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L'hashrate su 7 giorni del Bitcoin torna a 1 ZH/s dopo quasi 8 mesi

La potenza di calcolo di Bitcoin, misurata dall’hashrate della rete, ha riconquistato la soglia di 1 zettahash al secondo (ZH/s), con i miner di tutto il mondo che eseguono nuovamente oltre 1 sestilione di calcoli al secondo per proteggere la rete e competere per i bitcoin appena coniati.

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L'hashrate su 7 giorni del Bitcoin torna a 1 ZH/s dopo quasi 8 mesi

Punti chiave

  • L’hashrate medio su sette giorni di Bitcoin ha superato nuovamente 1 ZH/s per la prima volta dal 3 marzo.
  • L'hardware di mining più efficiente e gli operatori di piccole dimensioni stanno contribuendo a controbilanciare la svolta del settore verso l'intelligenza artificiale.
  • Il calo dell’hashprice e l’aumento della difficoltà di mining stanno riducendo i margini di profitto dei miner, nonostante la ripresa.

L’hashrate di Bitcoin torna a 1 ZH/s mentre la potenza di mining sfida la svolta verso l’IA

Mentre il prezzo del Bitcoin si attesta intorno agli 80.000 dollari per moneta, i miner hanno spinto l’hashrate della rete oltre i 1.000 exahash al secondo (EH/s), equivalenti a 1 ZH/s. Al momento della stesura di questo articolo, l’hashrate della rete si attesta a 1.080,23 EH/s, ovvero 1,08023 ZH/s, a seguito dell’ultimo aggiustamento della difficoltà avvenuto circa nove giorni fa all’altezza del blocco 971712.

Hashrate complessivo di Bitcoin secondo i dati di hashrateindex.com al 25 ottobre 2026.

Inoltre, la media su sette giorni ha recentemente superato nuovamente la soglia di 1 ZH/s per la prima volta dal 3 marzo. Curiosamente, questa ripresa arriva proprio mentre diverse grandi società di mining stanno reindirizzando attrezzature e capitali verso l’intelligenza artificiale (AI) e altre iniziative di calcolo ad alte prestazioni. Nel frattempo, le operazioni di mining più piccole, individuali e private sembrano colmare il vuoto, sostenendo la potenza di calcolo in espansione di Bitcoin.

L’hardware di mining di nuova generazione sembra aver contribuito a compensare l’esodo verso l’IA

Nonostante la svolta del settore verso l’IA, i progressi nell’hardware per il mining di Bitcoin negli ultimi due anni hanno portato a macchine più veloci ed efficienti dal punto di vista energetico, fornendo ai miner un prezioso vantaggio competitivo. Gli impianti di mining di Bitcoin più avanzati oggi in uso sono in grado di eseguire centinaia di trilioni di calcoli al secondo. Alcuni modelli superano ormai 1 petahash al secondo (PH/s), equivalente a 1.000 terahash al secondo (TH/s).

L’efficienza del mining si misura in joule per terahash (J/TH), un parametro che indica quanta energia consuma una macchina per eseguire una determinata quantità di lavoro computazionale. In termini semplici, più basso è il valore, minore è l’elettricità necessaria per ottenere lo stesso output di hashing. Diversi dispositivi di nuova generazione prodotti da aziende come Bitmain e MicroBT funzionano ora con un consumo inferiore a 10 J/TH, offrendo un notevole vantaggio economico rispetto ai loro predecessori ormai obsoleti.

Il calo dell’Hashprice e l’aumento della difficoltà metteranno alla prova i margini di profitto dei miner

Sebbene l’hashrate di Bitcoin abbia riconquistato la soglia di 1 ZH/s, rimane al di sotto dei precedenti picchi compresi tra circa 1,3 e 1,44 ZH/s, nonostante si sia ripreso in modo sostanziale dal minimo di luglio, vicino ai 726 exahash al secondo (EH/s). Diversi fattori sfavorevoli potrebbero ancora limitare l’espansione computazionale della rete, con il prezzo di mercato del BTC che rappresenta la variabile più determinante. La valutazione del Bitcoin in dollari statunitensi è diminuita negli ultimi 30 giorni, esercitando un’ulteriore pressione al ribasso sull’hashprice.

L’hashprice misura i ricavi del mining calcolando il valore di mercato di una determinata quantità di potenza di calcolo su un periodo di 24 ore. Attualmente, l’hashprice si attesta a 36,04 dollari per petahash al secondo (PH/s) al giorno, in calo rispetto ai 40,42 dollari del 25 settembre 2026, secondo le statistiche di hashrateindex.com. Ad aggravare tale pressione, la difficoltà di mining è aumentata di un ulteriore 5,92% durante l’ultimo aggiustamento. Ciononostante, i miner hanno mantenuto il loro slancio, con blocchi generati a un intervallo medio di 9 minuti e 31 secondi nelle ultime 24 ore.

Questo ritmo accelerato suggerisce che il prossimo aggiustamento della difficoltà, previsto per il 29 ottobre, comporterà probabilmente un ulteriore aumento. Tuttavia, la ripresa dell’hashrate di Bitcoin indica che i progressi nell’efficienza dell’hardware stanno più che compensando la migrazione di capitali e competenze, offrendo un segnale incoraggiante della resilienza della rete.

Tuttavia, con il calo dell’hashprice e l’aumento della difficoltà di mining, i piccoli operatori privati che colmano il vuoto potrebbero trovarsi a dover fare i conti con margini di profitto notevolmente più ridotti rispetto a quanto suggeriscano i dati relativi all’hashrate. Solo il tempo potrà dirlo.

Da venerdì scorso ad oggi, il Bitcoin ha registrato un andamento altalenante, salendo nel corso della settimana per poi cedere tutti i guadagni ottenuti giovedì.

Leggi ora: Il Bitcoin resiste alle difficoltà — La settimana in sintesi

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.