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Secondo Pompliano, lo stimolo da 5.000 dollari di Trump potrebbe far salire il prezzo del Bitcoin

La promessa di Trump di erogare 5.000 dollari spinge l’investitore in bitcoin e imprenditore Anthony Pompliano a guardare oltre gli assegni, verso potenziali guadagni in bitcoin, oro e terreni. Egli prevede che ulteriori sussidi governativi faranno salire il valore di tali beni, mentre l’offerta dipende dalle vittorie elettorali dei repubblicani.

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Secondo Pompliano, lo stimolo da 5.000 dollari di Trump potrebbe far salire il prezzo del Bitcoin

Punti chiave

  • Pompliano collega l’aumento dei sussidi governativi ai guadagni in bitcoin, oro e terreni.
  • La promessa di Trump di 5.000 dollari dipende dalle vittorie dei repubblicani in entrambe le camere.
  • Il bitcoin si è mantenuto vicino ai 78.000 dollari nella reazione iniziale dei mercati alla promessa.

La promessa di denaro contante di Trump rafforza la tesi di Pompliano sul bitcoin

Un assegno da 5.000 dollari potrebbe portare denaro nelle tasche degli americani, ma Anthony Pompliano ritiene che i potenziali benefici si estendano anche ai possessori di bitcoin, oro e terreni. Pompliano è presidente e amministratore delegato di Procap Financial, una società quotata al Nasdaq che detiene bitcoin nel proprio bilancio. Il suo post del 10 settembre su X ha collegato i sussidi governativi più consistenti a un aumento dei prezzi degli asset. Pompliano ha scritto:

«Trump ha annunciato ieri che distribuirà assegni di stimolo da 5.000 dollari. Più denaro distribuirà, più saliranno i prezzi di bitcoin, oro e terreni».

Il 9 settembre, intervenendo alla convention di metà mandato del Comitato Nazionale Repubblicano a Dallas, Trump ha promesso di inviare 5.000 dollari a ogni cittadino americano maggiorenne se i repubblicani manterranno il controllo sia della Camera che del Senato nelle elezioni di medio termine di novembre.

La proposta richiederebbe l’approvazione del Congresso, e il vicepresidente JD Vance ha successivamente affermato che i pagamenti non andrebbero ai ricchi, suggerendo che potrebbero essere finanziati con le entrate derivanti dai dazi. Una dichiarazione della Casa Bianca del 10 settembre ha descritto il pagamento proposto, denominato «Trump Dividend», come un modo per condividere quelli che l’amministrazione ha definito i guadagni economici del Paese.

Il Bitcoin tiene botta mentre tornano le speranze di stimoli

La prospettiva degli assegni governativi ha riacceso una discussione ormai familiare sul bitcoin, ma la reazione iniziale dei prezzi ha mostrato scarso entusiasmo. La criptovaluta è stata scambiata al di sotto dei 78.000 dollari nelle prime ore del 10 settembre, dopo essersi mossa prevalentemente tra i 77.500 e i 78.500 dollari dal pomeriggio precedente. La previsione di Pompliano riguarda l’impatto che le future distribuzioni potrebbero avere sui prezzi degli asset; la reazione immediata del mercato è rimasta contenuta.

La pandemia offre un precedente che spiega perché i pagamenti in contanti attirino l’attenzione nei mercati delle criptovalute, anche se i dati vanno interpretati con cautela. Nell’aprile 2020, l’amministratore delegato dell’exchange di criptovalute Coinbase, Brian Armstrong, ha condiviso un grafico che mostrava un picco nei depositi da 1.200 dollari, mentre un rappresentante di Binance US ha descritto depositi dello stesso importo. Le cifre coincidevano con gli assegni di stimolo ricevuti dagli americani, suggerendo che una parte del denaro potesse essere confluita nelle piattaforme di scambio senza che ne fosse stata provata la provenienza o l’utilizzo successivo.

La domanda più importante è: cosa si potrà comprare con quei dollari?

Dietro al dibattito sui pagamenti si cela una preoccupazione più ampia per i risparmiatori: se detenere contanti preservi la loro capacità di permettersi beni e servizi. L’inflazione riduce il potere d’acquisto con l’aumento dei prezzi, il che contribuisce a spiegare il fascino del bitcoin per gli investitori alla ricerca di un asset con offerta limitata. Tuttavia, la scarsità non elimina la volatilità. Il fatto che i pagamenti governativi facciano salire il bitcoin dipende in parte dalla scelta dei destinatari di investire, oltre che dalle condizioni economiche generali. Il 10 settembre, il venture capitalist Tim Draper ha approfondito la questione del dollaro, descrivendo un potenziale cambiamento nel modo in cui le persone spendono il proprio denaro. Ha previsto un potenziale allontanamento dal dollaro qualora i rivenditori iniziassero, alla fine, ad accettare solo bitcoin. Il suo scenario si basa sull’ipotesi che i commercianti accettino inizialmente la criptovaluta insieme al dollaro, per poi esigere solo quella. Ciò porterebbe il bitcoin oltre il ruolo di asset acquistato con gli assegni governativi, facendolo entrare nelle transazioni quotidiane che tali assegni contribuiscono a finanziare.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.