Park, un influencer coreano di 45 anni noto come "Jonber Kim", è stato assolto dopo che i pubblici ministeri avevano chiesto una pena di 20 anni di reclusione per la sua presunta leadership in un piano fraudolento di manipolazione di criptovalute. I pubblici ministeri non sono riusciti a dimostrare un nesso tra le azioni ingannevoli di Park e le percezioni errate degli acquirenti dei token.
Tribunale di Seul assolve “Jonber Kim” in truffa crypto da 253 milioni di dollari

Punti chiave
- Un tribunale di Seul ha assolto l’influencer “Jonber King” in un caso di frode nel settore delle criptovalute e manipolazione di token del valore di 253 milioni di dollari.
- I giudici hanno stabilito che i pubblici ministeri non sono riusciti a dimostrare che i white paper o le proposte fasulle abbiano causato direttamente le perdite degli investitori.
- L’assoluzione arriva mentre la Corea del Sud sta implementando strumenti di intelligenza artificiale per individuare e contrastare la manipolazione del mercato delle criptovalute.
"Coin King Jonber Kim" assolto in un caso di frode su larga scala nel settore delle criptovalute
Un tribunale di Seul ha dichiarato non colpevole di reati finanziari un influencer coreano che era a capo di una massiccia truffa nel settore delle criptovalute da 253 milioni di dollari.
Il 15 ottobre, in uno dei più grandi casi legati alle criptovalute in Corea, Park, un influencer di 45 anni noto come “Coin King Jonber Kim”, è stato assolto dal presunto coinvolgimento in operazioni di “pump-and-dump” relative a due schemi di criptovalute. "Jonber King" era famoso per ostentare la propria ricchezza sui social media, mostrando auto di lusso e sostenendo di aver accumulato la propria fortuna grazie alle criptovalute.
I pubblici ministeri hanno sostenuto che Park fosse la mente dietro l’emissione di due token digitali, Podo coin e ATube, facendo false promesse agli investitori e manipolando i valori associati a ciascun token. Questi schemi hanno permesso a Park di sottrarre 253 milioni di dollari direttamente da queste attività, frodando un’ampia base di investitori.
Per questi presunti reati, i pubblici ministeri hanno chiesto una pena detentiva di 20 anni e il sequestro di oltre 14 milioni di dollari dal patrimonio di Park.
Ciononostante, il Tribunale del Distretto Meridionale di Seul ha dichiarato che le prove presentate dai pubblici ministeri erano insufficienti, in quanto non riuscivano a stabilire una relazione diretta tra le azioni compiute da Park e l’influenza sui prezzi delle monete.
Sebbene il tribunale abbia ritenuto che presentare proposte false nei white paper fosse ingannevole, non è stato possibile stabilire se tali documenti da soli abbiano indotto all’acquisto delle valute digitali.
«Anche tra le vittime le cui dichiarazioni sono state confermate, vi sono casi in cui l’acquisto è avvenuto sulla base di blog, YouTube, community o presentazioni da parte di conoscenti piuttosto che di white paper o del materiale fornito dagli imputati, oppure casi in cui le circostanze dell’acquisto non sono state rivelate», ha concluso il tribunale.
La Corea del Sud ha intensificato la propria azione contro le frodi nel settore delle criptovalute. Ad agosto, lo stesso tribunale ha emesso una condanna a 15 anni nei confronti di Jeong Sang-ho, ex amministratore delegato di Delio, una banca di asset digitali dichiarata insolvente nel novembre 2024. Il tribunale ha accertato che Jeong abbia sottratto 49,2 milioni di dollari di asset dei clienti.
Anche il Servizio di vigilanza finanziaria della Corea del Sud ha implementato la tecnologia di intelligenza artificiale per individuare e bloccare gli schemi di manipolazione dei prezzi delle criptovalute nelle principali piattaforme di trading del Paese. Il sistema sarebbe in grado di rilevare diverse variazioni di prezzo che si verificano comunemente quando i criminali mettono in atto queste strategie.
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