Il fondatore di Strategy, Michael Saylor, ha dichiarato alla conferenza BTC Prague di «non aver mai affermato che la società non potesse vendere bitcoin», chiarendo che l'azienda potrebbe vendere BTC quando necessario, dopo che la sua prima vendita in assoluto aveva sconcertato i possessori. PuntiKey Takeaways
«Non ho mai detto che l’azienda non potesse vendere bitcoin»: Saylor fa marcia indietro sul suo «mai vendere» al BTC Prague

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- <li><span style="font-weight: 400;">Saylor ha dichiarato all'evento BTC Prague l'11 giugno che Strategy potrebbe vendere BTC quando necessario, attenuando la sua immagine di "non vendere mai". </span></li>
- <li><span style="font-weight: 400;">Le dichiarazioni seguono la vendita da parte di Strategy, avvenuta il 1° giugno, di 32 BTC per 2,5 milioni di dollari per finanziare i dividendi delle azioni privilegiate. </span></li>
- <li><span style="font-weight: 400;">Strategy detiene circa 845.256 BTC; il dibattito ora si concentra sulla diluizione e sul suo debito convertibile da 6,7 miliardi di dollari.</span></li>
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"Non vendere mai" era un consiglio per i privati
Il fondatore e presidente di Strategy Inc. (Nasdaq: MSTR) Michael Saylor ha dichiarato ai partecipanti alla conferenza BTC Prague l'11 giugno che il suo mantra di lunga data "non vendere mai i tuoi bitcoin" era un consiglio per gli investitori privati, non un impegno aziendale. Ha affermato di non aver mai detto che la società non potesse vendere bitcoin e che chiunque avesse seguito cinque anni di conference call sugli utili e di comunicazioni dovrebbe sapere che Strategy avrebbe venduto quando necessario. La precisazione mirava a placare un dibattito scoppiato dopo che la società aveva fatto qualcosa che non aveva mai fatto prima, ovvero separarsi da parte dei propri bitcoin.

Il mese scorso Bitcoin.com News ha riportato che Saylor aveva segnalato che Strategy avrebbe potuto vendere bitcoin per finanziare i dividendi
, rompendo con la sua posizione di "non vendere mai", e la società ha reso noto in un documento depositato il 1° giugno di aver venduto 32 BTC per circa 2,5 milioni di dollari. La vendita ha rappresentato solo lo 0,004% delle partecipazioni, ma ha avuto un forte impatto perché Strategy era diventata il simbolo del mercato per il suo accumulo incessante.Saylor ha poi rotto il silenzio per rassicurare gli investitori che la mossa era una normale gestione di tesoreria, non un cambiamento di convinzione. I proventi sono stati destinati a finanziare le distribuzioni sulle azioni privilegiate di Strategy, rivelando quanto la roadmap di accumulo di BTC della società sia intrecciata con gli obblighi della sua struttura di capitale in espansione.
Diluizione e debito sotto i riflettori
L'episodio ha riacceso un dibattito più profondo su come Strategy viene valutata e finanziata. In uno scambio pubblico con il fondatore di Strike, Jack Mallers, Saylor ha sostenuto che l'mNAV è solo un quadro di valutazione, riferendosi al valore patrimoniale netto di mercato (mNAV), e ha affermato che gli investitori possono invece valutare le attività lorde e le attività nette per azione. Ha sostenuto che l'emissione di azioni in cambio di contanti rafforza piuttosto che diluire gli azionisti perché "ricevono in cambio un bene tangibile, sia esso contante o bitcoin".
La posta in gioco è concreta, poiché Strategy ha circa 6,7 miliardi di dollari di debito convertibile che si trova out-of-the-money a un prezzo per azione di 115 dollari, e la società ha recentemente portato le sue riserve in dollari statunitensi a circa 1 miliardo di dollari. La sua scorta di bitcoin si attesta a circa 845.256 BTC a un costo medio di circa 75.540 dollari per moneta, rendendo anche le piccole vendite un segnale attentamente monitorato.
Gli analisti hanno ampiamente concordato sul fatto che la vendita di 32 BTC fosse di per sé irrilevante, ma si sono divisi su ciò che essa segnala riguardo al comportamento futuro. Il prossimo punto critico è se Strategy attingerà nuovamente alle proprie riserve per far fronte agli impegni relativi a dividendi e debiti, oppure se si affiderà invece a nuovo capitale proprio e all'emissione di azioni privilegiate.
Da parte sua, Saylor rimane pubblicamente ottimista, avendo recentemente inquadrato il futuro del bitcoin attorno a quattro ideologie concorrenti e ribadito la sua previsione a lungo termine di prezzi molto più alti. Per i possessori che hanno preso alla lettera l'impegno di "non vendere mai", BTC Prague è stato un duro promemoria del fatto che il mantra era sempre per loro, non per il bilancio.















