intorno ai 70.000 dollari – significa che un breakout potrebbe innescare uno short squeeze. L'attuale struttura dei prezzi rafforza questo rischio, con minimi più alti, indicatori di momentum in aumento e bande di volatilità in espansione che segnalano una crescente pressione sulla resistenza superiore.

"Il trade del cessate il fuoco è morto", ha affermato Wintermute, sottolineando il ritorno all'escalation. "Il crollo di Islamabad ha eliminato il quadro di de-escalation più concreto a cui il mercato poteva aggrapparsi. Siamo tornati a una posizione di escalation." Guardando al futuro, la società prevede che gli sviluppi geopolitici rimarranno il fattore chiave. Sebbene il posizionamento e l'andamento dei prezzi indichino una pressione al breakout, Wintermute rimane cauta:

"La continua escalation ci mantiene in un range con una tendenza al ribasso."

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