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Il rialzo dell’oro fa sorgere nuovi dubbi sulla prossima mossa della Federal Reserve

Il 3 luglio l’oro ha registrato un rialzo dopo che i dati deludenti sull’occupazione negli Stati Uniti hanno minato la convinzione del mercato che la Federal Reserve manterrà i tassi di interesse più elevati più a lungo, alimentando i timori che gli investitori possano aver valutato erroneamente la traiettoria della Fed.

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Il rialzo dell’oro fa sorgere nuovi dubbi sulla prossima mossa della Federal Reserve

Punti chiave

  • L’oro ha registrato il suo primo rialzo settimanale in cinque settimane dopo che i dati sull’occupazione negli Stati Uniti, più deboli del previsto, hanno modificato le aspettative sui tassi.
  • Gli investitori potrebbero aver dato troppo peso alla narrativa della Federal Reserve secondo cui i tassi d’interesse sarebbero rimasti più elevati per un periodo più lungo.
  • La questione ora verte sul fatto che l’indebolimento dei dati possa innescare una più ampia rivalutazione delle aspettative di politica monetaria.

Perché l’oro ha cambiato rotta quando la narrativa della Fed sembrava solida?

Il rialzo dell’oro del 3 luglio ha messo in discussione una delle ipotesi più ampiamente accettate dal mercato, secondo Nigel Green, amministratore delegato di Devere Group, un’importante società indipendente di consulenza finanziaria. Green ha sottolineato il cambiamento nel sentiment degli investitori e i crescenti dubbi sulle prospettive prevalenti relative ai tassi di interesse e alla resilienza economica.

Venerdì l’oro spot ha guadagnato l’1,4% e sembrava destinato a chiudere la settimana con un rialzo del 2,3%, dopo che i dati sull’occupazione negli Stati Uniti, inferiori alle attese, hanno incoraggiato gli investitori a ridimensionare le aspettative di un ulteriore inasprimento da parte della Federal Reserve. Il movimento ha evidenziato come l’oro fosse stato messo sotto pressione dalle aspettative di tassi elevati e prolungati.

L’economia statunitense ha creato 57.000 posti di lavoro a giugno, un dato ben al di sotto delle previsioni e significativamente inferiore rispetto ai mesi precedenti. Questo risultato ha messo in dubbio la solidità della più grande economia mondiale. Ha inoltre rafforzato l’opinione di Nigel Green secondo cui i mercati avevano riposto un’eccessiva fiducia in un unico scenario. Il dirigente ha dichiarato:

«Ritengo che i mercati abbiano valutato in modo fondamentalmente errato la prossima mossa della Fed».

Ha sostenuto che gli investitori hanno trascorso mesi anticipando tassi persistentemente elevati, un dollaro forte e una resilienza economica costante. «Il rischio ora è che l’intero quadro inizi a sgretolarsi», ha aggiunto.

La strategia ‘Higher-for-Longer’ ha raggiunto il suo limite?

L’oro aveva già subito l’impatto di tale scenario di mercato prima del rialzo di luglio. Il metallo prezioso ha registrato la sua peggiore performance trimestrale degli ultimi 13 anni nei tre mesi fino a giugno. È rimasto di circa il 22% al di sotto dei massimi storici raggiunti a gennaio.

Green ha indicato che l’entità di tale calo potrebbe aver posto le basi per una brusca inversione di tendenza. «L’oro non sta registrando un rialzo perché gli investitori desiderano improvvisamente la sicurezza», ha spiegato, avvertendo:

«Alcuni investitori stanno cominciando a sospettare che la principale tendenza macroeconomica del mercato del 2025 possa essersi spinta troppo oltre».

Questa distinzione costituisce il fulcro dell’argomentazione del CEO di Devere. Il rialzo, dal suo punto di vista, non riflette semplicemente la domanda di un bene rifugio. Potrebbe segnalare una prima riconsiderazione del fatto che gli investitori abbiano sopravvalutato la volontà o la capacità della Federal Reserve di mantenere una politica restrittiva.

Cosa confermerebbe che il mercato ha interpretato male la situazione?

Green ha osservato che il rischio va oltre l’oro se i dati economici continuano a indebolirsi. Gli investitori non si limiterebbero a rivalutare la probabilità di un altro aumento dei tassi, ha osservato. Inizierebbero a ricalibrare l’intero percorso della politica monetaria nei prossimi 12-18 mesi.

Questo cambiamento dimostra come le posizioni di mercato molto diffuse possano adeguarsi rapidamente quando la fiducia si indebolisce. «Quando i mercati si concentrano su un’unica idea, diventano vulnerabili», ha osservato Green. «La posizione “higher-for-longer” è diventata una delle posizioni macroeconomiche più diffuse al mondo».

Per ora, l’attenzione rimane concentrata sul fatto che il rapporto sull’occupazione di giugno segnali una svolta o rappresenti semplicemente un dato debole isolato. Ulteriori dati economici, le indicazioni della Federal Reserve e le reazioni dei mercati contribuiranno a chiarire se la strategia ‘higher-for-longer’ si stia davvero sgretolando. Fino ad allora, il primo rialzo settimanale dell’oro in cinque settimane funge da monito sul fatto che un’ipotesi dominante del mercato potrebbe essere sotto pressione.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

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