Coinbase Global (Nasdaq: COIN) ha raggiunto nel secondo trimestre una quota record del 10,3% del volume globale di scambi di criptovalute, nonostante l’exchange abbia registrato una perdita netta di 359 milioni di dollari su un fatturato inferiore alle stime di Wall Street.
Coinbase raggiunge una quota di mercato record del 10,3% nonostante una perdita di 359 milioni di dollari

Punti chiave
- La quota di mercato del volume di scambi di criptovalute di Coinbase ha raggiunto il record del 10,3% nel secondo trimestre del 2026, in aumento rispetto al 9,1%.
- Coinbase ha registrato una perdita netta di 359 milioni di dollari, mentre il fatturato totale è sceso del 14% a 1,2 miliardi di dollari.
- I ricavi derivanti dagli abbonamenti e dai servizi hanno raggiunto il livello record di 555 milioni di dollari, pari al 48% dei ricavi netti di Coinbase.
La quota di mercato cresce per il terzo trimestre consecutivo
Coinbase ha reso noto ieri questo traguardo nel comunicato sui risultati finanziari del secondo trimestre del 2026, definendolo il terzo trimestre consecutivo di crescita della quota di mercato per quella che l’azienda ora definisce la sua “Everything Exchange”. La quota di mercato del volume di trading di criptovalute è salita al 10,3%, in aumento rispetto al 9,1% del primo trimestre e ben al di sopra dell’8,6% registrato dalla società appena due trimestri prima.

L’incremento si è verificato nonostante un mercato complessivamente più debole, dato che la capitalizzazione totale del settore è diminuita dell’11% su base trimestrale e i volumi di trading spot a livello di settore sono scesi del 25%. Coinbase ha gestito un volume di trading spot di criptovalute pari a 146,4 miliardi di dollari nel corso del trimestre e ha raggiunto il massimo storico nella quota di mercato del volume di trading dei derivati su criptovalute per il terzo trimestre consecutivo.
L’amministratore delegato Brian Armstrong ha dichiarato su X che i risultati confermano la validità della strategia di diversificazione dell’exchange, comunicando agli azionisti che la società custodisce più criptovalute di qualsiasi altra piattaforma e rimane la piattaforma leader a livello globale nel settore delle stablecoin.

Il management ha adottato un tono simile anche in altre parti del comunicato, sostenendo che il futuro della finanza si sta spostando on-chain e che Coinbase è la piattaforma di scambio meglio posizionata per guidare tale transizione.
I numeri dietro il risultato deludente
Il record di quota di mercato è stato accompagnato da un dato complessivo meno brillante, poiché Coinbase ha riportato ricavi totali pari a 1,2 miliardi di dollari, al di sotto dei circa 1,35 miliardi previsti da Wall Street, e ha registrato una perdita netta di 359 milioni di dollari, pari a 1,36 dollari per azione. I ricavi da transazioni sono scesi del 21% su base trimestrale a 599 milioni di dollari, poiché il calo dell’attività di trading in tutto il settore ha pesato sulla principale fonte di ricavi tradizionale di Coinbase.
Nonostante i risultati inferiori alle aspettative, il gigante delle criptovalute ha esteso a 14 trimestri consecutivi la sua serie positiva di utili rettificati al lordo di interessi, imposte, deprezzamento e ammortamenti (EBITDA), registrando un EBITDA rettificato di 207,8 milioni di dollari per il periodo. Tale costanza è diventata un punto di forza per l’azienda nel tentativo di convincere gli investitori che il suo modello di business è maturato al di là dei cicli di boom e recessione del trading.
Diversificazione al di fuori del Bitcoin
La prova più evidente di questo cambiamento si riscontra nella composizione dei ricavi di Coinbase. I ricavi da abbonamenti e servizi, che includono lo staking, la custodia e i proventi legati alle stablecoin, hanno raggiunto il record di 555 milioni di dollari nel trimestre, pari al 48% dei ricavi netti, in aumento rispetto al solo 29% registrato alla fine del 2024 e ai soli 6 milioni di dollari del secondo trimestre del 2020.
Le transazioni legate al Bitcoin rappresentano ora solo il 12% dei ricavi totali di Coinbase, in calo rispetto a oltre la metà registrata in passato, mentre i ricavi escluso il trading spot di Bitcoin sono saliti all’88% del totale. La media di USDC detenuta nei vari prodotti di Coinbase ha raggiunto il massimo storico di 20 miliardi di dollari nel corso del trimestre, e il volume delle transazioni in stablecoin sulla rete Base di Coinbase è aumentato di sette volte su base annua, inserendosi in un mercato più ampio delle stablecoin che finora nel 2026 ha registrato un volume di transazioni superiore a 37.000 miliardi di dollari.
Anche i mercati predittivi si sono distinti come un settore in forte crescita, con i ricavi derivanti dai contratti più che raddoppiati, in aumento del 106% rispetto al trimestre precedente e che hanno superato per la prima volta i 100 milioni di dollari di ricavi annualizzati.
Prospettive future
Coinbase sta puntando ulteriormente su questa diversificazione con il lancio previsto di US500, un prodotto indicizzato di tipo perpetuo che replica l’andamento delle maggiori società americane quotate in borsa, volto a offrire ai trader statunitensi un’esposizione ai mercati azionari attraverso l’infrastruttura dei derivati di Coinbase. Armstrong l’ha descritta come parte di una strategia più ampia volta a portare «ogni asset esistente al mondo», dalle azioni al settore immobiliare, nel mondo delle criptovalute. Se tale strategia riuscirà a compensare un contesto di trading del bitcoin meno favorevole sarà la domanda chiave in vista del terzo trimestre.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.













