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All’andamento del prezzo del Bitcoin restano tre date per superare il tetto degli 80.000 dollari

Martedì il Bitcoin è stato scambiato a circa 79.100 dollari, senza riuscire a mantenersi sopra quota 80.000 dollari, con i dati sulle richieste di sussidi di disoccupazione, quelli sull’inflazione e la decisione della Federal Reserve tutti in arrivo entro otto giorni.

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All’andamento del prezzo del Bitcoin restano tre date per superare il tetto degli 80.000 dollari

Punti chiave

  • Ieri in tarda serata il Bitcoin ha registrato un calo di circa l’1,5%, attestandosi a circa 78.800 dollari, dopo aver toccato brevemente quota 80.400 dollari.
  • I futures sui Fed funds attribuiscono una probabilità di circa il 57% a un rialzo dei tassi a settembre, in aumento rispetto al 34,8% di fine agosto.
  • Gli ETF spot sul bitcoin detengono 101,25 miliardi di dollari di patrimonio netto, con l’IBIT di Blackrock che ha aggiunto 3,575 miliardi di dollari in 30 giorni.

Il calendario fa il suo lavoro

Tre date si frappongono ora tra il prezzo del bitcoin e l’uscita dal range in cui è rimasto bloccato. La prima è il 10 settembre, quando saranno pubblicate le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti. La seconda è l’11 settembre, quando verrà pubblicato l’indice dei prezzi al consumo (CPI) di agosto. La terza è la riunione del Federal Open Market Committee (FOMC) del 15 e 16 settembre, in cui verrà resa nota la decisione sui tassi.

Important government dates coming up.

I dati sull’occupazione e l’IPC potrebbero determinare una revisione delle probabilità di un rialzo dei tassi in vista della riunione, il che significa che l’opinione del mercato sulla Fed sarà probabilmente cambiata due volte prima ancora che i funzionari facciano alcuna dichiarazione.

Nel frattempo, il prezzo del Bitcoin ha registrato poche variazioni: dopo aver superato brevemente quota 80.400 dollari, ha poi perso terreno e, al momento della stesura di questo articolo, viene scambiato intorno ai 79.000 dollari, in calo di circa l’1% rispetto a ieri.

Perché un aumento dei tassi è addirittura all’ordine del giorno

La particolarità di questa situazione è la direzione del rischio, poiché per gran parte degli ultimi due anni il dibattito ha riguardato la velocità dei tagli. Ora invece si tratta di stabilire se i tassi aumenteranno.

Per approfondire, il tasso obiettivo dei fondi federali si attesta tra il 3,50% e il 3,75% e, a fine agosto, i prezzi dei futures indicavano una probabilità del 65,2% che la Fed lo mantenesse semplicemente a quel livello, contro una probabilità del 34,8% di un aumento a un intervallo compreso tra il 3,75% e il 4,00%.

Da allora l’equilibrio si è ribaltato perché, secondo i dati del CME Fedwatch, alla data di ieri i futures sui tassi dei fondi federali attribuivano una probabilità di circa il 57% a un rialzo nella riunione di settembre.

Per gli asset rischiosi, l’implicazione è diretta: un aumento inasprisce le condizioni finanziarie in un mercato che ha già registrato un forte rialzo, mentre il mantenimento dei tassi, o un’inflazione più contenuta l’11 settembre, rimuove un peso che ha frenato ogni tentativo di rialzo da agosto.

Esistono anche precedenti che invitano alla cautela. Delle decisioni del FOMC del 2026 fino ad agosto, tre (a gennaio, marzo e giugno) hanno segnato chiari punti di svolta ribassisti per il bitcoin, con circa 300-500 milioni di dollari di posizioni, per lo più lunghe, liquidate in seguito a ciascun annuncio.

Cosa dicono i dati sugli ETF

I dati relativi ai flussi in entrata e in uscita si sono dimostrati notevolmente più stabili rispetto al prezzo del bitcoin. A questo punto, gli ETF spot sul bitcoin hanno chiuso una recente sessione con un patrimonio netto di 101,25 miliardi di dollari dopo aver registrato afflussi per 174,60 milioni di dollari, guidati dall’IBIT di Blackrock con 117,38 milioni di dollari e dall’FBTC di Fidelity con 57,22 milioni di dollari. I fondi su Ether hanno registrato un afflusso di 26,46 milioni di dollari a fronte di un patrimonio netto di 15,57 miliardi di dollari. Allargando lo sguardo, la domanda appare ancora più solida. Il solo IBIT ha assorbito 3,575 miliardi di dollari in 30 giorni; in una sola settimana sono affluiti 1,24 miliardi di dollari negli ETF sulle criptovalute, di cui il 79% in bitcoin, mentre agosto ha registrato afflussi netti per circa 3,5 miliardi di dollari, rendendo questo mese il più forte del 2026 per i fondi.

In sintesi, l’allocazione istituzionale ha continuato ad aumentare in un periodo in cui il prezzo è rimasto stagnante; questo spiega perché i cali sono stati contenuti, nonostante ogni tentativo di superare gli 82.000 dollari sia fallito.

Il quadro tecnico è chiaro

La resistenza si trova nella zona compresa tra gli 81.000 e gli 82.000 dollari, il tetto che ha respinto ripetuti tentativi. Una chiusura al di sopra degli 82.000 dollari ripristinerebbe lo slancio e aprirebbe la strada agli 85.000 dollari come prossimo obiettivo.

Sul lato ribassista, il primo supporto va da 77.000 a 78.000 dollari, una fascia che ha assorbito le vendite diverse volte da quando l’aggiornamento del prezzo del bitcoin all’inizio di settembre ha indicato i 77.000 dollari come livello da difendere. Al di sotto di tale livello, la media mobile a 20 giorni vicino ai 75.500 dollari diventa il punto di riferimento.

Tra circa 77.000 e 82.000 dollari, quindi, nulla è ancora deciso. Il bitcoin ha guadagnato quasi il 25% in agosto e ha trascorso settembre senza cedere nulla di quel guadagno, ma senza aggiungerne altro: un andamento che solitamente si risolve in modo violento.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

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