Altre quattro grandi aziende tecnologiche si sono opposte alla tokenizzazione delle proprie azioni sulla piattaforma di trading blockchain proposta da OKXICE, portando a 26 il numero totale delle obiezioni da parte delle aziende, mentre la resistenza nei confronti dell’iniziativa continua a crescere.
Intel, Oracle, IBM e IonQ contro il piano OKXICE di tokenizzazione azioni

Punti chiave
- Intel, Oracle, IBM e IonQ sono le ultime aziende ad aver espresso la propria opposizione al piano di tokenizzazione delle azioni di OKXICE, portando a 26 il numero totale delle obiezioni da parte delle aziende.
- Anche grandi aziende come Microsoft, Alphabet, Goldman Sachs, Wells Fargo, McDonald’s e Qualcomm si sono opposte alla proposta, che consentirebbe il trading azionario basato su blockchain 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
- Il co-presidente di OKXICE, Andrew Cuomo, aveva in precedenza minimizzato la crescente opposizione, suggerendo che alcune aziende avrebbero accolto con favore la tokenizzazione mentre altre avrebbero aspettato di vedere come si sarebbe sviluppata la tecnologia.
L’elenco delle aziende contrarie a OKXICE sale a 26
Intel, Oracle, International Business Machines (IBM) e la società di calcolo quantistico IonQ sono le ultime aziende ad aver formalmente sollevato obiezioni alla tokenizzazione delle proprie azioni nell’ambito di un piano di OKXICE, una joint venture tra l’exchange di criptovalute OKX e Intercontinental Exchange (ICE), la società madre della Borsa di New York.
Le quattro società figurano in un avviso pubblico aggiornato datato 26 ottobre, portando il numero totale degli emittenti che si oppongono a 26, in aumento rispetto ai 22 della scorsa settimana. L’avviso conferma che OKXICE ha ricevuto obiezioni formali da ciascuna società, sebbene non specifichi le ragioni individuali alla base della loro opposizione al piano.
Le ultime obiezioni aggiungono alcuni dei nomi più noti del settore tecnologico a un elenco sempre più lungo di società che si oppongono. Tra le altre grandi aziende che hanno già espresso la propria opposizione figurano Microsoft, Alphabet (società madre di Google), Goldman Sachs, McDonald’s, Qualcomm, Broadcom, Verizon, UnitedHealth Group e Caterpillar.
La controversia verte sulla proposta di OKXICE di offrire rappresentazioni basate su blockchain di titoli quotati in borsa, consentendo agli investitori di negoziare azioni tokenizzate 24 ore su 24, anziché essere vincolati ai tradizionali orari di apertura del mercato azionario.
L’iniziativa aveva inizialmente proposto di tokenizzare le azioni di 63 società in virtù di un’esenzione temporanea introdotta dalla Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense a settembre. Il quadro normativo consente alle piattaforme di titoli tokenizzati qualificate di operare senza dover soddisfare determinati requisiti normativi applicabili alle borse valori tradizionali.
Tuttavia, l’esenzione consente anche alle società di impedire che le proprie azioni vengano tokenizzate da terze parti non affiliate attraverso un processo di opposizione formale. In base al sistema proposto da OKXICE, le azioni tokenizzate sarebbero garantite in rapporto uno a uno da titoli reali detenuti tramite un broker-dealer registrato. Gli investitori manterrebbero i corrispondenti diritti degli azionisti, inclusi i dividendi e i diritti di voto. La negoziazione avverrebbe tramite pool di liquidità Uniswap v4 autorizzati, implementati sulla blockchain X Layer di OKX, con l’utilizzo di stablecoin per il regolamento. La piattaforma prevede di operare 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana.
La crescente opposizione rappresenta una sfida per OKXICE nel suo tentativo di creare un nuovo mercato per i titoli azionari tokenizzati.
I commenti di Cuomo sulle obiezioni alla tokenizzazione
Come riportato in precedenza da Bitcoin.com News, l’ex governatore di New York Andrew Cuomo, membro del consiglio di amministrazione di OKX e copresidente dell’iniziativa OKXICE, ha affrontato il tema della crescente resistenza da parte delle aziende durante una conferenza stampa tenutasi il 20 ottobre.
Cuomo ha definito il nuovo quadro normativo della SEC come un esperimento, suggerendo che alcune aziende adotterebbero immediatamente il trading azionario basato sulla blockchain, mentre altre preferirebbero osservare come si sviluppano la tecnologia e la struttura del mercato. «Ci saranno altre aziende che diranno: voglio essere il primo a entrare nel mercato», ha dichiarato Cuomo ai giornalisti.
«Questo è un mondo che non dorme mai», ha aggiunto, chiedendosi perché i mercati mobiliari statunitensi debbano rimanere limitati agli orari di negoziazione convenzionali quando gli investitori operano a livello globale.
Nel frattempo, la concorrenza per la creazione di mercati di titoli tokenizzati si sta intensificando. A settembre il Nasdaq ha investito 100 milioni di dollari in Payward, la società madre di Kraken, con l’intenzione di lanciare una piattaforma separata per i titoli tokenizzati nel 2027.
Il Nasdaq ha inoltre pubblicato delle linee guida per mettere in guardia le società sui potenziali rischi associati alle piattaforme di negoziazione di titoli tokenizzati e ha indicato che intende escludersi dal quadro normativo della SEC in materia di tokenizzazione per le proprie azioni. Diciassette delle 26 società che attualmente sollevano obiezioni sono quotate sul Nasdaq, rappresentando circa il 65% del totale, mentre le restanti sono quotate alla Borsa di New York (NYSE) di ICE.
Sebbene l’elenco crescente di obiezioni non indichi necessariamente un’opposizione alla tokenizzazione delle azioni in senso più ampio, esso evidenzia le preoccupazioni delle grandi società riguardo alla possibilità che le proprie azioni siano rappresentate e negoziate su piattaforme blockchain di terze parti senza la loro partecipazione o approvazione.
Cuomo ricorda di aver scoperto le criptovalute nel 2011, mentre OKX annuncia misure di tutela dei clienti per un valore di 500.000 dollari e deve affrontare resistenze nei confronti delle azioni tokenizzate.
Leggi ora: Andrew Cuomo torna alle origini crypto del 2011, OKX lancia scudo da 500.000 dollariQuesto articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

















