In una battaglia legale ad alto rischio, il team di difesa di Pavel Durov demolisce il caso dei procuratori francesi, esponendo importanti errori procedurali e accuse fragili riguardanti il presunto ruolo di Telegram nelle cospirazioni criminali.
L'avvocato espone gli errori dei procuratori francesi mentre il fondatore di Telegram affronta una minaccia di 10 anni

Il tentativo dei procuratori francesi di incriminare il co-fondatore di Telegram, Pavel Durov, è sottoposto a crescente scrutinio, mentre il suo avvocato, Christophe Ingrain, mette in luce difetti sostanziali nel caso. Le accuse si basano sulla presunta complicità di Durov in attività illegali condotte tramite la piattaforma Telegram. Tuttavia, Ingrain afferma che “la complicità non si estende all’inazione” e insiste sul fatto che non ci siano prove del coinvolgimento diretto di Durov. Critica gli errori procedurali delle forze dell’ordine, sottolineando che non hanno utilizzato il canale di comunicazione ufficiale del Telegram previsto dal Regolamento sui servizi digitali dell’UE, rendendo le loro richieste invalide. Nonostante le accuse di non collaborazione, Ingrain replica che Telegram collabora attivamente con le autorità e ha bloccato 21 milioni di account solo nel 2024, inclusi 28.000 in Francia. Durov rimane sotto controllo giudiziario a Parigi dopo la sua detenzione nell’agosto 2024 con accuse che potrebbero portare a 10 anni di carcere e pesanti multe.
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