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House of Stake di NEAR vota taglio emissione token del 36%

L'organo di governance del protocollo NEAR ha votato a favore di una riduzione del 36% del tetto massimo annuale di emissione di token della blockchain, approvando una riduzione biennale che promette una minore diluizione per i possessori, ma ricompense di staking inferiori per i validatori e gli investitori che contribuiscono a garantire la sicurezza della rete nel tempo.

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House of Stake di NEAR vota taglio emissione token del 36%

Punti chiave

  • La House of Stake di NEAR ha approvato l’HSP-029 con un sostegno pari a circa il 99,96%.
  • Il CEO di SVRN ha proposto una modifica alla politica monetaria volta a ridurre la creazione futura di token.
  • I validatori di NEAR dovranno affrontare condizioni economiche più difficili a causa del calo dei compensi per lo staking.

La House of Stake di NEAR sostiene una riduzione dell’emissione di token

Il 2 novembre 2026, la House of Stake di NEAR ha approvato la proposta HSP-029 con un sostegno pari a circa il 99,96%, corrispondente a 3,29 milioni di veNEAR in termini di potere di voto. La decisione porta avanti un’ulteriore revisione della politica monetaria per la blockchain di primo livello (L1), che in precedenza aveva dimezzato il proprio tasso massimo di emissione nell’ottobre 2025.

L’ultima misura punta a un tetto massimo annuo dell’1,6%, in calo rispetto al 2,5%, attraverso un adeguamento graduale che si estenderà su 24 mesi. Ogni epoca comporterà una riduzione incrementale, con una media mensile di 0,0375 punti percentuali, anziché un cambiamento brusco che colga di sorpresa gli operatori di staking.

La proposta modifica un solo parametro del protocollo. La formula di distribuzione esistente rimane invariata, assegnando il 90% dei token appena coniati ai partecipanti allo staking e il 10% alla tesoreria. La misura non comporta alcuna autorità di spesa aggiuntiva.

La proposta del CEO di SVRN deve affrontare diversi ostacoli all’attuazione

Sal Ternullo, CEO di SVRN, società quotata al Nasdaq, è l’autore dell’iniziativa. La sua azienda ha reso noto di detenere circa 55 milioni di NEAR, prevalentemente in staking, che rappresentano oltre l’8% dell’offerta in staking della rete.

L’approvazione non attiva immediatamente l’adeguamento. Il Consiglio di Sicurezza della Camera degli Stakeholder deve prima ratificare il risultato, seguito da un periodo di preparazione di circa 90 giorni per exchange, custodi, wallet e servizi di staking.

I validatori dovranno successivamente implementare un aggiornamento del protocollo prima che le riduzioni previste diventino vincolanti. Le comunicazioni trimestrali metteranno a confronto l’emissione effettiva con la traiettoria pubblicata. L’iniziativa fa seguito anche al ritiro di una proposta separata relativa al Fondo Sovrano da parte del cofondatore di NEAR, Illia Polosukhin, il quale ha citato i rischi associati all’attribuzione di ulteriori responsabilità al protocollo.

Il risparmio sull’offerta di token comporta rendimenti di staking inferiori

La modellizzazione economica che accompagna l’HSP-029 stima che nei primi due anni si eviterebbe un’emissione aggiuntiva di circa 11,8 milioni di NEAR, cifra che salirebbe a 66,1 milioni nell’arco di sei anni rispetto al mantenimento del precedente tetto massimo.

A piena implementazione, la creazione giornaliera prevista dalla rete blockchain scenderà da circa 89.500 token a 57.300. Tuttavia, si prevede che i rendimenti lordi dello staking diminuiscano dal 5,268% al 3,372%, ipotizzando che i livelli di partecipazione rimangano comparabili.

I ricavi da commissioni dei validatori dovrebbero subire una riduzione del 36% a parità di condizioni, mettendo potenzialmente sotto pressione gli operatori più piccoli che dipendono dai compensi legati all’emissione. I possessori che non partecipano allo staking, nel frattempo, dovrebbero sperimentare una diluizione più lenta senza rinunciare a ricompense che comunque non stavano percependo. NEAR non ha un’offerta massima fissa, sebbene il burning delle commissioni di transazione compensi in parte le emissioni. Con circa 1,31 miliardi di token in circolazione, la sua politica monetaria si concentra sempre più sul bilanciamento degli incentivi alla sicurezza rispetto alla crescita dell’offerta a lungo termine. La tensione è evidente. Un protocollo blockchain può coniare meno token, ma i suoi validatori hanno comunque bisogno di incentivi economici sufficienti per continuare a garantirne la sicurezza.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

Informazioni sull'autore

SCRITTO DAJamie RedmanNews Lead

Jamie Redman è il responsabile delle notizie presso Bitcoin.com News e un giornalista di tecnologia finanziaria con sede in Massachusetts.