Peter Schiff sostiene che il bitcoin sia diventato “anti-oro”, affermando che il recente calo di questo asset è destinato a continuare, poiché i timori di inflazione legati alla guerra spingono al rialzo l’oro e l’argento; una divergenza che, secondo lui, dimostra che il bitcoin non si è mai comportato come un “oro digitale” sin dall’inizio.
Schiff: il Bitcoin è “anti-oro”, mentre la guerra e l’inflazione alimentano il rialzo

Punti chiave
- Peter Schiff sostiene che il bitcoin si stia comportando in modo inverso rispetto all’oro, in un contesto caratterizzato dai timori di guerra e di inflazione.
- Il 10 agosto l’oro è stato scambiato a circa 4.378 dollari l’oncia, mentre il BTC è sceso nuovamente sotto i 64.000 dollari.
- Schiff prevede per il 2026 un divario di circa 20 punti percentuali tra i rendimenti dell’oro e quelli del bitcoin.
L’argomentazione «anti-oro»
Schiff, amministratore delegato di Euro Pacific Asset Management e critico di lunga data del bitcoin, ha trascorso l’ultima settimana sostenendo che il bitcoin non solo non sta riuscendo a seguire il rialzo dell’oro, ma si sta muovendo nella direzione opposta. Recentemente ha scritto su X:
Il bitcoin è finalmente l’asset non correlato che speravate fosse. Anche quando gli asset “risk-on” e “risk-off” salgono, il bitcoin scende.
Nello stesso post, Schiff ha illustrato i dati a sostegno della sua tesi, affermando che l’oro è in rialzo del 9% su base annua, l’argento dell’11%, il Nasdaq del 13%, il Russell 2000 del 14%, mentre il bitcoin ha registrato un calo dell’11% nello stesso periodo. Secondo i calcoli di Schiff, il divario si è ampliato in altri momenti dell’anno fino a raggiungere i 20 punti percentuali, una divergenza che egli considera la prova che la narrativa del Bitcoin come “oro digitale” non ha mai trovato riscontro nell’andamento effettivo di questo asset.
Il rialzo dell’oro e dell’argento trainato dai conflitti
Schiff collega direttamente la forza dell’oro e dell’argento al rischio geopolitico. Nel "Friday Gold Wrap" di SchiffGold, Schiff e il suo team hanno sostenuto che l’oro e l’argento abbiano probabilmente toccato un minimo a breve termine proprio mentre gli indici azionari più ampi vacillavano, con una guerra in corso e un’impennata dei prezzi del petrolio che alimentano nuove pressioni inflazionistiche e spingono gli investitori verso i tradizionali beni rifugio.
Al 10 agosto l’oro veniva scambiato a circa 4.378 dollari l’oncia, in rialzo di circa lo 0,8% nella giornata e continuando a mantenersi a livelli ben al di sopra di quelli di inizio anno. L’argento ha registrato un andamento ancora più forte, avendo toccato un massimo storico nominale di 121,67 dollari a gennaio e rimanendo da allora vicino ai livelli record. Schiff sostiene che l’inflazione alimentata dal petrolio, l’aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro a seguito delle vendite massicce di obbligazioni e il cambiamento nella comunicazione pubblica riguardo al conflitto in corso siano le vere forze alla base della forza dei metalli, non una rinnovata fiducia nella stabilità della moneta fiat.
Il Bitcoin, al contrario, ieri è sceso sotto i 64.000 dollari e da allora è rimasto su tali livelli, prolungando un periodo di sottoperformance che lo ha lasciato in ritardo rispetto a tutte le altre principali classi di attività monitorate da Schiff, comprese le azioni, per le quali ha avvertito separatamente che potrebbero precipitare in un mercato ribassista ancora più profondo se il conflitto dovesse protrarsi.
Una faida ricorrente con il Bitcoin
Non è la prima volta che Schiff sostiene la tesi dell’anticorrelazione, dato che Bitcoin.com News aveva riportato a luglio che Schiff sosteneva che la correlazione tra bitcoin e oro «non fosse mai stata reale», indicando l’incapacità dell’asset di registrare un rialzo di pari passo con l’oro durante l’impennata dei metalli preziosi del 2025 come prova del fatto che la relazione che i trader presumevano esistesse semplicemente non c’era.
Schiff ha inoltre avvertito che Strategy, la società di gestione patrimoniale aziendale specializzata in bitcoin guidata da Michael Saylor, potrebbe subire perdite “molto più ingenti” data la sua posizione di circa 840.000 BTC, un avvertimento che ha acquisito maggiore peso da quando Strategy ha iniziato a vendere monete in perdita quest’anno.
I sostenitori del bitcoin hanno respinto i ripetuti attacchi di Schiff, sostenendo che la divergenza dei prezzi a breve termine durante un singolo periodo di avversione al rischio non risolve un dibattito pluriennale sul ruolo del bitcoin come riserva di valore, e che i rialzi dell’oro durante le crisi passate non gli hanno impedito di registrare a sua volta forti cali.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












