A seguito delle notizie relative agli attacchi sferrati dalla Marina degli Stati Uniti contro obiettivi in Iran, lunedì sera il bitcoin ha perso quasi 800 dollari in poco più di tre ore, scendendo sotto i 77.000 dollari e facendo evaporare circa 20 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato.
Il Bitcoin scende sotto i 77.000 dollari mentre gli attacchi militari statunitensi contro l'Iran incidono sulla propensione al rischio

Punti chiave
- Nella tarda serata di lunedì, il bitcoin è sceso di quasi 800 dollari sotto i 77.000 dollari a seguito delle notizie relative agli attacchi militari della Marina degli Stati Uniti in Iran.
- Il greggio Brent ha raggiunto quasi i 99 dollari, poiché gli scontri marittimi hanno sconvolto i mercati energetici e intaccato la capitalizzazione delle criptovalute.
- Lo Stretto di Hormuz rimane rischioso per le compagnie di navigazione, minacciando il commercio anche se venisse raggiunto un accordo di pace.
Reazione del mercato agli shock geopolitici
Il bitcoin è sceso nuovamente sotto i 77.000 dollari nella tarda serata di lunedì, dopo che le notizie relative agli attacchi della Marina degli Stati Uniti contro obiettivi in Iran hanno alimentato i timori di un deragliamento dei negoziati in corso per porre formalmente fine alla guerra in Medio Oriente. I dati di mercato hanno mostrato che il bitcoin, che aveva raggiunto un picco superiore a 77.800 dollari poco prima di mezzogiorno del 25 maggio, è crollato da oltre 77.250 dollari intorno alle 20:00 EST a 76.451 dollari alle 23:30, con un calo di quasi 800 dollari in poco più di tre ore.
Una breve ripresa verso la soglia dei 77.000 dollari si è rapidamente arrestata, lasciando il bitcoin a oscillare appena sopra i 76.600 dollari alle 4 del mattino (ora della costa orientale degli Stati Uniti). Questo calo marginale ha portato la capitalizzazione di mercato della criptovaluta a 1,53 trilioni di dollari, rispetto ai circa 1,55 trilioni di dollari di lunedì pomeriggio.
L'improvviso calo della criptovaluta ha messo in luce la sua fragile sensibilità ai conflitti globali, creando un netto contrasto con il forte rialzo nel settore energetico. Mentre gli scontri tra la Marina degli Stati Uniti e le forze iraniane hanno mandato onde d'urto attraverso i mercati globali, i prezzi del petrolio greggio sono saliti alle stelle. Il benchmark globale è salito da 96 a 99 dollari al barile, mentre il WTI ha registrato un'impennata parallela, balzando dal minimo di lunedì di quasi 90 dollari per attestarsi intorno ai 92,50 dollari.
Oltre a determinare un immediato aumento del premio di rischio nei mercati energetici, i mortali scontri marittimi hanno leggermente ridotto le speranze di una svolta diplomatica, sottolineando come la profonda sfiducia abbia reso quasi impossibile una soluzione praticabile. L’immagine dell’attacco è stata particolarmente dannosa: è avvenuto poche ore dopo la partenza di una delegazione iraniana per colloqui ad alto rischio con funzionari dell’amministrazione Trump. Gli attacchi hanno alimentato le speculazioni secondo cui Washington avrebbe nuovamente utilizzato la via diplomatica come cortina fumogena per mascherare operazioni militari pianificate in anticipo.
Tuttavia, in una dichiarazione successiva all’incidente, l’esercito statunitense, desideroso di placare tali timori, ha descritto le proprie azioni come legittima difesa. Sebbene i media iraniani abbiano riportato esplosioni nei pressi della città di Bandar Abbas, al momento della pubblicazione non vi era stata alcuna reazione ufficiale.
Mentre la riapertura dello Stretto di Hormuz viene propagandata come l’obiettivo principale di questi colloqui ad alto rischio, la realtà in mare racconta una storia ben più cupa. I continui scambi di artiglieria e le notizie inquietanti di nuove mine marine iraniane hanno infranto ogni residuo di ottimismo tra i giganti mondiali del trasporto marittimo. Per queste aziende, il calcolo è brutale e semplice: una singola minaccia cinetica a una nave o al suo equipaggio è un punto di non ritorno.
Ciò significa che anche se i negoziatori dovessero raggiungere un accordo di pace nel corso di questa settimana, questo da solo probabilmente non sarà sufficiente a scacciare il timore di uno stretto disseminato di esplosivi, lasciando di fatto lo stretto abbandonato dal commercio globale.
















