Cboe e S&P Dow Jones Indices hanno prorogato di 25 anni il loro accordo esclusivo di licenza sulle opzioni sull’S&P 500, garantendo a Cboe i diritti sull’indice SPX fino al 2051. L’accordo lascia inoltre alle società la possibilità di esplorare prodotti che vanno oltre i tradizionali derivati su indici, comprese le opzioni tokenizzate. Non è stato annunciato alcun prodotto di questo tipo, ma la notizia arriva proprio mentre il volume degli scambi sull’indice SPX ha raggiunto il record di 970,6 milioni di contratti.
L'accordo venticinquennale di Cboe sull'S&P 500 mette in gioco le opzioni tokenizzate

Punti chiave
- L’esclusiva di Cboe sulle opzioni SPX è ora valida fino al 2051, grazie alla firma di una nuova proroga di 25 anni.
- Cboe ha dichiarato di aver gestito un volume record di 970,6 milioni di contratti SPX nel 2025, segnando il suo quarto anno consecutivo da record.
- Cboe e S&P DJI hanno messo sul tavolo la possibilità di opzioni tokenizzate, sebbene non vi sia ancora un prodotto concreto né una data di lancio.
Cboe mantiene i diritti sull’indice SPX fino al 2051
Cboe e S&P Dow Jones Indices hanno prorogato di altri 25 anni una collaborazione che risale al 1983, conferendo a Cboe i diritti esclusivi per offrire le sue opzioni sull’indice di punta S&P 500, o SPX, fino al 2051. Nascosto in un annuncio sulle licenze per il resto convenzionale, tuttavia, c’era un riferimento a qualcosa di notevolmente più innovativo.
Le società hanno dichiarato che potrebbero collaborare su prodotti che vanno oltre i tradizionali derivati su indici, citando in particolare i contratti di opzioni tokenizzati. Non esiste ancora alcun prodotto e l’annuncio non ha fornito dettagli relativi alla blockchain, alla data di lancio, alla struttura di regolamento o agli aspetti normativi. Per ora, si tratta più di un’opzione per esplorare l’idea che di un impegno a realizzarla.
Il trading dell’SPX ha raggiunto un record nel 2025
Il riferimento è degno di nota vista la dimensione dell’attuale mercato SPX. Cboe ha dichiarato che nel 2025 sono stati scambiati 970,6 milioni di contratti di opzioni SPX, un record, mentre il volume medio giornaliero ha raggiunto i 3,9 milioni di contratti. Il volume annuale è aumentato del 25% e ha segnato il quarto record annuale consecutivo.
Le opzioni SPX esistono dal 1983 e offrono un’esposizione, con regolamento in contanti, alle oscillazioni dell’indice S&P 500. Il nuovo accordo preserva di fatto l’assetto esistente per un’altra generazione, consentendo al contempo a Cboe e S&P DJI di valutare come il franchise potrebbe evolversi man mano che i mercati finanziari sperimentano gli asset tokenizzati.
L’amministratore delegato di S&P DJI, Catherine Clay, ha descritto tale obiettivo più ampio in termini di offerta agli investitori di diverse modalità di accesso all’indice di riferimento, affermando:
“L’S&P 500 è il barometro definitivo dell’andamento del mercato azionario statunitense e l’indice più seguito al mondo. La domanda degli investitori di esposizione alle azioni statunitensi continua ad accelerare e intravediamo un futuro in cui ogni investitore, ovunque si trovi, potrà accedere a questo indice di riferimento nel formato che meglio si adatta alle proprie esigenze. Cboe apporta una profonda esperienza nello sviluppo, nella quotazione e nella gestione di mercati di derivati liquidi che integra la nostra competenza in materia di indici, e questo accordo ci consente di continuare a innovare per la prossima generazione di investitori”.
Il riferimento a formati diversi non implica necessariamente la blockchain. In questo accordo, tuttavia, le opzioni tokenizzate sono specificatamente indicate come un’area che le società potrebbero esplorare.
S&P ha già concesso licenze per prodotti on-chain
Tale possibilità ha anche alcuni precedenti. S&P DJI ha già concesso in licenza l’S&P 500 per prodotti basati su blockchain, sebbene nessuno di essi sia equivalente a un’opzione SPX. S&P ha concesso in licenza il benchmark a Centrifuge per SPXA, un fondo indicizzato S&P 500 tokenizzato, e nel marzo 2026 lo ha concesso in licenza a TradeXYZ per un contratto perpetuo sull’S&P 500 sul DEX Hyperliquid dedicato ai contratti perpetui, destinato a trader non statunitensi idonei. Il fornitore dell’indice ha inoltre lavorato per integrare i dati dell’indice concessi in licenza nei sistemi blockchain. Cboe ha ampliato separatamente la propria attività nel settore dei derivati su criptovalute. I suoi prodotti esistenti includono futures su bitcoin ed ether con regolamento in contanti, opzioni su indici di fondi negoziati in borsa (ETF) su bitcoin e altri derivati legati alle criptovalute. Tali iniziative rimangono distinte dall’attività relativa all’indice SPX contemplata dal nuovo accordo di licenza. L’annuncio del 29 settembre rappresenta il punto di sovrapposizione tra queste due aree, almeno sulla carta.
Un’opzione tokenizzata comporterebbe maggiori complessità
Un’opzione tokenizzata in stile SPX sarebbe inoltre più complessa rispetto alla semplice inserzione del prezzo di un indice sulla blockchain. Le opzioni richiedono prezzi di esercizio, termini di scadenza, accordi di garanzia, dati sui prezzi e regole di regolamento. Qualsiasi prodotto statunitense dovrebbe inoltre rientrare nel quadro normativo e di compensazione applicabile.
Nessuno di questi dettagli è stato reso noto perché Cboe e S&P DJI non hanno effettivamente annunciato un prodotto SPX tokenizzato. Le società hanno affermato solo che il loro accordo esteso consente loro di collaborare su tali prodotti in futuro.
Per il momento, la parte concreta dell’annuncio è molto più semplice. Cboe, originariamente Chicago Board Options Exchange, si è assicurata i diritti esclusivi sulle opzioni SPX fino al 2051, dopo che la piattaforma ha gestito quasi 1 miliardo di contratti lo scorso anno. Le opzioni tokenizzate sono ora contemplate dall’accordo, ma rimangono un’idea piuttosto che una realtà di mercato.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.












