L'hashrate della rete di Monero si attesta vicino ai massimi storici, ma la distribuzione del mining racconta una storia altrettanto interessante. Lunedì, la potenza di calcolo della rete si attestava intorno ai 7,12 GH/s, con tre principali pool di mining che controllavano circa il 60% di tale totale.
Monero Hashrate Vicino ai Massimi, XMR +70% in Un Anno

Punti chiave
- L’hashrate della rete di Monero ha raggiunto circa 7,12 GH/s il 26 ottobre.
- SupportXMR, Nanopool e Kryptex rappresentavano complessivamente circa il 60% della potenza di calcolo di Monero.
- Il modello di mining RandomX di Monero suscita preoccupazioni relative alla concentrazione a seguito dell’offensiva di Qubic per il 2025.
La potenza di mining di Monero sale mentre tre pool dominano la corsa all’hashrate
La rete di mining di Monero sta andando a gonfie vele, con stime dell’hashrate che si avvicinano ai massimi storici, mentre una manciata di pool di mining controlla la maggior parte della potenza di calcolo. Il 26 ottobre 2026, i dati sulla distribuzione del mining indicavano circa 7,12 gigahash al secondo (GH/s) a sostegno della blockchain incentrata sulla privacy.

Questi dati dipingono un quadro intrigante di una criptovaluta progettata appositamente per un mining accessibile tramite CPU, ma sempre più influenzata dalla concorrenza su scala industriale, dalla partecipazione concentrata nei pool e dall’hardware specializzato.
Tre pool di mining controllano quasi il 60% della potenza di hash di Monero
I dati sulla distribuzione del mining forniti da Miningpoolstats mostrano che SupportXMR è in testa con circa 1,87 GH/s, seguito da Nanopool con 1,23 GH/s e Kryptex con 1,17 GH/s. Insieme, questi tre pool rappresentano circa 4,27 GH/s, ovvero il 60% del totale stimato della rete. SupportXMR da solo rappresenta circa il 26,3%, mentre Nanopool e Kryptex rappresentano rispettivamente circa il 17,3% e il 16,4%.
Segue Hashvault con 730,76 megahash al secondo (MH/s), mentre C3Pool contribuisce con 481,17 MH/s. Il segmento più grande di P2Pool elencato fornisce altri 473 MH/s, offrendo ai miner un’alternativa decentralizzata agli operatori di pool convenzionali. Queste cifre non dimostrano che tre entità possiedano il 60% delle apparecchiature di mining di Monero. Gli operatori di pool coordinano la potenza di calcolo fornita da miner indipendenti, che possono reindirizzare le proprie macchine altrove. Ciononostante, la distribuzione mostra come il coordinamento del mining possa diventare concentrato anche quando la partecipazione rimane tecnicamente accessibile.
Distribuzione dei pool di mining di Monero, 26 ottobre 2026
| Pool di mining | Hashrate | Quota di rete |
|---|---|---|
| SupportXMR | 1,87 GH/s | 26,3% |
| Nanopool | 1,23 GH/s | 17,3% |
| Kryptex | 1,17 GH/s | 16,4% |
| Hashvault | 730,76 MH/s | 10,3% |
| C3Pool | 481,17 MH/s | 6,8% |
| P2Pool | 473,00 MH/s | 6,6% |
| Skypool | 349,47 MH/s | 4,9% |
| Monero Ocean | 225,24 MH/s | 3,2% |
Fonte: Miningpoolstats, 26 ottobre 2026, alle 18:00 ET. Hashrate di rete stimato a 7,12 GH/s. Le percentuali sono approssimative e i dati relativi a P2Pool riflettono il suo segmento più grande tra quelli elencati.
L’offensiva di mining di Qubic del 2025 continua a incombere
L’elevato hashrate di Monero fa seguito a una controversa campagna del 2025 in cui Qubic ha indirizzato notevoli risorse di calcolo esterne verso la rete. Qubic ha affermato di aver controllato temporaneamente oltre il 51% dell’hashrate di Monero, pari a circa 2,7-3 GH/s all’epoca. L’episodio è stato accompagnato da brevi riorganizzazioni della blockchain e da blocchi orfani, sebbene la rete abbia continuato a funzionare. Lo scontro ha scosso il dibattito sul modello di sicurezza di Monero, in particolare sulla questione se il solo mining basato su CPU potesse impedire a entità coordinate di accumulare una notevole potenza di calcolo. Sebbene la rete stia funzionando a 7,12 GH/s, il valore rimane ancora al di sotto del massimo storico registrato all’inizio di quest’anno. I dati di Coinwarz mostrano che la rete di Monero ha raggiunto i 7,54 GH/s all’altezza del blocco 3589072.
RandomX mantiene competitive le CPU, ma entra in scena Bitmain
Monero si affida a RandomX, un algoritmo proof-of-work (PoW) introdotto nel novembre 2019 per privilegiare le CPU generiche rispetto ai tradizionali circuiti integrati specifici per applicazione (ASIC). RandomX combina l’esecuzione casuale di programmi, operazioni ad alto consumo di memoria e calcoli complessi per scoraggiare l’estrema specializzazione hardware associata al mining di bitcoin. La concentrazione nella distribuzione dei pool di bitcoin non è migliore, dato che i primi tre pool di mining controllano il 59,51% al momento della stesura di questo articolo.

