Il Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC) ha sollecitato la creazione di una rete blockchain nazionale per favorire una più profonda integrazione tra l’economia reale e quella digitale del Paese. La proposta fa seguito a precedenti programmi volti a sviluppare applicazioni blockchain per vari scopi.
Pcc: creazione di una rete blockchain nazionale in Cina

Punti chiave
- La Cina ha proposto una rete blockchain nazionale per integrare profondamente la propria economia reale e quella digitale.
- Questa rete mira a rafforzare la titolarità dei dati e a gestire in modo efficiente le risorse digitali a livello nazionale.
- Il piano sostiene il progetto «Dati a est, elaborazione a ovest», che prevede il trasferimento dei centri di elaborazione verso le regioni occidentali.
La Cina spinge per la creazione di una rete blockchain nazionale nell’ambito delle nuove linee guida sulla produttività
La Cina, una delle maggiori economie mondiali, punta sulla blockchain, la tecnologia alla base degli asset digitali, per aumentare la propria produttività attraverso l’innovazione scientifica e tecnologica.
Nell’ultimo parere del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC) e del Consiglio di Stato sullo sviluppo di nuove qualità produttive, la tecnologia blockchain viene indicata come una tecnologia chiave per l’integrazione tra l’economia reale e quella digitale.
Il documento spinge alla creazione di una rete blockchain nazionale nel contesto di una gestione più efficiente dei dati, combinandola con una rete informatica nazionale integrata per potenziarne l’efficacia.
Si chiede inoltre di «migliorare i sistemi di identificazione della titolarità dei dati, delle transazioni di mercato, della distribuzione dei diritti e degli interessi e della tutela degli interessi, attuare progetti pilota dimostrativi relativi agli elementi di dati e liberare appieno il potenziale di tali elementi», un obiettivo che può essere raggiunto grazie all’uso di una rete blockchain nazionale.
Per la realizzazione di tale rete, il Partito Comunista invita ad attuare profonde trasformazioni digitali, tra cui l’attuazione del progetto «Dati a est, elaborazione a ovest», che prevede il trasferimento dei centri di elaborazione dalle regioni orientali a quelle occidentali del Paese per sfruttare le abbondanti risorse presenti in queste ultime.
Il fascino della Cina per la tecnologia blockchain non è una novità: il Paese ha cercato di sviluppare le proprie capacità in questo campo sin dal 2019, quando il presidente Xi l’ha promossa come «un’importante svolta per l’innovazione indipendente delle tecnologie fondamentali».
Nel 2022, la Cina ha designato 15 zone pilota, tra cui Pechino e Shanghai, nonché Guangzhou e Chengdu nelle province meridionali del Guangdong e del Sichuan, come sedi di applicazioni innovative basate sulla blockchain. All’epoca, 164 enti, tra cui ospedali, università e aziende, sono stati selezionati per realizzare questi progetti.
Più recentemente, nel 2025, la Banca popolare cinese ha posto in evidenza la tecnologia blockchain nell’ambito della propria strategia annuale, rivelando che l’avrebbe sfruttata per «realizzare un’elaborazione online one-stop delle operazioni di pagamento elettronico delle imposte transfrontaliere».
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.















