L’istituzione ha annunciato che questa misura è mirata all’economia sommersa del Paese, che nel 2015 rappresentava quasi il 41% del suo PIL. La Banca di Thailandia sta già applicando i controlli proposti sulle transazioni in contanti di importo elevato e sui movimenti di lingotti d’oro, riducendone notevolmente i volumi.
Lotta ai flussi illeciti: la Thailandia introduce nuovi controlli rigorosi sulle operazioni di grande volume con stablecoin

Punti chiave
- La banca thailandese ha istituito controlli per segnalare le transazioni in USDT, limitando l’elusione delle misure di conformità.
- Le nuove norme sulla provenienza dei fondi hanno ridotto del 35% i prelievi di contante di importo elevato, dando impulso all’economia digitale nazionale.
- Le autorità hanno limitato gli acquisti anomali di lingotti d’oro, riducendone i volumi mensili per rafforzare il baht locale.
La Banca di Thailandia punta alle transazioni in stablecoin nella lotta all’economia sommersa
La Banca di Thailandia sta intervenendo per frenare la crescita della fiorente economia sommersa del Paese attraverso le stablecoin.
Vitai Ratanakorn, governatore della Banca di Thailandia, ha dichiarato che, nell’ambito della lotta dell’istituzione per frenare le attività illecite attraverso il sistema finanziario ufficiale, la banca sta implementando nuovi controlli sia sulle transazioni in stablecoin che sugli acquisti di lingotti d’oro.
Attraverso la Commissione nazionale per i titoli e gli scambi (SEC), la banca ha istituito un sistema per segnalare le transazioni che utilizzano l’USDT, una stablecoin ancorata al dollaro, e ha inizialmente riscontrato che alcune transazioni di importo elevato con volumi insolitamente grandi potrebbero eludere i canali regolari per aggirare le misure di conformità.
Inoltre, da aprile la banca sta sottoponendo a un attento esame i depositi in contanti di importo elevato, obbligando i clienti che prelevano più di 150.000 dollari a spiegare perché necessitano di contanti anziché utilizzare la moneta elettronica.
Ratanakorn ha spiegato che queste misure hanno ridotto tali prelievi del 35%, aggiungendo che in futuro saranno richieste dichiarazioni sulla provenienza dei fondi anche per depositi di importo altrettanto elevato.
Anche i lingotti d’oro sono oggetto dell’intervento, con misure simili volte a colmare le lacune normative, tra cui il ritiro di quantità insolitamente elevate di oro segnalate come anomale dall’ufficio nazionale antiriciclaggio.
Queste misure hanno già dato risultati, riducendo i volumi di prelievo di oro da 4.000 kg a 700 kg al mese, attenuando così il rafforzamento del valore del baht thailandese.
Ratanakorn ha sottolineato che «le misure che stiamo attuando non sono soluzioni a breve termine; richiedono l’applicazione continua di molteplici strategie parallele».
Si ritiene che l’economia sommersa thailandese sia una delle più grandi a livello globale, rappresentando una quota consistente del prodotto interno lordo (PIL) del Paese.
Queste misure fanno seguito all’istituzione, avvenuta a novembre, di un ufficio dati incaricato di indagare sui flussi di denaro irregolari. All’epoca, il ministro delle Finanze Ekniti Nitithanprapas, a capo dell’ufficio, aveva indicato le piattaforme di criptovalute e gli exchange come vie di accesso per i flussi illeciti che entrano nel Paese.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.
















