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Un cypherpunk prende le distanze dal token Robinhood, mentre Mow definisce lo ZEC un caso di "pump and dump"

Cypherpunk Holdings, società quotata al Nasdaq, ha preso le distanze da un token azionario con il ticker Zcash presente sulla blockchain di Robinhood, precisando di detenere esclusivamente la privacy coin.

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Un cypherpunk prende le distanze dal token Robinhood, mentre Mow definisce lo ZEC un caso di "pump and dump"

Punti chiave

  • L’8 settembre 2026, Cypherpunk ha preso le distanze dal token con il ticker ZEC non autorizzato di Robinhood.
  • Spinta dall’interesse per gli asset orientati alla privacy, CYPH ha registrato un balzo del 250% in 30 giorni, mentre ZEC ha superato i 1.200 dollari.
  • Analisti come Chun avvertono che il rialzo di ZEC è una speculazione alimentata dall’entusiasmo piuttosto che una reale crescita del protocollo.

Cypherpunk afferma di detenere esclusivamente ZEC

Cypherpunk Holdings, società quotata al Nasdaq, ha preso le distanze da un token crittografico che utilizza il proprio nome sulla piattaforma blockchain di Robinhood, unendosi a un elenco sempre più lungo di società quotate in borsa che condannano la tokenizzazione non autorizzata dei titoli azionari. L’azienda, specializzata nella privacy, ha chiarito che, sebbene il token riporti il proprio ticker ufficiale, Cypherpunk non ha alcun coinvolgimento con tale asset.

L’avviso di Cypherpunk, arrivato pochi giorni dopo che AMC aveva chiesto a Robinhood di cessare la negoziazione di un token legato alle proprie azioni, ha ribadito il suo incrollabile sostegno a Zcash.

«Cypherpunk non ha mai emesso un token. Deteniamo ZEC nativo sulla blockchain di Zcash. L’unico titolo di Cypherpunk è CYPH quotato sul Nasdaq», ha scritto la società su X.

L’avvertimento è arrivato nel contesto di un massiccio rialzo sia del titolo CYPH che di ZEC negli ultimi giorni. I dati di mercato mostrano che il titolo di Cypherpunk è balzato del 40% solo negli ultimi cinque giorni e di oltre il 250% negli ultimi 30 giorni. Allo stesso modo, lo ZEC, che domenica ha superato i 1.200 dollari, ha visto il proprio prezzo aumentare di oltre il 30% negli ultimi sette giorni e di oltre il 100% dall’inizio dell’anno.

Sia CYPH che ZEC stanno sfruttando lo slancio che circonda gli asset orientati alla privacy, rendendoli obiettivi primari per i truffatori che cercano di trarre profitto da tale interesse.

Nel frattempo, la recente impennata di ZEC ha scatenato un dibattito tra i sostenitori della privacy e i critici che hanno contestato i paragoni sui social media tra la moneta orientata alla privacy e il bitcoin. Un critico, Samson Mow, ha espresso una valutazione spietata su ZEC, arrivando addirittura a definirla «un evidente caso di pump and dump».

Scetticismo e volatilità passata

Durante i precedenti rialzi all’inizio di quest’anno, ZEC ha registrato un’impennata dopo che figure di spicco come Arthur Hayes e Raoul Pal ne avevano promosso le prospettive. Tuttavia, in seguito sono emerse notizie secondo cui alcune figure, tra cui Hayes, avrebbero ceduto le proprie partecipazioni in ZEC pochi giorni dopo aver promosso la moneta, scatenando reazioni negative da parte dei follower. A seguito della polemica, ZEC ha registrato un andamento laterale per due mesi prima di ritrovare slancio rialzista alla fine di agosto.

Sebbene il rialzo sembri essere sostenuto da un fondo negoziato in borsa (ETF) di Grayscale lanciato di recente, critici come l’utente dei social media Chun rimangono scettici, definendo l’impennata del prezzo di ZEC una “domanda narrativa” piuttosto che una prova di valore fondamentale.

“Una capitalizzazione di mercato elevata non significa che una moneta si sia guadagnata il proprio posto”, ha scritto Chun su X, sostenendo che la posizione di mercato di ZEC non è alla pari con quella di asset di primo piano come Solana o Hyperliquid.

Chun ha evidenziato diverse vulnerabilità fondamentali nel modello di ZEC, tra cui il “Founders’ Reward” iniziale della durata di quattro anni — pari a circa il 20% dei premi di blocco destinati ai primi sostenitori — nonché il successivo “fondo di sviluppo”. Chun ha sostenuto che «una moneta che si inserisce direttamente nella ricompensa di blocco non dovrebbe essere venduta come denaro pulito e neutrale». Criticando le funzionalità di privacy opzionali di ZEC, Chun le ha definite «marketing» piuttosto che vera progettazione del protocollo, osservando che la maggior parte delle monete rimane in indirizzi trasparenti. Chun ha inoltre sottolineato le lotte intestine all’interno del consiglio di amministrazione centralizzato e l’abbandono dell’intero team di Electric Coin Company nel gennaio 2026, scrivendo: «Un team di base che non può rimanere nello stesso edificio del proprio consiglio di amministrazione senza scopo di lucro non è “decentralizzato”. È compromesso ai vertici».

Chun ha inoltre evidenziato il bug risalente a quattro anni fa, reso noto nel maggio 2026 all’interno del pool Orchard, che teoricamente consentiva la creazione di monete contraffatte non rilevabili, sostenendo che «una moneta la cui offerta privata non può essere verificata come nel caso del Bitcoin… non è “moneta forte”».

Concludendo la critica, Chun ha affermato che ZEC ha ottenuto solo «una quotazione e una speculazione al rialzo» anziché un’effettiva utilità, avvertendo che confondere lo slancio di mercato con l’uso reale porta a un’interpretazione completamente errata dell’asset.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.