Per quanto riguarda XMR, Bitmain ha sfidato il principio del mining decentralizzato con apparecchiature RandomX dedicate. Il suo Antminer X5, lanciato nel 2023, eroga circa 212 kilohash al secondo (KH/s) consumando 1.350 watt. L’unità X5 è stata venduta a 2.999 dollari. Un Bitmain X9, che eroga 1 megahash al secondo (MH/s) di potenza di hash, è stato venduto a 5.599 dollari e, in base agli attuali prezzi di XMR, genera un guadagno stimato di 28,27 dollari al giorno. Ciò rende RandomX il secondo algoritmo di mining PoW più redditizio al momento, subito dopo l’Equihash di Zcash. Secondo il negozio online di Bitmain, sia l’unità X5 che quella X9 sono esaurite.
Il crescente budget per la sicurezza di Monero affronta una prova di decentralizzazione
La privacy coin Monero produce blocchi circa ogni due minuti, assegnando ai miner una ricompensa base permanente di 0,6 XMR più le commissioni di transazione. Tale emissione di coda crea circa 432 nuovi XMR al giorno, fornendo incentivi continui ai miner indipendentemente dall’attività di transazione. Un hashrate di rete più elevato aumenta generalmente le risorse di calcolo necessarie per mettere in discussione il consenso di Monero, ma la distribuzione conta tanto quanto la potenza di calcolo pura.
Gran parte di tale potenza deriva dal balzo del prezzo di XMR registrato nell’ultimo anno. Negli ultimi 12 mesi, Monero ha registrato un aumento del 70% rispetto al dollaro statunitense, mentre i dati dall’inizio dell’anno mostrano un guadagno del 37%. Il fatto che il prezzo di XMR sia quasi raddoppiato in un anno ha chiaramente attirato l’interesse di una miriade di pool di mining, non solo dei primi tre. Oggi, i dati più recenti mostrano che i cinque pool più grandi elencati gestiscono collettivamente circa il 77% dell’hashrate stimato della rete.
Si tratta di una notevole concentrazione di attività di mining coordinata, anche se l’hardware sottostante potrebbe appartenere a migliaia di partecipanti indipendenti. Per Monero, la questione urgente non è se i suoi miner siano in grado di produrre più hash, bensì se la rete riesca a mantenere quella potenza di calcolo in espansione sufficientemente dispersa da resistere alla prossima sfida coordinata.
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