L’Irlanda sta escludendo le criptovalute da un nuovo programma di risparmio e investimento sostenuto dallo Stato, concepito per incoraggiare i residenti a trasferire liquidità dai conti bancari verso i mercati dei capitali.
L’Irlanda esclude le criptovalute dal nuovo programma di investimenti statali

Punti chiave
- Il ministro Simon Harris ha escluso le criptovalute dal nuovo programma di investimento irlandese per proteggere 197 miliardi di dollari di risparmi depositati.
- La decisione amplia il divario normativo tra i titoli azionari tradizionali dell’UE, con un tasso di adozione del 7,5%, e gli asset digitali.
- Entro il 2027, l’Irlanda imporrà una rigorosa verifica dei wallet per i trasferimenti di criptovalute superiori a 1.150 dollari, in base alle nuove norme antiriciclaggio.
Colmare il divario dei depositi
L’Irlanda escluderà i prodotti finanziari ad alto rischio, tra cui le criptovalute e i derivati, dal suo nuovo programma di risparmio e investimento sostenuto dallo Stato, hanno affermato i funzionari.
Secondo un rapporto locale, l’iniziativa di investimento al dettaglio, presentata dal vice primo ministro e ministro delle Finanze Simon Harris, è stata concepita per incoraggiare le famiglie irlandesi a spostare miliardi di dollari dai depositi in contanti a basso interesse verso i mercati dei capitali tradizionali. L’iniziativa mira ad affrontare una tendenza di lunga data tra i risparmiatori irlandesi. Si stima che le famiglie irlandesi detengano 197 miliardi di dollari in depositi bancari, con la liquidità che rappresenta circa il 38% del patrimonio finanziario delle famiglie — ben al di sopra della media dell’Unione Europea (UE) del 30%. La partecipazione diretta dei risparmiatori al dettaglio ai mercati azionari quotati e ai mercati finanziari si attesta al 2,3%, rispetto alla media UE del 7,5%.
Ispirato in parte al sistema svedese Investeringssparkonto, che prevede agevolazioni fiscali, il regime proposto consentirà ai residenti fiscali di età pari o superiore a 18 anni di detenere investimenti ammissibili — quali fondi negoziati in borsa, azioni quotate e obbligazioni societarie — nell’ambito di una struttura fiscale semplificata.
Il programma sostituirà l’aliquota standard del 33% sull’imposta sulle plusvalenze e l’imposta di uscita dai fondi del 41% con un’imposta annuale forfettaria applicabile al di sopra di una soglia esente da imposta. Inoltre, abolisce la controversa norma irlandese della «cessione presunta» per gli attivi detenuti all’interno del conto. I dettagli operativi dovrebbero essere resi noti insieme al bilancio nazionale in ottobre, mentre l’avvio dei conti è previsto per il 2027.
«Gli irlandesi sono bravi a risparmiare, ma i livelli di investimento diretto al dettaglio sono relativamente bassi», ha affermato Harris in una dichiarazione. «I mercati dei capitali non dovrebbero sembrare lontani o riservati solo a chi dispone di un patrimonio considerevole. Il conto di investimento mira a offrire alle persone un’altra opzione concreta».
Ampia offensiva in materia di sicurezza mirata agli asset digitali
L’esplicita esclusione delle criptovalute è in linea con la posizione sempre più restrittiva dell’Irlanda nei confronti delle valute digitali, dettata da preoccupazioni relative alla stabilità finanziaria e dalle direttive nazionali antiriciclaggio.
All’inizio di questo mese, il Ministero delle Finanze ha lanciato la prima Strategia nazionale antiriciclaggio dell’Irlanda fino al 2030, ponendo le risorse digitali e i flussi finanziari offshore al centro dell’azione di contrasto dello Stato. La strategia, che coinvolge più agenzie, introduce norme regolamentari per i fornitori di servizi di cripto-asset registrati, richiedendo controlli di identità e procedure di verifica più rigorosi per i trasferimenti che coinvolgono portafogli crittografici auto-ospitati o privati.
In base a tale quadro normativo, i trasferimenti superiori a 1.150 dollari da o verso indirizzi non ospitati richiedono che i fornitori regolamentati verifichino la titolarità del portafoglio esterno. Gli intermediari destinatari devono inoltre implementare controlli automatici per individuare metadati di transazione incompleti, conferendo alle autorità il potere di congelare o restituire i trasferimenti non conformi.
La strategia incorpora le norme dell’UE, tra cui il regolamento sui mercati delle cripto-attività (MiCA) e il regolamento UE sul trasferimento di fondi, in vista di una revisione tra pari da parte del Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI) prevista per il 2026. Il piano impone agli operatori del settore del gioco d’azzardo di stabilire rigorosi protocolli di verifica della «provenienza dei fondi» per le transazioni relative alle criptovalute entro il 2027.
Escludendo i token digitali dai conti di investimento sostenuti dallo Stato e inasprendo al contempo i protocolli di conformità relativi ai trasferimenti privati di criptovalute, le autorità finanziarie irlandesi segnalano una divisione politica: ampliare l’accesso al dettaglio ai titoli tradizionali regolamentati, mentre si isolano gli asset digitali speculativi dietro misure di salvaguardia contro la criminalità finanziaria.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












