L'operazione Lighthouse ha analizzato 29.120 indirizzi di criptovalute e identificatori digitali, generando 14.300 piste investigative. L'operazione, condotta da Chainalysis, ha inoltre portato alla luce oltre 7.700 conti sospetti e identificato sospetti in 125 paesi.
29.120 indirizzi oggetto di indagine nell'operazione "Global Crypto Intelligence Sprint"

Punti chiave
- Gli investigatori hanno esaminato 29.120 indirizzi e identificatori di criptovalute.
- L’operazione ha generato 14.300 indizi su 11 piattaforme di scambio e servizi di pagamento.
- I partner del settore privato hanno identificato oltre 7.700 conti sospetti.
L’operazione «Lighthouse» trasforma i dati della blockchain in indizi
Durante lo sprint dell’Operazione Lighthouse, annunciata il 25 agosto dalla società di analisi blockchain Chainalysis, gli investigatori hanno convertito mesi di analisi dei dati sulle criptovalute in indizi utilizzabili. Chainalysis ha descritto la propria operazione volta a contrastare il materiale pedopornografico (CSAM):
"L’Operazione Lighthouse ha indagato su 29.120 indirizzi di criptovalute e identificatori digitali, prendendo di mira oltre 100 piattaforme, forum e reti di distribuzione di CSAM distinte sia sul web pubblico che sul dark web."
Le blockchain pubbliche conservano cronologie delle transazioni che gli investigatori possono seguire tra gli indirizzi di criptovaluta, sebbene un indirizzo non riveli di per sé il proprio proprietario. La natura pubblica delle transazioni in bitcoin consente agli investigatori di mappare i movimenti di fondi prima di combinare tali attività con i registri degli exchange, i dati di pagamento e le prove raccolte dalle forze dell’ordine per identificare i titolari dei conti.
La National Cyber-Forensics and Training Alliance ha ospitato lo "sprint" a New York, riunendo investigatori provenienti da diversi continenti. Hanno partecipato almeno nove forze dell’ordine, più di 13 partner del settore privato e organizzazioni non profit specializzate, tra cui Europol, la Polizia Federale Australiana, la Royal Canadian Mounted Police e la National Crime Agency del Regno Unito.
Migliaia di conti individuati in 125 paesi
Chainalysis ha riferito:
«Questo sprint, primo nel suo genere, ha generato 14.300 indizi investigativi, ha portato alla luce oltre 7.700 conti sospetti e ha identificato indagati collegati al materiale pedopornografico (CSAM) in 125 paesi».
Le cifre si riferiscono ad account, identificativi e indizi investigativi, non ad arresti o condanne. Le autorità devono condurre indagini di approfondimento, avviare procedimenti legali e stabilire il ruolo di ciascun titolare di account prima di procedere con accuse penali. I partner del settore privato hanno inoltre identificato 16 autori di reati sessuali registrati, mentre due sole aziende partecipanti hanno individuato almeno 150 individui.
Le reti di distribuzione online operano su una scala che va ben oltre l’attività legata alle criptovalute. L’Internet Watch Foundation ha confermato 311.610 segnalazioni contenenti o che portavano a materiale abusivo nel 2025, con un aumento del 7% rispetto all’anno precedente. I suoi analisti hanno inoltre individuato 15.031 siti web commerciali che vendono immagini di abusi, più del doppio rispetto ai 7.028 registrati nel 2024.
Operazioni precedenti dimostrano la portata del tracciamento tramite blockchain
In passato, indagini internazionali hanno già trasformato le informazioni di intelligence digitale in arresti e nell’interruzione delle attività delle piattaforme. Un’operazione sostenuta dall’Europol contro Kidflix ha identificato circa 1.400 sospetti e ha portato a 79 arresti. Le autorità hanno affermato che la piattaforma aveva attirato circa 1,8 milioni di utenti tra aprile 2022 e marzo 2025.
L’analisi forense della blockchain ha contribuito direttamente alle indagini su Kidflix tracciando l’infrastruttura di pagamento in criptovaluta della piattaforma. Il team investigativo di Binance ha aiutato a collegare più di 120 utenti alle transazioni registrate, dimostrando come i registri pubblici delle transazioni possano fornire indizi identificativi se combinati con le informazioni detenute dagli exchange e dalle società di pagamento.
Lo stesso metodo investigativo si applica ad altri mercati del dark web e sistemi di pagamento criminali. Un’operazione multinazionale mirata al servizio di riciclaggio AudiA6 ha rintracciato circa 10.333 BTC depositati in portafogli associati, portando ad arresti, sequestri di infrastrutture, congelamenti di beni e iniziative volte all’estradizione di due presunti operatori di alto livello.
I risultati delle indagini potrebbero protrarsi fino al 2027
L’operazione Lighthouse ha istituito un processo condiviso attraverso il quale le forze dell’ordine, le società di criptovalute e le organizzazioni no profit possono esaminare contemporaneamente indizi comuni. Una cooperazione analoga tra le autorità del Ghana e del Regno Unito ha contribuito al recupero di 15,1 milioni di dollari in criptovaluta dopo che gli investigatori hanno utilizzato dati condivisi della blockchain per collegare portafogli che coprivano quasi 20 asset digitali.
«Noi di Coinbase crediamo che la trasparenza delle criptovalute sia uno strumento potente per proteggere le persone e contrastare gli abusi», ha dichiarato Coinbase, aggiungendo:
«L’Operazione Lighthouse dimostra cosa si può ottenere quando le forze dell’ordine, il settore e i partner del terzo settore agiscono insieme, trasformando le informazioni sulla blockchain in indizi investigativi significativi e in azioni concrete contro le reti CSAM».
Chainalysis ha affermato che i risultati dell’operazione Lighthouse dovrebbero tradursi in restrizioni sui conti, arresti e procedimenti penali man mano che le autorità seguiranno le piste individuate. Tali esiti potrebbero continuare ad accumularsi fino al 2027, mentre l’azienda prevede di applicare il modello ‘sprint’ ad altre categorie di attività illecite legate alle criptovalute.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.










