I prezzi del greggio sono scesi di circa il 4% dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che l'accordo di pace con l'Iran è "ufficialmente concluso" e che lo Stretto di Hormuz è ora aperto. L'ondata di vendite si è estesa agli asset rischiosi, mentre il bitcoin è tornato sopra i 65.000 dollari.Key Takeaways
I prezzi del petrolio crollano del 4% e il Bitcoin sfiora i 66.000 dollari mentre Trump dichiara «concluso» l'accordo di pace tra Stati Uniti e Iran

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- <p><span style="font-weight: 400;">Punti chiave: </span></p>
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- <li><span style="font-weight: 400;">Il greggio Brent è sceso di circa il 4,30% a 83,31 dollari dopo che Trump ha dichiarato concluso l'accordo di pace tra Stati Uniti e Iran il 14 giugno. </span></li>
- <li><span style="font-weight: 400;">Il bitcoin ha riconquistato quota 65.000 dollari e circa 150 milioni di dollari di posizioni corte sono state liquidate con il ritorno della propensione al rischio. </span></li>
- <li><span style="font-weight: 400;">La cerimonia della firma è prevista per venerdì in Svizzera, con i quattro grandi dell'UE pronti a revocare anche le sanzioni contro l'Iran.</span></li>
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Il greggio scende mentre Trump dichiara concluso l'accordo con l'Iran
I futures sul greggio Brent con consegna ad agosto sono stati scambiati in ribasso di circa il 4,26% a 83,31 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate statunitense con consegna a luglio è sceso di oltre il 5% a circa 80,25 dollari, il livello più basso dal 10 marzo. Il calo ha fatto seguito all'annuncio di Trump secondo cui Washington e Teheran avevano concordato una cessazione immediata e permanente delle operazioni militari.

"L'accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran è ora concluso", ha scritto Trump, aggiungendo che riprenderà la navigazione senza pedaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha confermato separatamente che le due parti hanno dichiarato la fine definitiva delle ostilità e che una cerimonia ufficiale di firma è prevista per venerdì in Svizzera.
Circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio transitava attraverso lo Stretto prima che il traffico delle petroliere crollasse all'inizio di marzo, quando gli attacchi iraniani hanno innescato quella che gli analisti hanno descritto come la più grande interruzione dell'approvvigionamento petrolifero della storia. In base all'accordo, lo Stretto riaprirà senza un sistema di pedaggio e gli Stati Uniti porranno fine al loro blocco navale dell'Iran.
I mercati energetici smorzano il premio di guerra
L'andamento dei prezzi segna una brusca inversione del premio di rischio che si era accumulato nei mercati energetici durante il conflitto. A fine marzo, il consulente del settore Fereidun Fesharaki aveva avvertito che il petrolio avrebbe potuto raggiungere picchi compresi tra i 150 e i 200 dollari al barile
. Invece, la svolta verso un accordo ha riportato i prezzi ai livelli pre-conflitto.Per l'Iran, la riapertura di Hormuz e la prospettiva di un allentamento delle sanzioni potrebbero ripristinare una quota significativa delle sue esportazioni di petrolio, dato che Regno Unito, Francia, Germania e Italia si starebbero preparando a revocare le sanzioni contro la nazione mediorientale (un passo che allenterebbe ulteriormente l'offerta globale e peserebbe sui prezzi).
I minori costi energetici hanno storicamente attenuato le aspettative di inflazione, sostenendo indirettamente gli asset rischiosi. Inoltre, il petrolio più economico riduce i costi di produzione in tutta l'economia e può dare alle banche centrali più spazio per allentare la politica monetaria.
Il Bitcoin rimbalza con il ritorno della propensione al rischio
Il Bitcoin ha reagito all'allentamento delle tensioni risalendo sopra i 65.000 dollari, raggiungendo un massimo di 65.910 dollari poco dopo l'annuncio e contribuendo a un più ampio movimento di propensione al rischio, mentre i mercati azionari e delle criptovalute scontavano una prospettiva geopolitica più tranquilla.
Il rimbalzo ha anche messo sotto pressione i trader ribassisti, con circa 150 milioni di dollari di posizioni corte liquidate sul mercato delle criptovalute a seguito dell'accordo di pace. Bitcoin.com News ha già riportato episodi simili, tra cui un rimbalzo a 64.000 dollari che ha spazzato via 320 milioni di dollari di posizioni corte in 15 minuti.
Tuttavia, il rialzo arriva in un contesto istituzionale più debole, con gli exchange-traded fund (ETF) spot su bitcoin che hanno registrato 316 milioni di dollari di deflussi netti durante la settimana dall'8 al 12 giugno, la quinta settimana consecutiva di prelievi. La tensione tra il miglioramento del sentiment macroeconomico e il calo della domanda istituzionale ha lasciato aperta la questione della sostenibilità di questo movimento. In quest'ottica, se l'appello alla tregua di Trump si tradurrà in un rialzo sostenuto delle criptovalute dipenderà dal successo della cerimonia di firma prevista per venerdì e dalla rapidità con cui l'alleviamento delle sanzioni ridisegnerà i flussi petroliferi globali.















