L'amministratore delegato di Binance.US, Stephen Gregory, afferma che l'exchange è tornato a crescere dopo un "letargo" di due anni causato dalla tempesta normativa che ha coinvolto il marchio Binance nel suo complesso.
Binance US pianifica il ritorno dopo due anni di "letargo" con l'obiettivo di raggiungere una quota di mercato del 20%

Punti chiave
- L’amministratore delegato di Binance.US, Stephen Gregory, punta a riconquistare il 20% del mercato statunitense dopo due anni di stallo normativo.
- L’exchange ha ridotto le commissioni allo 0% per i maker e a 2 punti base per i taker, avvicinandosi a un modello a commissione zero.
- Gregory prevede di introdurre derivati, futures perpetui e mercati di previsione qualora venissero concesse nuove licenze negli Stati Uniti.
Dal letargo alla modalità di crescita
In una recente intervista, Gregory ha illustrato il piano per il ritorno dell’azienda. Binance.US deteneva un tempo circa il 20% del trading di criptovalute negli Stati Uniti, prima che un periodo di stasi durato due anni, legato alle difficoltà normative del marchio Binance in generale, ne svuotasse l’attività. L’exchange è ora concentrato esclusivamente sul recupero di quella quota di mercato.

Il prezzo è l’arma principale. «Siamo praticamente un exchange a commissioni zero», ha affermato Gregory, sottolineando le commissioni maker pari allo 0% e quelle taker di soli 2 punti base, una frazione di quanto addebitano i principali concorrenti, come Coinbase e Kraken, su operazioni simili. L’azienda intende mantenere bassi i costi grazie a un team snello, generando al contempo ricavi da servizi quali la custodia, oltre che dal trading.
La ricostruzione sarà un lavoro sul campo, secondo Gregory, esperto di conformità nominato alla guida dell’azienda a marzo. Ha descritto il ripristino della liquidità attraverso incentivi e iniziative di coinvolgimento diretto, compreso il contatto personale con i principali utenti dell’exchange per raccogliere feedback.
Una società separata, un nome in comune
Sin dalla sua assunzione, Gregory ha continuato a sottolineare che Binance.US è autorizzata esclusivamente a servire i clienti statunitensi e opera come entità separata, attiva solo negli Stati Uniti, con una propria struttura di governance, sebbene condivida il titolare effettivo e il marchio con Binance.com.
È importante sottolineare questa differenza, poiché l’exchange sta cercando di riconquistare i trader americani che sono fuggiti durante il periodo di turbolenze, quando le battaglie legali del marchio globale hanno reso l’affiliata statunitense “tossica” per associazione.
Il marchio madre, dal canto suo, ha festeggiato oggi il suo nono anniversario, con il cofondatore Changpeng Zhao che ha ringraziato gli utenti e ha guardato avanti verso «i prossimi 90 anni». La divisione globale di Binance, dal canto suo, ha separatamente promosso la tokenizzazione come la prossima fase determinante del settore, sottolineando quanto siano diversi i posizionamenti delle due realtà: una alla ricerca di nuove frontiere, l’altra impegnata a ricostruirsi in casa.

La tempistica di questa spinta al ritorno non è una sorpresa, poiché Gregory ritiene che un contesto normativo statunitense sempre più favorevole potrebbe consentire a Binance.US di espandersi ben oltre il trading spot, e la società prevede di richiedere ulteriori licenze che consentano di offrire derivati, futures perpetui e mercati predittivi (linee di prodotti che hanno alimentato la crescita dei concorrenti).
Contemporaneamente, il Congresso sta valutando il CLARITY Act, una legge sulla struttura del mercato che chiarirebbe quali autorità di regolamentazione supervisionano il trading di asset digitali.
Detto questo, resta da vedere se Binance.US riuscirà a trasformare le commissioni quasi nulle in una quota di mercato duratura. Coinbase mantiene un vantaggio dominante nel trading spot statunitense, mentre anche Kraken sta espandendosi in modo aggressivo. In tutto questo, il modello economico basato sull’assenza di commissioni è sostenibile solo se i servizi di custodia e altri servizi compensano il mancato guadagno.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

















