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Alti e bassi del Bitcoin: l'incertezza geopolitica fa oscillare il prezzo del BTC in vista della scadenza tra Stati Uniti e Iran

Il 21 aprile il bitcoin ha registrato una giornata di scambi caratterizzata da forte volatilità, oscillando tra i 75.000 e i 77.000 dollari, mentre il sentiment del mercato subiva le oscillazioni causate da sviluppi geopolitici di grande rilevanza. Punti chiave:

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Alti e bassi del Bitcoin: l'incertezza geopolitica fa oscillare il prezzo del BTC in vista della scadenza tra Stati Uniti e Iran
  • Il Bitcoin ha toccato un massimo di 76.944 dollari dopo le notizie relative all'incontro tra funzionari statunitensi e iraniani in Pakistan il 21 aprile.
  • L'elevata volatilità ha provocato la liquidazione di 6.769 trader, cancellando 97 milioni di dollari in posizioni con leva finanziaria.
  • Il Bitcoin cerca di riconquistare il livello di resistenza di 76.000 dollari a seguito di una massiccia acquisizione da parte di Strategy.

L'ottimismo diplomatico innesca un rally mattutino

Martedì il Bitcoin ha oscillato tra i 75.000 e i 77.000 dollari, mentre i mercati faticavano a trovare una direzione a poche ore dalla scadenza di una tregua temporanea tra Stati Uniti e Iran. Dopo aver iniziato la giornata di trading appena sotto i 76.500 dollari, il Bitcoin è sceso a 75.600 dollari tra l'escalation retorica tra Washington e Teheran.

L'ottimismo ha illuminato i mercati delle criptovalute in seguito alle notizie secondo cui una delegazione statunitense era in viaggio verso Islamabad, in Pakistan, per convocare un secondo round di negoziati ad alto rischio con Teheran. Questa apertura diplomatica ha fornito un breve ma necessario vento favorevole al bitcoin, poiché gli investitori sono passati da un sentiment avverso al rischio a uno cautamente ottimista. Il mercato sembrava scontare un premio di allentamento delle tensioni, considerando i colloqui come una forza stabilizzante: un significativo cambiamento di sentiment avvenuto appena 24 ore dopo che il sequestro da parte degli Stati Uniti di una nave iraniana aveva gettato nel panico gli asset globali.

Questo slancio rialzista si è riflesso nei registri degli ordini di Bitstamp, che hanno registrato un rally sostenuto di sei ore che lo ha spinto al massimo di sessione di 76.944 dollari intorno alle 6:30 del mattino (ora di New York). Tuttavia, quell'ottimismo mattutino è svanito quando notizie contrastanti hanno messo in dubbio la partecipazione della delegazione iraniana. Questo aumento dell’incertezza geopolitica ha innescato un’inversione decisiva nell’andamento dei prezzi; lo slancio del bitcoin si è arrestato, lasciando spazio a un persistente trend ribassista che ha caratterizzato la sessione mattutina. La pressione di vendita si è intensificata quando l’“attesa” si è trasformata in scetticismo, costringendo infine l’asset a cedere fino a un minimo intraday di 75.085 dollari alle 13:20.

Nel tardo pomeriggio (14:24), la principale criptovaluta ha messo in atto una modesta ripresa, risalendo al di sopra della zona di supporto dei 75.500 $. I trader stanno ora osservando attentamente la soglia dei 76.000 $, che funge da livello di resistenza psicologica immediato che l'asset deve riconquistare per invalidare la narrativa ribassista della giornata.

Tuttavia, il grafico giornaliero del bitcoin mostra che ha perso lo 0,6% del suo valore in 24 ore, lasciando la sua capitalizzazione di mercato appena sopra 1,51 trilioni di dollari. Il calo si è verificato nonostante un picco di afflussi verso gli exchange-traded fund (ETF) e una massiccia acquisizione da parte di Strategy. Nel frattempo, la volatilità del prezzo del bitcoin — che ha superato il 2,61% il 21 aprile secondo i dati di Coinglass — ha portato alla liquidazione di 6.769 trader. Sono state spazzate via quasi 97 milioni di dollari in posizioni con leva finanziaria, in calo rispetto ai 126 milioni di dollari liquidati il giorno prima. Le posizioni corte hanno rappresentato 62,45 milioni di dollari, ovvero il 64%, di tutte le liquidazioni di bitcoin.

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