Lunedì, la società quotata in borsa Bitmine Immersion Technologies ha annunciato di aver portato le proprie riserve di Ethereum a 5,90 milioni di ETH, portando il colosso del Digital Asset Treasury (DAT) di Tom Lee a un passo dal controllare il 5% dell’offerta circolante della rete, proprio mentre i prezzi dell’ETH chiudono un vertiginoso recupero nel mese di agosto.
Bitmine, società di Tom Lee, acquista 53.501 ETH mentre il prezzo di Ethereum lotta per rimanere sopra i 2.500 dollari

Punti chiave
- Bitmine detiene 5,90 milioni di ETH, pari al 4,9% dell’offerta totale di Ethereum, che ammonta a 120,7 milioni di token.
- Ethereum ha registrato un balzo di circa il 33% in agosto, mentre le azioni BMNR hanno registrato un'impennata di circa il 38%.
- Bitmine punta a raggiungere una quota del 5%, mentre Lee attende il voto di metà settembre sul Clarity Act.
L’azienda con sede nel Connecticut ha reso noto lunedì che, al 30 agosto, il valore complessivo delle sue criptovalute, liquidità, titoli negoziabili e investimenti strategici ammontava a circa 15,6 miliardi di dollari. Il solo suo stock di 5.901.112 ETH rappresentava circa il 4,9% dei 120,7 milioni di token in circolazione della rete Ethereum, portando Bitmine a circa il 98% del percorso verso l’obiettivo della “Alchemy of 5%” di Tom Lee, seguito con grande attenzione.
Bitmine acquista 53.501 ETH mentre si avvicina il traguardo del 5%
Bitmine ha acquisito altri 53.501 ETH nell’ultima settimana, mantenendo viva una serie di acquisti che si è protratta ogni settimana da quando la società ha lanciato la propria strategia di tesoreria su Ethereum il 30 giugno 2025. L’azienda possiede inoltre 211 bitcoin (BTC) per un valore di 16,4 milioni di dollari, 541 milioni di dollari in contanti e titoli negoziabili, una partecipazione di 180 milioni di dollari in Beast Industries e una posizione di 81 milioni di dollari in Eightco, una DAT che detiene worldcoin (WLD).
La tempistica è difficile da ignorare. Il prezzo di Ethereum si attesta intorno ai 2.450 dollari per moneta dopo una delle sue impennate più significative del 2026. L’ETH ha registrato un balzo di circa il 30% dalla fascia compresa tra i 1.800 e i 1.900 dollari intorno al 18-19 agosto, raggiungendo pochi giorni dopo la fascia superiore ai 2.500 dollari. Anche dopo aver ceduto leggermente terreno nell’ultima settimana, l’ether rimane in rialzo di circa il 33% su base mensile.
Questo andamento si riflette direttamente sul bilancio di Bitmine e, in misura sempre maggiore, sul prezzo delle sue azioni. Le azioni BMNR hanno chiuso il 28 agosto a 23,80 dollari dopo aver perso il 7% in quella sessione, ma hanno comunque registrato un rialzo di circa il 38% nel mese di agosto, in linea con l’aumento del prezzo dell’ether. Il titolo rimane inferiore di circa il 45% rispetto a 12 mesi fa e ben lontano dal suo massimo di 65,60 dollari registrato nelle ultime 52 settimane.
Il rialzo del 33% di Ethereum ad agosto trascina al rialzo anche BMNR
L’enorme esposizione di Bitmine ha di fatto trasformato BMNR in un proxy aziendale ad alto impatto per Ethereum. Lee ha citato una correlazione dell’80% tra BMNR ed ETH, il che aiuta a spiegare il violento rimbalzo del titolo di pari passo con l’ether e il ribasso che gli azionisti devono affrontare ogni volta che la criptovaluta subisce una flessione.

Lee vede dietro a questo movimento qualcosa di più di un semplice rimbalzo speculativo. Continua ad affermare che ETH è l’asset macro di maggiore rilievo con la migliore performance finora nel terzo trimestre, superando l’S&P 500 di 5.430 punti base fino a venerdì. Un punto base equivale a un centesimo di punto percentuale.
La domanda da parte dei grandi investitori ha contribuito in modo determinante a questo andamento. Gli Exchange Traded Fund (ETF) spot statunitensi su ether hanno raccolto circa 1,06 miliardi di dollari nel mese di agosto e circa 1,4 miliardi di dollari in nove sessioni a partire da metà agosto. Nel contempo, la riduzione dei saldi di ETH sulle piattaforme di scambio implica che vi siano meno monete immediatamente negoziabili in attesa di essere vendute.
Bitmine blocca l’86% del proprio ETH mentre i fondi da staking si accumulano
Bitmine non si limita a tenere i token nei propri libri contabili. Poiché Ethereum è una rete proof-of-stake, la società ha messo in staking 5.067.309 ETH, pari a circa l’86% delle proprie partecipazioni, attraverso la propria rete di validatori “Made in America”, nota come MAVAN, e altri partner di staking. Lo staking mette gli ETH al lavoro per proteggere la rete di Ethereum, ottenendo in cambio ricompense in ether. Alla valutazione dichiarata di 2.511 dollari per ETH nel comunicato di lunedì, quel patrimonio in staking valeva circa 12,7 miliardi di dollari. Bitmine prevede ricavi annualizzati da staking pari a circa 335 milioni di dollari, con un rendimento annualizzato su sette giorni del 2,63%. Lee ha spiegato che tale cifra potrebbe arrivare a 390 milioni di dollari all’anno se Bitmine mettesse interamente in staking i propri ETH tramite MAVAN e i partner.
La soglia dei 2.400 dollari di Ethereum si frappone tra Bitmine e un ulteriore rialzo
Ora arriva la parte che i trader devono davvero tenere d’occhio: se Ether riuscirà a mantenere i guadagni di agosto. Il prezzo di Ethereum rimane inferiore di oltre il 40% rispetto ai livelli di un anno fa, mentre il posizionamento rialzista sui derivati, fortemente affollato, lascia ampio margine di ribasso se il prezzo dovesse scendere al di sotto dei 2.400 dollari circa per unità. Tuttavia, i continui acquisti da parte di fondi negoziati in borsa (ETF) e di tesorerie potrebbero mantenere viva la ripresa. Per Bitmine, questa sfida arriva proprio mentre l’azienda colma l’ultimo divario per arrivare a possedere il 5% dell’offerta di Ethereum. Lee ha osservato che sta anche seguendo con attenzione il voto sul Clarity Act previsto per metà settembre e scommette che la tokenizzazione, l’adozione istituzionale e le applicazioni di intelligenza artificiale (IA) possano portare un’altra ondata di domanda di blockchain prima della fine del 2026.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.










