Michael Saylor sta paragonando Strategy alla più grande banca di Wall Street, a poche settimane di distanza dall’avvertimento lanciato dalla stessa JPMorgan secondo cui la politica di vendita di bitcoin di Strategy potrebbe destabilizzare il mercato.
Saylor definisce la strategia il “JPMorgan delle criptovalute”

Punti chiave
- Michael Saylor ha definito Strategy «la JPMorgan della criptoeconomia».
- Al 2 agosto, dopo la sua terza vendita prevista per il 2026, Strategy detiene ora 842.138 BTC.
- JPMorgan prevede che Strategy potrebbe acquistare 32 miliardi di dollari in bitcoin entro la fine dell’anno.
Un paragone audace, pochi giorni dopo un avvertimento
Il post di Saylor si è presentato come una breve frase dichiarativa in cui affermava che «Strategy è la JPMorgan» della criptoeconomia. Nessun thread, nessun grafico, nessuna spiegazione: solo il tipo di affermazione concisa che Saylor utilizza da anni per posizionare la sua azienda come qualcosa di più di un semplice acquirente istituzionale di bitcoin.

JPMorgan ha trascorso gran parte dei primi giorni di luglio avvertendo che la rinnovata politica di vendita di bitcoin di Strategy introduceva quello che la banca definiva un «rischio bidirezionale» per i mercati delle criptovalute, il che significa che uno dei maggiori e più affidabili acquirenti di bitcoin potrebbe, per la prima volta da anni, diventare anche un venditore con un volume tale da influenzare il prezzo.
JPMorgan ha sostenuto che Strategy dovrebbe detenere riserve di liquidità a copertura di 24-36 mesi di obblighi relativi ai dividendi privilegiati, ben al di sopra della riserva di circa 17 mesi che la società deteneva all’epoca, e ha stimato che l’andamento del mercato delle criptovalute fino alla fine del 2026 dipenda ora in parte da come Strategy gestirà la propria riserva di bitcoin, oltre che dall’esito del CLARITY Act al Senato.
Saylor ha pubblicamente contestato l’idea che Strategy sia sotto pressione per vendere, respingendo un rapporto separato secondo cui la società avrebbe approvato un nuovo piano di vendita di bitcoin da 5 miliardi di dollari e descrivendo il proprio quadro di gestione del capitale come uno strumento già esistente che il mercato ha erroneamente interpretato come un segnale di vendita forzata.
La portata della tesi
I dati sottostanti di Strategy sostengono almeno l’argomento relativo alla portata, dato che la società detiene 842.138 BTC al 2 agosto, dopo aver completato la sua terza vendita di bitcoin dell’anno, una transazione che ha ridotto la posizione di 1.638 BTC, mentre Saylor ha contemporaneamente aumentato la riserva in dollari statunitensi di Strategy a 4 miliardi di dollari e ha riacquistato 81 milioni di dollari delle proprie azioni privilegiate STRC.
Tale combinazione rappresenta esattamente il comportamento che JPMorgan ha segnalato come fonte di volatilità, poiché dimostra che Strategy gestisce attivamente molteplici leve di bilancio anziché limitarsi ad accumulare bitcoin in un’unica direzione.
In una prospettiva più ampia, gli stessi analisti di JPMorgan stimano che Strategy abbia acquistato finora quest’anno bitcoin per un valore di circa 13,7 miliardi di dollari, pari a quasi il 70% della stima della banca relativa agli afflussi netti totali di asset digitali a livello di settore, e che ora detenga quasi il 4% dell’intera offerta circolante di bitcoin.
Sulla base del ritmo registrato da Strategy nella prima metà dell’anno, gli stessi analisti hanno previsto che la società potrebbe acquistare circa 32 miliardi di dollari in bitcoin nell’intero 2026, in forte aumento rispetto ai circa 22 miliardi di dollari sia nel 2024 che nel 2025. Si tratta del tipo di quota di mercato che una banca delle dimensioni di JPMorgan riconoscerebbe immediatamente, ed è probabilmente il paragone che Saylor sta tracciando (non la dimensione del bilancio in termini di dollari, ma la misura in cui il comportamento di trading di un’istituzione può influenzare un’intera classe di asset).
Qual è il futuro della “macchina da bitcoin” di Strategy?
I risultati del secondo trimestre del 2026 hanno visto l’azienda passare da un utile di 14 miliardi di dollari a una perdita di 8,2 miliardi di dollari, nonostante la crescita delle sue partecipazioni in bitcoin. Saylor ha affermato che Strategy prevede di rimanere un acquirente netto di bitcoin nel lungo periodo e ha sottolineato separatamente di non aver mai venduto personalmente un solo satoshi delle proprie partecipazioni, distinguendo la sua posizione personale dalle vendite occasionali effettuate dalla tesoreria aziendale.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.











