Grayscale ha ritirato in sordina le richieste di registrazione dei propri fondi negoziati in borsa (ETF) su Cardano, Hedera e Polkadot a distanza di tre minuti l’una dall’altra, ponendo fine a tre tentativi di introdurre i token sui mercati statunitensi senza fornire alcuna spiegazione.
Grayscale ritira tre richieste di registrazione di ETF su altcoin in soli 190 secondi

Punti chiave
- Grayscale ha ritirato le richieste presentate tramite il modulo RW relative ai trust ADA, HBAR e DOT tra le 16:33 e le 16:36 (ora della costa orientale) del 7 agosto.
- Tutte e tre le richieste presentate tramite il modulo RW contenevano un testo identico, senza che venisse indicata alcuna motivazione specifica per il ritiro.
- Due giorni prima, gli analisti di Grayscale avevano avvertito che gli Stati Uniti rischiano un esodo delle criptovalute se non verrà approvato il CLARITY Act.
Tre ritiri, a distanza di 190 secondi l’uno dall’altro
Secondo i documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission (SEC), il 7 agosto Grayscale ha presentato tre distinte richieste tramite il modulo RW, ritirando le dichiarazioni di registrazione S-1 relative all’ETF Grayscale Cardano Trust, all’ETF Grayscale Hedera Trust e all’ETF Grayscale Polkadot Trust.
La sequenza si è svolta rapidamente: il ritiro relativo a Cardano è stato presentato alle 16:33:37 ET, quella relativa a Hedera alle 16:34:55 e quella relativa a Polkadot, l’ultima, alle 16:36:47 (praticamente tutte e tre nell’arco di 190 secondi).

Ciascuna richiesta utilizzava una formulazione identica, in cui si affermava che «Grayscale non intende procedere con la distribuzione proposta delle azioni». Si tratta di richieste di ritiro volontarie presentate ai sensi della Regola 477 della SEC, non di ordinanze della SEC che respingono i prodotti. Nessuna delle tre dichiarazioni di registrazione era stata dichiarata efficace, nessun titolo era mai stato emesso o venduto e nessun prospetto preliminare era stato distribuito agli investitori. In parole povere, Grayscale si è ritirata prima ancora che i prodotti arrivassero anche solo vicino alla negoziazione, e la documentazione non fornisce alcuna giustificazione commerciale o normativa specifica per spiegare il motivo.
Un'inversione di rotta rispetto all’inizio dell’anno
I ritiri rappresentano un’inversione di rotta significativa rispetto allo slancio che Grayscale aveva registrato all’inizio di quest’anno, quando, in primavera, la società di gestione patrimoniale aveva presentato i moduli di registrazione per i trust Cardano e Polkadot, inserendosi in una più ampia ondata di richieste di ETF su altcoin da parte dei principali emittenti.
Le proposte di quotazione sottostanti erano già state ritirate una volta dalle stesse borse: la NYSE Arca aveva ritirato la proposta di quotazione di Cardano nel settembre dello scorso anno, mentre il Nasdaq aveva ritirato le proposte relative a Polkadot e Hedera solo un paio di mesi dopo. Grayscale non ha rilasciato alcuna dichiarazione pubblica per spiegare la decisione. Le ipotesi spaziano da una domanda contenuta da parte degli investitori per prodotti a singolo asset come ADA, HBAR e DOT, a una decisione strategica di concentrare le risorse su richieste di quotazione con priorità più elevata, fino a una più ampia rivalutazione di quali altcoin Grayscale ritenga giustifichino, al momento, un veicolo dedicato quotato negli Stati Uniti.
Non si tratta di un ritiro dagli ETF in generale
Questi ritiri non indicano che Grayscale stia abbandonando completamente gli ETF sulle criptovalute, poiché la società ha continuato a portare avanti altre iniziative, presentando un modulo S-1 preliminare per un ETF su Worldcoin appena lo scorso luglio. Allo stesso modo, il suo ETF Hyperliquid Staking è stato lanciato un paio di mesi fa, offrendo la commissione di gestione più bassa tra tutti i prodotti HYPE quotati negli Stati Uniti presenti sul mercato.
Inoltre, appena due giorni prima dei ritiri, il responsabile della ricerca di Grayscale ha sostenuto che gli Stati Uniti rischiano un “esodo” delle criptovalute se il CLARITY Act non dovesse essere approvato dal Senato, avvertendo che i nuovi investimenti e l’attività delle startup potrebbero spostarsi verso giurisdizioni più favorevoli se Washington non dovesse varare norme complete sulla struttura del mercato.
Il fatto che Grayscale, da un lato, eserciti pressioni per un contesto normativo statunitense più favorevole e, dall’altro, abbandoni tre delle proprie richieste di registrazione di prodotti negli Stati Uniti ancora in sospeso, dimostra quanto gli emittenti siano diventati selettivi nel decidere per quali ETF sulle criptovalute valga la pena lottare, alla luce delle attuali tempistiche della SEC.
Per i detentori di ADA, HBAR e DOT che sperano in uno strumento spot quotato negli Stati Uniti, la porta non è necessariamente chiusa per sempre, poiché il ritiro dei moduli RW non impedisce a Grayscale o a qualsiasi altro emittente di presentare nuovamente la domanda in un secondo momento, qualora la domanda o le condizioni normative dovessero cambiare.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












