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L'Iran sferra un "attacco a sorpresa" contro una base statunitense in Giordania, mentre il prezzo del petrolio sale di quasi il 4%, mettendo alla prova il rialzo del Bitcoin

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) dell’Iran ha lanciato ieri missili balistici contro le forze statunitensi in Giordania, come confermato dal Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), facendo salire il prezzo del greggio West Texas Intermediate (WTI) di quasi il 4% e mettendo nuovamente alla prova il fragile rialzo del bitcoin, alimentato dalla tregua.

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L'Iran sferra un "attacco a sorpresa" contro una base statunitense in Giordania, mentre il prezzo del petrolio sale di quasi il 4%, mettendo alla prova il rialzo del Bitcoin

Punti chiave

  • Il 28 luglio l’IRGC iraniano ha lanciato missili balistici contro una base statunitense in Giordania, tutti intercettati, secondo quanto riferito dal CENTCOM.
  • Il greggio WTI ha registrato un balzo del 3,95% a 83,08 dollari e il Brent è salito del 3,86% a 87,34 dollari nelle ore successive all’attacco.
  • Il bitcoin è sceso verso i 63.700 dollari dopo l’attacco, ma successivamente ha recuperato terreno attestandosi a 64.500 dollari.

Il CENTCOM afferma che tutti i missili sono stati intercettati

Il CENTCOM ha dichiarato in un comunicato che le forze del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche hanno lanciato diversi missili balistici dall’Iran alle 17:45 ET del 28 luglio in un «tentativo di attacco a sorpresa» contro le forze statunitensi in Medio Oriente, con missili diretti verso le postazioni americane nei pressi della base aerea giordana di Muwaffaq Salti. Il comando ha dichiarato che le batterie di difesa aerea Patriot hanno intercettato tutti i missili in arrivo e non sono state segnalate vittime.

Reports elaborating on Iran's latest attack on US personnel.L’esercito iraniano ha rivendicato la responsabilità dell’attacco, definendolo una rappresaglia per quelle che ha definito «azioni illegali e maliziose» da parte di Washington contro gli interessi iraniani. L’attacco ha segnato il primo attacco con missili balistici iraniani contro una base statunitense nella regione da quando il presidente Trump aveva sospeso gli attacchi offensivi contro l’Iran pochi giorni prima per dare una possibilità alla diplomazia con Teheran, interrompendo una breve tregua in una guerra iniziata il 28 febbraio.

Quella precedente tregua era già stata messa alla prova, dato che un attacco iraniano del 18 luglio contro la base aerea giordana di Al Azraq aveva causato la morte di due militari statunitensi e la scomparsa di un terzo, uno dei numerosi focolai di tensione che hanno caratterizzato il conflitto durato cinque mesi. L’esercito giordano ha dichiarato che anche questa volta ha abbattuto la propria quota di proiettili in arrivo, senza segnalare danni o feriti sul proprio territorio.

Rimbalzo dei futures sul petrolio e sui titoli azionari

I mercati finanziari hanno reagito nel giro di poche ore: il greggio WTI è salito del 3,95% a 83,08 dollari al barile e il greggio Brent, il benchmark globale, ha guadagnato il 3,86% a 87,34 dollari. I futures sul Dow Jones sono saliti di 63 punti, pari allo 0,12%, a 53.007, mentre i futures sull’S&P 500 hanno guadagnato 26 punti e quelli sul Nasdaq 100 hanno registrato un rialzo di quasi 133 punti, poiché gli operatori hanno scontato il rinnovato rischio in Medio Oriente.

Crude price jump after latest Iran USA faceoff.Il rimbalzo ha parzialmente invertito un brusco movimento nella direzione opposta verificatosi solo pochi giorni prima. I prezzi del petrolio erano crollati fino all’8% dopo che l’amministrazione Trump aveva segnalato per la prima volta la tregua, con il Brent che era sceso da oltre 100 dollari al barile a circa 87 dollari mentre i mediatori portavano avanti i colloqui sullo Stretto di Hormuz. L’attacco del 28 luglio ha azzerato gran parte di quel sollievo nel giro di poche ore, un andamento ormai familiare agli operatori che seguono il ritmo altalenante del conflitto sin da febbraio.

Il rally del bitcoin sulla scia della tregua affronta la sua prossima prova

I mercati delle criptovalute si sono mossi di pari passo con lo stesso ciclo, poiché al 27 luglio (con il Brent in caduta verso gli 87 dollari), il bitcoin aveva recuperato fino a circa 65.200 dollari, sfiorando brevemente i 65.600 dollari all’apertura delle contrattazioni sui futures. Tale ripresa ha ceduto il passo il giorno successivo, con il bitcoin che è sceso nuovamente a circa 64.000 dollari entro il 28 luglio, ancora prima dell’attacco serale, per poi scivolare ulteriormente verso la fascia compresa tra 63.600 e 63.800 dollari una volta diffusa la notizia dell’attacco missilistico.

Bitcoin.com News aveva già segnalato che il bitcoin si era mantenuto vicino ai 63.000 dollari durante una precedente escalation a luglio, nell’ambito di un andamento in cui la rete ha ripetutamente recuperato le perdite entro pochi giorni da ogni escalation, per poi rinunciarne nuovamente in parte alla successiva.

Detto questo, il BTC ha mostrato, in diversi momenti di quest’anno, segni di disaccoppiamento dal comportamento tipico degli asset di puro rischio durante il conflitto, mantenendo il supporto anche mentre il petrolio e i titoli azionari subivano forti oscillazioni (in contrasto con le vendite più brusche e costanti osservate in asset come l’ether negli stessi periodi). L’attacco del 28 luglio, tuttavia, rappresenta la sfida più diretta finora alla narrativa del cessate il fuoco che aveva sostenuto la calma della scorsa settimana.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.