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La lobby bancaria britannica UK Finance espelle Coinbase

L'associazione di categoria britannica UK Finance ha espulso Coinbase, il colosso statunitense degli exchange di criptovalute, dal proprio elenco di membri dopo che una valutazione interna ha concluso che gli exchange di criptovalute indipendenti non soddisfano gli standard fondamentali di inclusione.

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La lobby bancaria britannica UK Finance espelle Coinbase

Punti chiave

  • UK Finance ha espulso Coinbase nel 2026 a causa dei criteri relativi alle piattaforme di scambio indipendenti.
  • La mossa segnala crescenti tensioni con le banche e controversie sui rendimenti delle stablecoin.
  • Coinbase mantiene il diritto di presentare ricorso mentre deve confrontarsi con la normativa britannica in materia di criptovalute.

Cessazione dell’adesione

In un chiaro segnale delle crescenti tensioni tra gli istituti bancari tradizionali e le piattaforme di asset digitali, UK Finance, un'associazione di categoria britannica, ha espulso Coinbase, un gigante statunitense degli exchange di criptovalute, dalla propria associazione.

Secondo un rapporto di Bloomberg, il gruppo di pressione ha inviato una comunicazione formale a Coinbase confermando la cessazione della sua adesione a seguito di una valutazione interna approfondita. Il consiglio di amministrazione ha concluso, dopo una revisione dei criteri di adesione, che gli exchange di criptovalute indipendenti non soddisfano gli standard fondamentali per l’inclusione nell’organizzazione. Il gigante degli exchange di criptovalute Coinbase, tuttavia, mantiene il diritto di presentare ricorso contro la decisione del consiglio di amministrazione, aggiunge il rapporto. UK Finance rappresenta circa 300 istituzioni associate, tra cui le principali banche al dettaglio nazionali, società di investimento internazionali, aziende di infrastrutture di pagamento e scale-up del settore fintech.

Gli analisti del settore interpretano l’espulsione come un tentativo da parte della finanza tradizionale (TradFi) di ristabilire i propri confini, alla luce della crescente influenza politica delle criptovalute e delle aggressive attività di lobbying negli Stati Uniti e in Europa. Inoltre, le ripetute critiche mosse dalle società del settore delle criptovalute alle banche tradizionali del Regno Unito per aver limitato i trasferimenti di valuta fiat dei clienti verso piattaforme di asset digitali o per aver congelato i conti associati a causa di preoccupazioni relative all’antiriciclaggio sono viste come un altro fattore alla base della decisione di UK Finance.

La battaglia politica globale sui rendimenti delle stablecoin

Inoltre, le crescenti controversie sui rischi finanziari sistemici e sui rendimenti degli interessi sulle partecipazioni in stablecoin continuano a mettere le banche di compensazione tradizionali in contrapposizione con gli emittenti internazionali di criptovalute. Le banche commerciali tradizionali avvertono che i token ancorati al dollaro che generano rendimenti fungono da sostituti non regolamentati dei depositi, minacciando di innescare una fuga di capitali dai normali conti di risparmio dei consumatori.

Oltreoceano, Coinbase si è scontrata con la lobby bancaria statunitense, guidata da gruppi come l’American Bankers Association, in merito alle restrizioni proposte sui rendimenti delle stablecoin nel CLARITY Act. Mentre le istituzioni finanziarie tradizionali hanno spinto i legislatori a limitare o vietare i premi pagati dagli emittenti per proteggere la base di depositi al dettaglio, Coinbase e i suoi alleati del settore hanno lottato per preservare i modelli di condivisione dei ricavi. Nel frattempo, la notizia dell’esclusione di Coinbase ha scatenato un ampio dibattito sui social media, con molti sostenitori degli asset digitali che hanno interpretato la mossa come una strategia difensiva di controllo da parte delle banche già affermate. Altri la vedono come un tentativo di impedire all’exchange di contribuire alla stesura del regolamento britannico sulle criptovalute. Tuttavia, gli osservatori della finanza tradizionale e gli scettici del settore bancario sostengono la decisione del consiglio di amministrazione, sottolineando che gli exchange di criptovalute indipendenti operano con profili di rischio, modelli di business e regimi normativi fondamentalmente diversi rispetto alle banche tradizionali.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.