Questo storico sequestro fa parte di un’operazione contro un gruppo di hacker internazionale che ha preso di mira aziende e privati in Europa e negli Stati Uniti. ARMA ha sottolineato che questa è stata la prima volta in cui ha ricevuto criptovaluta da gestire nel proprio portafoglio digitale.
Una pietra miliare giuridica: l’Agenzia ucraina per il recupero dei beni assume la custodia diretta delle criptovalute sequestrate

Punti chiave
- ARMA ha sequestrato 8,3 milioni di dollari in USDT da un'organizzazione di hacker, aggiornando i quadri normativi statali in materia di custodia degli asset digitali.
- Gli attacchi del gruppo hanno causato danni per oltre 100 milioni di dollari, spingendo a un monitoraggio più rigoroso delle criptovalute a livello globale nei mercati informatici.
- Secondo alcune fonti, l’Ucraina deterrebbe 46.000 BTC, ma i rapporti dell’ARMA non hanno confermato alcun afflusso significativo derivante da sequestri.
L’ARMA ucraina riceve per la prima volta criptovalute in custodia
Le agenzie internazionali di intelligence e le forze dell’ordine stanno ora implementando nuovi protocolli di custodia per gli asset digitali, soprattutto perché questi vengono sempre più utilizzati dai gruppi criminali.
Il 27 giugno, l’Agenzia ucraina per il recupero e la gestione dei beni (ARMA), un’organizzazione che individua, rintraccia e mette al sicuro i beni suscettibili di sequestro nell’ambito di procedimenti penali, ha riferito di aver gestito il primo caso concreto in cui le risorse digitali sequestrate sono state trasferite nel proprio portafoglio.

Il sequestro di 8,3 milioni di dollari in USDT fa seguito a un'operazione contro un gruppo internazionale di hacker che ha preso di mira individui e aziende in Europa e negli Stati Uniti con attacchi informatici su larga scala, ha estorto le proprie vittime e ha riciclato i fondi ottenuti acquistando beni immobili e asset digitali. Il danno totale causato da questo gruppo è stimato in oltre 100 milioni di dollari, di cui finora ne sono stati recuperati solo 11,3 milioni.
L’ARMA ha sottolineato che questa mossa è stata il risultato degli sforzi coordinati dell’Ufficio Investigativo dello Stato e della Procura Generale. «L’intervento tempestivo delle autorità di polizia ha garantito il sequestro dei beni e l’attuazione della decisione del tribunale che ne disponeva il trasferimento sotto la gestione dello Stato», ha sottolineato.
L’ARMA ha sottolineato l’importanza di questa operazione, affermando che essa conferma la prontezza dell’agenzia a gestire nuovi tipi di beni nelle proprie attività.
«Il trasferimento dei beni in criptovaluta alla gestione dell’ARMA dimostra che il sistema statale di gestione dei beni sequestrati si sta evolvendo in linea con le sfide moderne. Se i criminali utilizzano strumenti digitali per occultare i proventi illeciti, anche lo Stato deve essere pronto a gestire efficacemente tali beni, garantendone la conservazione e l’esecuzione delle decisioni giudiziarie», ha concluso l’agenzia.
Sebbene alcune fonti indichino che l’Ucraina detenga 46.000 BTC in custodia, le dichiarazioni dell’ARMA confermano che il Paese non ha ricevuto quantità significative di BTC né di altre criptovalute provenienti da sequestri a carico di criminali.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.
















