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Un sondaggio della Bank of China rivela che il 95% delle imprese estere manterrà invariato o aumenterà l'uso dello yuan

Il sondaggio dimostra che la campagna di internazionalizzazione dello yuan promossa dal governo cinese, guidata dallo stesso presidente Xi, sta dando i suoi frutti. Il numero di imprese estere disposte a detenere depositi in yuan ha raggiunto il livello più alto degli ultimi cinque anni, grazie al "potere d'acquisto relativamente stabile" della valuta.

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Un sondaggio della Bank of China rivela che il 95% delle imprese estere manterrà invariato o aumenterà l'uso dello yuan

Punti chiave

  • La Bank of China ha rilevato che il 95% delle aziende straniere intende continuare a utilizzare lo yuan, incrementando il volume del mercato transfrontaliero.
  • La disponibilità a mantenere i depositi in yuan ha raggiunto il massimo degli ultimi cinque anni, in linea con l'obiettivo di Xi Jinping di raggiungere lo status di valuta di riserva.
  • Solo il 4,1% delle aziende intervistate prevedeva di ridurre l'uso dello yuan.

Aumenta la fiducia nello yuan cinese: il 95% delle aziende estere prevede di aumentare o mantenere l'uso dello yuan

La Cina sta spingendo per aumentare l'uso della sua valuta fiat, lo yuan cinese, a livello internazionale, e sembra che la campagna stia dando i suoi frutti.

Secondo un recente sondaggio della Bank of China, uno dei maggiori istituti di credito statali, la fiducia nello yuan è in costante aumento negli ultimi due anni, con il 95% delle imprese estere che dichiara di prevedere di mantenere o aumentare l'uso dello yuan nei pagamenti transfrontalieri.

Infographic on Chinese Yuan Internationalization

Il 34,5% si aspettava un aumento dei pagamenti in yuan, mentre il 61,4% ha dichiarato che non ci sarebbero stati cambiamenti nelle proprie transazioni in yuan. Inoltre, solo il 4,1% delle aziende intervistate si aspettava un calo dei pagamenti in yuan, in calo rispetto a oltre il 20% dello scorso anno, a dimostrazione della fiducia nella crescente diffusione dello yuan.

L'indagine è stata condotta a febbraio e ha coinvolto 3.501 imprese, di cui 2.488 nazionali e 1.013 con sede all'estero. Un altro dato positivo emerso dall'indagine è stato l'aumento delle imprese disposte a detenere depositi in yuan nel tempo per condurre affari con le loro controparti cinesi. L'indicatore è salito a oltre il 30%, raggiungendo il massimo degli ultimi cinque anni, con un aumento del 6,4% rispetto allo scorso anno, sostenuto dal "potere d'acquisto relativamente stabile" dello yuan, secondo queste aziende.

Il valore dello yuan cinese, a differenza di altre valute legali che possono fluttuare liberamente, è controllato dalla Banca popolare cinese, che ne ha consentito l'apprezzamento negli ultimi mesi. Ciò risponde a una campagna di internazionalizzazione promossa dai vertici del potere.

A febbraio, il presidente Xi Jinping ha rivelato che la Cina aveva bisogno di dotarsi di una "valuta forte" per essere "ampiamente utilizzata nel commercio internazionale, negli investimenti e nei mercati dei cambi, e raggiungere lo status di valuta di riserva".

Il governatore della PBOC, Pan Gongsheng, sostiene questa iniziativa, affermando che si tratta di "una parte integrante del processo complessivo di riforme e apertura della Cina", mentre gli esperti prevedono che lo yuan continuerà a salire nei prossimi 5 anni.

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