Il tentativo di un miliardario del settore delle criptovalute con sede in Thailandia di influenzare Nigel Farage e il partito Reform UK è destinato a essere bloccato da un imminente giro di vite legislativo del Regno Unito sulle donazioni politiche, nonostante i suoi sforzi per aggirare le norme.
Investitore miliardario nel settore delle criptovalute si trova a dover rispettare un limite massimo di donazioni pari a 132.000 dollari, mentre una proposta di legge britannica limita i finanziamenti dall'estero

Punti chiave
- Christopher Harborne rischia di vedersi bloccare il finanziamento di 19,8 milioni di dollari destinato a Reform UK a causa dei rigidi limiti alle donazioni dall’estero.
- Le nuove norme vietano le donazioni in criptovaluta e impongono un limite massimo di 132.000 dollari, soffocando i finanziamenti dall’estero a Reform UK.
- Per riconquistare influenza, Harborne dovrà trasferirsi nel Regno Unito e sottoporre il suo patrimonio di 23,8 miliardi di dollari alle pesanti imposte britanniche.
Il “kingmaker” e le sue tasche profonde
Il tentativo di Christopher Harborne, investitore in criptovalute con sede in Thailandia e miliardario britannico, di mantenere la sua campagna di finanziamento multimilionaria a favore di Nigel Farage e di Reform UK sembra destinato a un vicolo cieco. Nonostante si sia registrato in sordina per votare nell’Hampshire, in un apparente tentativo di aggirare i prossimi limiti alle donazioni dall’estero, fonti interne a Westminster sostengono che sia altamente improbabile che il miliardario riesca a eludere una massiccia stretta legislativa sui fondi provenienti dall’estero e sulle criptovalute.
Secondo un articolo del Guardian, la stretta normativa minaccia di tagliare bruscamente la linfa vitale finanziaria di Reform UK proprio mentre Farage punta a consolidare la posizione del suo partito nella politica britannica. Harborne — che vive in Thailandia da oltre cinque anni e opera con il nome thailandese di Chakrit Sakunkrit — è emerso come il principale “kingmaker” di Reform UK.
Solo nell’ultimo anno, ha versato quasi 20 milioni di dollari (15 milioni di sterline) nelle casse del partito e ha elargito una donazione personale di 6,6 milioni di dollari a Farage poco prima che il deputato di Clacton annunciasse il suo ritorno in prima linea nella politica. Tale donazione è attualmente oggetto di un’intensa indagine da parte dell’organismo parlamentare di controllo, il che ha lasciato Farage visibilmente irritato sotto i riflettori della stampa. Quando recentemente è stato pressato su come fossero stati spesi quei milioni, Farage avrebbe risposto bruscamente che «non sono affari vostri», vantandosi: «Posso spenderli in Ferrari se voglio… Posso investirli nelle corse dei cavalli». Come riportato in precedenza da Bitcoin.com News, se la donazione dovesse risultare in violazione del codice, Farage potrebbe incorrere in sanzioni che vanno da scuse formali alla sospensione o, in casi estremi, all’espulsione dalla Camera dei Comuni.
Consapevole della minaccia di un imminente limite annuale di 132.000 dollari per i donatori britannici residenti all’estero, Harborne ha recentemente registrato un indirizzo di voto nel Regno Unito. Ad aprile, secondo quanto riferito, avrebbe dichiarato che il governo non dovrebbe poter limitare le sue donazioni, affermando: «Volere è tutto».
Tuttavia, il nuovo disegno di legge del governo sulla rappresentanza del popolo — basato sulla storica Rycroft Review sulle interferenze finanziarie straniere — potrebbe aver chiuso quella scappatoia prima ancora che Harborne potesse utilizzarla. Funzionari anonimi citati nell’articolo del Guardian hanno confermato che la nuova legislazione escluderà i donatori in base alla residenza effettiva, non solo alla registrazione elettorale. I funzionari elettorali dei consigli locali avranno il potere di determinare se un donatore sia «residente abituale» nel Regno Unito.
Poiché Harborne è saldamente radicato in Thailandia da alcuni anni, il suo contributo massimo consentito a Reform UK scenderà da milioni a non più di 132.000 dollari. Inoltre, il disegno di legge introduce una moratoria totale e di tolleranza zero su tutte le donazioni in criptovaluta, smantellando completamente lo strumento finanziario preferito da Harborne.
Affinché Harborne possa riconquistare o mantenere il suo status di principale finanziatore di Reform, dovrebbe trasferirsi fisicamente in Gran Bretagna. Ciò esporrebbe immediatamente al fisco britannico il suo immenso patrimonio di 24 miliardi di dollari — che recentemente lo ha collocato al sesto posto nella classifica dei più ricchi del Regno Unito —. Il rapporto Rycroft ha preso di mira proprio questo tipo di influenza politica offshore, sottolineando l’intrinseca ingiustizia del fatto che individui facoltosi che «hanno scelto di vivere all’estero per far tassare il proprio patrimonio all’estero» si rivoltino poi per effettuare «donazioni in grado di cambiare le carte in tavola nella politica britannica».
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.
















