L'oro e l'argento hanno registrato la loro migliore performance settimanale in oltre un mese, dopo che un deludente rapporto sull'occupazione negli Stati Uniti ha costretto gli operatori a riconsiderare la politica della Federal Reserve.
Il rapporto tra oro e argento si attesta a 66,9 mentre entrambi i metalli registrano un forte rialzo

Punti chiave
- Il 3 luglio l’oro è salito a 4.175 dollari dopo che, a giugno, l’occupazione negli Stati Uniti è aumentata di sole 57.000 unità. Sabato 4 luglio, alle 11:30 ora della costa orientale, l’oro era quotato a 4.187 dollari l’oncia.
- L’argento ha registrato un’impennata del 7% superando i 62 dollari, riducendo il rapporto oro/argento a 66,9.
- A seguito del rapporto, gli operatori hanno ridotto le probabilità di un aumento dei tassi da parte della Fed a settembre dal 66% al 53%.
I prezzi dell’oro sono saliti dai minimi vicini ai 4.012 dollari l’oncia registrati il 30 giugno per chiudere intorno ai 4.175 dollari il 3 luglio, con un guadagno di circa il 2,1%. Si è trattato del primo rialzo settimanale del metallo in cinque settimane, secondo i dati di mercato aggregati relativi al periodo dal 27 giugno al 4 luglio. Il 4 luglio, Giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti, l’oro veniva scambiato a 4.187 dollari per oncia troy.
L’argento ha registrato un andamento ancora più marcato. Il metallo è salito da circa 58,3 dollari l’oncia a oltre 62,4 dollari, con un balzo compreso tra il 6% e il 7%, superando l’oro durante l’intera fase di ripresa.
Il rapporto sull’occupazione scuote le aspettative sui tassi
L’Ufficio Statistico del Lavoro degli Stati Uniti ha riportato che a giugno i posti di lavoro non agricoli sono aumentati di soli 57.000, ben al di sotto delle previsioni degli economisti che si attestavano intorno ai 110.000. La disoccupazione è salita al 4,2% e la crescita dell’occupazione nel settore privato ha subito un rallentamento, in linea con il dato deludente.
Gli operatori hanno reagito rapidamente. La probabilità di un aumento dei tassi da parte della Fed a settembre, monitorata tramite lo strumento CME Fedwatch, è scesa da circa il 66% a circa il 53%-54% nei giorni successivi alla pubblicazione dei dati.
La minore probabilità di un rialzo dei tassi ha indebolito il dollaro e fatto scendere i rendimenti reali, due fattori che favoriscono l’oro e l’argento, poiché nessuno dei due metalli produce interessi. Gli strateghi di OCBC hanno descritto la loro prospettiva sull’oro come «cautamente costruttiva» alla luce dei dati.
La domanda industriale di argento alimenta il rialzo
Il rimbalzo più marcato dell’argento ha rispecchiato la sua doppia identità di metallo monetario e di materia prima industriale. La domanda legata ai pannelli solari, all’elettronica e ai veicoli elettrici ha mantenuto elevata la domanda a lungo termine del metallo, nonostante il calo dei prezzi registrato nel corso del secondo trimestre.

Il rapporto oro-argento, che misura quante once d’argento occorrono per eguagliare un’oncia d’oro, si è ridotto a circa 66,9 a 1 alla fine del periodo, poiché l’argento ha recuperato il divario rispetto alla precedente sovraperformance dell’oro.
Schiff interviene mentre i prezzi scendono sotto i 4.000 dollari
L’economista specializzato in oro Peter Schiff ha commentato il calo del 30 giugno sotto i 4.000 dollari, attribuendolo in parte alla debolezza dello yen rispetto al dollaro. Schiff ha sostenuto che gli operatori che fuggivano da uno yen debole per rifugiarsi nel dollaro stavano «passando dalla padella alla brace» scegliendo il dollaro invece dell’oro.
Schiff ha ripetutamente sostenuto che la performance a lungo termine dell’oro dovrebbe essere misurata rispetto al dollaro piuttosto che ai titoli azionari, sottolineando il suo aumento da meno di 300 dollari nel 1999 agli attuali livelli superiori ai 4.000 dollari.
Cosa ci aspetta
L’oro rimane circa il 22% al di sotto del picco raggiunto all’inizio del 2026, superiore ai 5.300 dollari, mentre l’argento ha ceduto ancora di più rispetto ai massimi di gennaio. La resistenza per l’oro si attesta tra i 4.200 e i 4.300 dollari, mentre l’argento deve affrontare un tetto psicologico vicino ai 65 dollari.
Gli analisti prevedono che i prossimi dati sull’inflazione, i dati sulle vendite al dettaglio e ulteriori rapporti sull’occupazione determineranno se il rimbalzo proseguirà o lascerà spazio a una fase di consolidamento. Gli acquisti da parte delle banche centrali e gli sviluppi geopolitici legati alla diplomazia tra Stati Uniti e Iran rimangono fattori di fondo a sostegno di entrambi i metalli in vista della metà di luglio.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

















