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Fedwatch assume una posizione restrittiva con una probabilità del 57% di un aumento dei tassi a settembre

Settembre sembra improvvisamente molto meno favorevole per chi scommette su un taglio dei tassi: lo strumento CME Fedwatch attribuisce ora una probabilità del 57% a un rialzo di un quarto di punto da parte della Federal Reserve nella prossima riunione del Federal Open Market Committee (FOMC), dopo che il presidente Kevin Warsh ha tenuto a Jackson Hole un discorso che i mercati hanno interpretato come decisamente restrittivo.

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Fedwatch assume una posizione restrittiva con una probabilità del 57% di un aumento dei tassi a settembre

Punti chiave

  • Lo strumento Fedwatch del CME attribuisce una probabilità del 57% a un aumento del tasso sui fondi federali (FFR) il 16 settembre, contro appena il 39,9% del 21 agosto.
  • Polymarket e Kalshi valutano al 52% la probabilità che la Fed mantenga i tassi invariati, evidenziando un margine di divario estremamente ridotto per settembre.
  • Warsh ha segnalato un’inflazione PCE al 3,7%, mentre gli operatori si preparano alla decisione della Fed di settembre.

L’attenzione è ora concentrata sulla decisione della Fed del 16 settembre sul tasso dei fondi federali. Lo strumento Fedwatch del CME, che trasforma l’andamento delle negoziazioni sui futures sui fondi federali in probabilità implicite di politica monetaria, attribuisce una probabilità del 57% a un aumento di 25 punti base, portando l’intervallo obiettivo al 3,75%-4%. La permanenza nell’attuale intervallo del 3,5%-3,75% ha solo il 43% di probabilità. Al momento regna una grande incertezza e, in questo momento, le previsioni sulla decisione del FOMC non sono diverse da un gioco d’azzardo.

Fedwatch cambia rotta mentre le scommesse su un rialzo a settembre prendono piede

È sempre più difficile ignorare questa tendenza se si confronta con la posizione dei trader di appena una settimana prima. I dati del CME indicavano una probabilità di rialzo pari solo al 39,9% il 21 agosto. Naturalmente, il 28 agosto, dopo il discorso di Jackson Hole, la probabilità è balzata al 57%, mentre le scommesse su un taglio dei tassi a settembre erano state praticamente azzerate. I mercati predittivi non hanno completamente abbracciato la posizione restrittiva. A partire da questo fine settimana, gli operatori di Polymarket attribuiscono una probabilità del 52% a un mantenimento dei tassi da parte della Fed e del 48% a un aumento di 25 punti base. Su questa specifica scommessa sono stati scambiati oltre 66,6 milioni di dollari, mentre la scommessa sul taglio dei tassi, un tempo molto diffusa, presenta ora una probabilità di appena l’1%.

Sul mercato delle previsioni Kalshi, gli operatori si trovano di fronte a probabilità quasi identiche, simili a un lancio di moneta. Il mercato della Fed di settembre, con un volume di oltre 23,8 milioni di dollari, attribuisce una probabilità del 52% al mantenimento dei tassi invariati contro il 48% di un aumento di un quarto di punto.

D’altra parte, un altro contratto di scommessa su Kalshi attribuisce alla Fed una probabilità del 67% di aumentare il tasso di riferimento federale (FFR) prima del 2027.

Warsh riporta l’inflazione ostinata nel mirino

Tutti questi dati hanno subito un cambiamento radicale dopo il discorso di apertura di Warsh al Simposio sulla politica economica di Jackson Hole, durante il quale ha accuratamente evitato di promettere un rialzo a settembre, tornando ripetutamente sul tema dell’inflazione ostinata e sulla responsabilità della Fed di riportare i prezzi sotto controllo.

«Non ci devono essere malintesi: l’obiettivo di stabilità dei prezzi della Fed, fissato al 2%, misurato dall’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE), è un obiettivo fermo e immutabile», ha sottolineato Warsh. Ha inoltre chiarito che i tassi di interesse a breve termine rimangono l’arma principale della Fed per raggiungere tale obiettivo.

I dati presentati da Warsh spiegano perché gli operatori di mercato abbiano percepito un messaggio restrittivo. L’indice di inflazione PCE su 12 mesi, quello preferito dalla Fed, registra un livello elevato del 3,7%, mentre il dato su sei mesi si attesta a un livello ancora più alto, pari al 4,1%. Nessuno dei due dati è neanche lontanamente in linea con l’obiettivo fisso del 2% fissato dalla banca centrale. Tuttavia, alcuni critici della Fed ritengono che l’obiettivo del 2% non verrà mai più raggiunto. Warsh ha inoltre descritto un’economia che offre alla Fed pochi motivi per allarmarsi riguardo a un aumento dei tassi. Gli investimenti delle imprese stanno crescendo rapidamente, in particolare nel settore dell’intelligenza artificiale (IA), gli utili dell’S&P 500 sono aumentati di oltre il 20% nell’ultimo anno e la spesa reale dei consumatori ha registrato un incremento superiore al 2% negli ultimi quattro trimestri. La disoccupazione, nel frattempo, rimane al 4,1%.

I mercati attendono con apprensione il lancio della moneta di settembre

È proprio questo mix a rendere settembre un mese scomodo per i sostenitori di una politica accomodante sul tasso dei fondi federali. Un FFR più elevato raffredda la domanda e l’inflazione, mentre un’economia che continua a registrare una crescita solida e a creare occupazione offre ai responsabili politici un margine di manovra notevolmente maggiore per inasprire la politica monetaria senza compromettere immediatamente il mercato del lavoro. Warsh ha comunque rifiutato di sbilanciarsi a favore di un rialzo, affermando:

«Oggi sono qui per ribadire il mio impegno verso una disciplina, non verso una decisione».

Il messaggio era intenzionale: i mercati possono fare tutte le previsioni che vogliono su settembre, ma la Fed non intende fornire la risposta agli operatori settimane prima della riunione. Per gli investitori, settembre è diventato un vero e proprio lancio di moneta, ovvero una probabilità al 50%, con denaro reale in gioco da entrambe le parti. I futures del CME favoriscono un rialzo, mentre i mercati predittivi Polymarket e Kalshi puntano di misura su una pausa. I dati sull’inflazione e sull’occupazione hanno ora un peso ancora maggiore, e entrambi potrebbero far pendere l’ago della bilancia prima che i funzionari della Fed si riuniscano a metà settembre.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.