Cboe BZX Exchange ha presentato una proposta alla SEC per consentire lo staking nell’ETF Ethereum di Fidelity, invertendo una decisione del 2024 di escludere la funzionalità, mentre gli atteggiamenti normativi verso le criptovalute evolvono sotto l’amministrazione Trump.
L'ETF ETH di Fidelity cerca di ripristinare lo staking tramite deposito presso la SEC in un nuovo clima normativo
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Il deposito SEC rivela il piano di Fidelity di abilitare lo staking nell’ETF Ethereum
Cboe BZX Exchange ha presentato un Modulo 19b-4 alla Securities and Exchange Commission (SEC) il 10 marzo 2025, cercando l’approvazione per modificare il fondo ethereum di Fidelity (FETH) per consentire lo staking delle partecipazioni in ether del trust. La mossa segna un’inversione rispetto a maggio 2024, quando l’incertezza normativa ha portato Fidelity a rimuovere lo staking dall’ETF spot ethereum inizialmente proposto, lanciato senza la funzionalità nel luglio 2024. Il deposito coincide con un atteggiamento più amichevole verso le criptovalute sotto l’amministrazione Trump, entrata in carica a gennaio 2025.
Fidelity ha presentato per la prima volta una richiesta per un ETF spot ethereum a marzo 2024, proponendo di utilizzare una parte degli asset del fondo per generare ricompense per gli investitori. Tuttavia, a maggio 2024, la società ha eliminato i piani di staking a causa delle azioni di esecuzione della SEC contro piattaforme crypto come Kraken, Binance e Coinbase per servizi di staking non registrati. La SEC ha approvato l’ETF di Fidelity a luglio 2024 a condizione che non si impegnasse nello staking, citando preoccupazioni per la conformità con le leggi sui titoli.
Il nuovo deposito propone di eliminare il linguaggio precedente che vietava lo staking e di aggiungere una sezione “Staking” al quadro operativo del fondo. Secondo il piano, lo sponsor di Fidelity eseguirebbe lo staking di ether tramite fornitori terzi, mantenendo la custodia degli asset e guadagnando ricompense distribuite come entrate. Il deposito sottolinea che l’ether in staking non sarà aggregato con le partecipazioni di altre entità, né Fidelity pubblicizzerà i rendimenti o offrirà servizi di staking a parti esterne.
Lo staking, introdotto dopo la transizione di Ethereum nel 2022 al modello proof-of-stake (PoS), richiede ai validatori di bloccare almeno 32 ETH per aiutare a proteggere la rete in cambio di ricompense. La SEC aveva precedentemente argomentato che i programmi di staking-as-a-service costituivano offerte di titoli non registrati, ma il deposito di Fidelity distingue il suo approccio limitando lo staking agli asset del trust e evitando affermazioni promozionali.
La proposta segue l’archiviazione della causa della SEC contro il programma di staking di Coinbase a febbraio 2025 e segnala un potenziale cambiamento normativo. Anche se il deposito non fa riferimento diretto ai cambiamenti politici, gli analisti notano che la nomina di politici favorevoli alle criptovalute durante l’amministrazione Trump ha ridotto la pressione sulle aziende per evitare prodotti legati allo staking.
La SEC ha a disposizione 45 giorni per approvare, negare o estendere la sua revisione della proposta. Se approvato, l’ETF di Fidelity diventerebbe il primo fondo quotato negli Stati Uniti a integrare lo staking, offrendo agli investitori esposizione sia al prezzo dell’ether che alle ricompense della rete. Gli osservatori si aspettano una decisione entro la metà del 2025, con risultati che probabilmente influenzeranno una più ampia offerta di ETF crypto.
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