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Russia fissa luglio 2027 per bloccare transazioni criptovaluta P2P

La Banca Centrale della Russia ha precisato che, a partire dal 1° luglio 2027, saranno vietate le transazioni tra cittadini russi che utilizzano portafogli in autocustodia o quelle da un broker regolamentato verso un portafoglio in autocustodia. L’istituzione ha sottolineato che tali transazioni potranno essere effettuate esclusivamente tramite broker regolamentati.

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Russia fissa luglio 2027 per bloccare transazioni criptovaluta P2P

Punti chiave

  • La Russia ha reso obbligatori i trasferimenti di criptovalute tramite 13 exchange autorizzati, vietando al contempo il trading P2P diretto tra residenti entro il 2027.
  • Le norme della banca centrale limitano i trasferimenti verso portafogli in autogestione e tra singoli conti autorizzati.
  • Le normative mirano a contrastare l’evasione fiscale e a rafforzare la vigilanza, sebbene si preveda che solo il 20% del volume di trading subisca uno spostamento.

La Banca di Russia vieta le transazioni verso portafogli in custodia autonoma

Il governo russo sta nuovamente inasprendo il controllo sul settore delle criptovalute e sui possessori di criptovalute che esercitano l’autocustodia dei propri asset.

In una serie di chiarimenti sull’attuale situazione relativa alla regolamentazione delle criptovalute, la Banca di Russia ha sottolineato che, ai sensi della Parte 1 dell’articolo 30 della Legge Federale n. 282-FZ, i residenti russi possono trasferire cripto-asset utilizzando broker o exchange autorizzati dalla banca.

Secondo i dati della banca centrale, attualmente 13 organizzazioni sono autorizzate come piattaforme di scambio di valute digitali, tra cui grandi istituzioni come VTB Bank e Sberbank, oltre a organizzazioni di dimensioni più ridotte.

La banca ha inoltre fatto riferimento alla legalità delle transazioni in criptovaluta peer-to-peer (P2P) tra residenti russi, sottolineando che queste sono consentite fino al 1° luglio 2027, poiché l’elenco delle transazioni approvate nella Parte 1 dell’articolo 30 della Legge federale n. 282-FZ non prevede transazioni dirette tra privati.

Allo stesso modo, non sono consentiti i prelievi da conti in valuta digitale ospitati da piattaforme di scambio autorizzate verso portafogli in autocustodia, anche quando entrambi sono gestiti dalla stessa persona. Sono inoltre vietate le transazioni tra due conti digitali ospitati da exchange autorizzati ma di proprietà di persone diverse, ai sensi della Parte 5 dell’articolo 31 della Legge federale n. 282-FZ.

Secondo gli analisti, l’obiettivo è quello di ottenere piena visibilità sul mercato delle criptovalute una volta che i russi trasferiscono fondi alle piattaforme di scambio locali, consentendo una vigilanza più rigorosa sui movimenti di fondi e sull’evasione fiscale, poiché gli asset digitali sono spesso utilizzati per effettuare pagamenti e nascondere i flussi di denaro alla supervisione delle autorità nazionali.

Ciononostante, il quadro normativo approvato consente agli importatori e agli esportatori di regolare le transazioni con asset digitali approvati per aggirare le sanzioni internazionali. Al contrario, la banca ha vietato l’uso delle criptovalute per i pagamenti interni. La banca sostiene invece la propria valuta digitale della banca centrale (CBDC), il rublo digitale, che ha abbandonato la fase pilota ed è stato lanciato a livello nazionale a settembre.

Il viceministro delle Finanze Ivan Chebeskov ha stimato che i russi possiedono almeno quasi 44 trilioni di dollari in cripto-asset, Ciononostante, si prevede che la migrazione verso conti interni proceda lentamente; il vicepresidente del consiglio esecutivo di Sberbank, Anatoly Popov, stima che solo il 20% dei volumi russi scambiati passerà a exchange autorizzati, con ulteriori progressi che saranno raggiunti negli anni successivi.

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Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.