Strategy Inc. (Nasdaq: MSTR) ha registrato una perdita trimestrale di 8,22 miliardi di dollari, poiché il calo del prezzo del bitcoin ha azzerato il guadagno di 14 miliardi di dollari dello scorso anno. Ciononostante, la società ha aumentato il proprio portafoglio di BTC dell’11%, portandolo a 843.775 monete, ma ha continuato a vendere per finanziare i pagamenti agli azionisti.
La strategia passa da un utile di 14 miliardi di dollari a una perdita di 8,2 miliardi di dollari con la vendita di Saylor

Punti chiave
- Strategy detiene ora 843.775 BTC, con un aumento dell’11% alla fine del secondo trimestre, secondo l’ultima relazione sui risultati finanziari.
- All’inizio di luglio la società ha venduto 3.588 BTC per 216 milioni di dollari, allontanandosi ulteriormente dal principio del “non vendere mai”.
- La riserva in USD di Strategy ha raggiunto i 3,75 miliardi di dollari dopo una raccolta di 544,5 milioni di dollari, coprendo 2,1 anni di dividendi.
Le partecipazioni crescono nonostante le vendite continuino
Strategy ha reso noti i risultati nella relazione finanziaria relativa al secondo trimestre del 2026, pubblicata il 30 luglio. La società ha aumentato il proprio portafoglio di bitcoin dell’11% fino a raggiungere 846.000 BTC alla chiusura del trimestre il 30 giugno, finanziato in gran parte tramite offerte azionarie e di credito digitale, per poi ridurre tale totale a 843.775 BTC entro il 26 luglio a seguito di una successiva vendita.

L’indicatore “bitcoin per azione” (BPS) della società, che il presidente e cofondatore Michael Saylor utilizza per sostenere che Strategy continua a generare valore per gli azionisti anche mentre vende bitcoin, è salito del 5% su base trimestrale, attestandosi a 210.824 satoshi. L’indebitamento netto è sceso del 18%, passando da 8,2 miliardi di dollari a 6,7 miliardi di dollari, una riduzione che i dirigenti hanno attribuito alla crescita dell’attività di credito digitale della società piuttosto che alle sole vendite di bitcoin.
Strategy ha comunque registrato una perdita netta trimestrale di 8,22 miliardi di dollari, determinata dalle svalutazioni non realizzate sulla propria posizione in bitcoin dopo che il prezzo del BTC ha subito un brusco calo rispetto ai massimi del 2026. La perdita contabile non incide sul numero effettivo di bitcoin detenuti dalla società, ma ha pesato sulle azioni MSTR, che sono state scambiate ben al di sotto dei massimi annuali.
Il crollo della dottrina del «mai vendere»
Il rapporto sul secondo trimestre conferma un cambiamento iniziato a maggio, quando Strategy ha venduto 32 BTC in perdita, la sua prima riduzione netta autonoma di bitcoin dal 2022. La mossa ha posto fine a quattro anni di un impegno pubblico di “non vendere mai” che Saylor aveva ribadito in quasi tutte le conferenze sugli utili.
Tale cambiamento ha subito un’accelerazione all’inizio di luglio, quando Strategy ha venduto 3.588 BTC per circa 216 milioni di dollari a un prezzo medio vicino ai 60.000 dollari, realizzando una perdita di 203 milioni di dollari, per contribuire a finanziare le distribuzioni sulle proprie azioni privilegiate perpetue STRC. La vendita ha rappresentato la più grande cessione singola di bitcoin da parte della società da quando ha iniziato ad accumulare BTC nel 2020.
Saylor ha sottolineato che le vendite non rappresentavano un allontanamento dalla strategia di gestione del tesoro in bitcoin di Strategy, ma una normale gestione del capitale. Quando gli è stato chiesto, durante la conference call sui risultati finanziari, se la società avrebbe invece fatto ricorso a opzioni o altri strumenti basati sulla volatilità per finanziare i propri obblighi, ha risposto:
C’è solo una società al mondo in grado di vendere credito su scala pari alla nostra.
Saylor ha sostenuto che la vendita di prodotti legati alla volatilità comporterebbe un rischio di controparte, aggiungerebbe complessità alla struttura patrimoniale di Strategy e creerebbe complicazioni fiscali che l’azienda vuole evitare, lasciando invece come leve preferite la vendita di bitcoin e l’emissione di credito digitale.
Il credito digitale colma il divario
Il veicolo di credito digitale di Strategy, STRC, è diventato centrale in tale approccio, con il suo valore nozionale cresciuto da 2,8 miliardi di dollari alla fine del 2025 a 10,5 miliardi di dollari alla chiusura del secondo trimestre. Di conseguenza, i detentori istituzionali rappresentano ora il 29% dell’STRC in circolazione, in aumento rispetto al 22% del trimestre precedente.
La società ha raccolto 8,4 miliardi di dollari di capitale complessivo nel corso del trimestre, di cui 5,5 miliardi tramite strumenti di credito digitale, portando il capitale raccolto dall’inizio dell’anno a 17 miliardi di dollari (il 44% dei quali tramite credito digitale anziché tramite le tradizionali vendite di azioni).
La riserva in USD di Strategy, ovvero la riserva di liquidità utilizzata per coprire i dividendi privilegiati e il pagamento degli interessi, è cresciuta del 12% nel corso del trimestre raggiungendo i 2,4 miliardi di dollari, per poi aumentare ulteriormente a 3,75 miliardi di dollari a seguito di una vendita di azioni del valore di 544,5 milioni di dollari avvenuta tra il 20 e il 26 luglio. Tale riserva copre ora circa 2,1 anni di obbligazioni, rientrando nell’intervallo target della società compreso tra due e tre anni e ben al di sopra della soglia minima di 12 mesi. Con 843.775 BTC in bilancio dopo l’ultima cessione, Strategy rimane il maggiore detentore istituzionale di bitcoin a livello globale.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.
















