L’operazione, durata tre mesi, ha portato all’arresto di quasi 100 indagati e al sequestro di 29 centri dedicati alle frodi. 30 paesi e 13 partner del settore privato, tra cui Huawei, Mastercard e Meta, hanno partecipato alle azioni congiunte che sono riuscite a identificare oltre 39 miliardi di dollari in beni collegati alle frodi.
Coalizione UAE smaschera frode crypto da 39 miliardi, 960 arresti

Punti chiave
- Una coalizione di 30 nazioni guidata dagli Emirati Arabi Uniti ha sventato oltre 123 milioni di tentativi di frode digitale nel corso di un'operazione sotto copertura durata tre mesi.
- L’operazione ha portato a oltre 960 arresti, alla chiusura di 4.000 conti bancari e a perquisizioni in 29 centri di frode.
- Le autorità hanno individuato 39 miliardi di dollari in criptovalute collegate a frodi da sequestrare e hanno messo al sicuro 12 miliardi di dollari in trasferimenti tokenizzati.
L’operazione “Confrontation Ghost” porta a 960 arresti e all’identificazione di oltre 39 miliardi di dollari in beni fraudolenti
Il Ministero dell’Interno degli Emirati Arabi Uniti e una coalizione internazionale di forze dell’ordine hanno sferrato un duro colpo alle reti criminali internazionali specializzate in frodi digitali, sventando oltre 123,71 milioni di tentativi di frode online nell’ambito dell’operazione “Confrontation Ghost”.
Mercoledì, il Ministero dell’Interno degli Emirati Arabi Uniti ha rivelato la portata di “Confrontation Ghost”, un’operazione antifrode che ha unito le azioni delle forze dell’ordine di 30 paesi, tra cui l’Interpol, la Global Anti-Scam Alliance (GASA) e 13 partner del settore privato, in una massiccia campagna di tre mesi contro la frode digitale, che ha raggiunto livelli critici a livello internazionale.
A seguito di questa operazione sono state arrestate oltre 960 persone, mentre sono stati identificati 3.500 sospetti e 15.000 vittime, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale Emirates News Agency. Sono stati bloccati oltre 4.000 conti bancari, chiusi 570 account sui social media collegati a questi schemi fraudolenti e perquisiti 29 centri dedicati alle frodi.
Emirati Arabi Uniti, Filippine, Canada, Norvegia, Giappone, Regno Unito, Ecuador, Romania, Kuwait, Nepal, Uzbekistan, Danimarca, Myanmar, Brasile, Giordania, Italia, Maldive, Singapore, Svezia, Cina, Senegal, Francia, Bahrein, Kazakistan, Indonesia, Slovacchia, Kenya, Marocco, Paesi Bassi e la Repubblica di Corea hanno offerto il proprio sostegno e partecipato a questa operazione.
Bayut, Crypto.com, dubizzle, Feedzai, Ghostly Solutions, Group-IB, Huawei, Mastercard, Miya Pico, Meta, Outseer, TikTok e Trend Micro sono stati i partner privati coinvolti in questa imponente campagna contro le frodi digitali.
L’operazione “Confrontation Ghost” si è concentrata sul contrasto dei gruppi legati alle frodi basate sull’intelligenza artificiale, alle frodi finanziarie tramite piattaforme digitali e alla sextortion online, rafforzando lo scambio di informazioni di intelligence e accelerando la risposta delle forze dell’ordine alle minacce di frode digitale.
Grazie a questa strategia, l’operazione ha individuato oltre 39 miliardi di dollari in asset digitali collegati a frodi, che sono già stati sequestrati e recuperati. L’operazione ha inoltre sfruttato gli asset tokenizzati per proteggere transazioni finanziarie per un valore di 12 miliardi di dollari, riducendo i rischi finanziari.
Il colonnello Dana Al Marzouqi, direttore generale dell’Ufficio Affari Internazionali presso il Ministero dell’Interno, ha sottolineato l’importanza della cooperazione internazionale per individuare e contrastare nuove reti che utilizzano canali digitali per condurre attività criminali transnazionali.
La dott.ssa Monica Kathina Juma, direttrice esecutiva dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC), ha dichiarato che «il crescente utilizzo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale nelle frodi, insieme allo sfruttamento delle piattaforme digitali, dei conti bancari e delle criptovalute per trasferire fondi e nasconderne l’origine, richiede continui miglioramenti nelle contromisure e un coordinamento e una cooperazione internazionali più forti».
Gli Emirati Arabi Uniti hanno rafforzato la sorveglianza sulle operazioni criminali legate alle criptovalute. A settembre, gli Emirati Arabi Uniti e la Svezia hanno smantellato un’organizzazione criminale internazionale che riciclava fondi provenienti da attività illecite utilizzando criptovalute e che aveva legami con omicidi su commissione.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.















