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Is Crypto a Security?  (Parte V: Il Panorama Normativo nel 2025)

Law and Ledger è una rubrica di notizie incentrata sulle notizie legali delle criptovalute, offerta da Kelman Law – Uno studio legale focalizzato sul commercio di asset digitali.

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Is Crypto a Security?  (Parte V: Il Panorama Normativo nel 2025)

La Crypto è una Sicurezza? (Parte V)

L’editoriale di opinione qui sotto è stato scritto da Alex Forehand e Michael Handelsman per Kelman.Law.

L’ambiente normativo statunitense per gli asset digitali nel 2025 resta frammentato, guidato dalla politica e dipendente da mutevoli priorità amministrative. Sebbene i tribunali abbiano fornito una certa chiarezza—soprattutto riguardo alle transazioni secondarie di mercato e alla distinzione tra token e contratti d’investimento—l’architettura regolamentare federale è ancora definita più dall’atteggiamento delle agenzie che dallo statuto. Questa Parte esamina i principali attori, i loro approcci attuali e lo stato degli sforzi legislativi alla chiusura del 2025.

Esecuzione della SEC nel 2025

La SEC continua ad esercitare un’influenza significativa sull’industria degli asset digitali, sebbene il suo atteggiamento si sia spostato notevolmente rispetto agli anni di massima enforcement. L’agenzia prioritizza ancora i casi che coinvolgono scambi non registrati, piattaforme staking-as-a-service, vendite di token legate a raccolte fondi, e campagne di crescita basate su airdrop, riflettendo un focus sugli intermediari e sugli schemi promozionali piuttosto che sull’attività del protocollo decentralizzato.

Nonostante ciò, il 2025 ha portato segni visibili di moderazione. La leadership senior ha rilasciato discorsi pro-crypto discorsi e la commissione ha creato una Crypto Task Force il cui obiettivo è spostare l’agenzia dalla regolamentazione mediante enforcement verso lo sviluppo di un quadro normativo completo. Notoriamente, la SEC ha recentemente rimosso gli asset digitali dalle sue priorità di esame 2026, segnalando che il settore non è più considerato un’area di rischio speciale che meriti un’attenzione particolare.

Questo cambiamento suggerisce un crescente riconoscimento—sia all’interno dell’agenzia che nel più ampio ecosistema regolamentare—che un enforcement aggressivo non è un sostituto per un quadro normativo coerente.

Tuttavia, il tono della SEC non è una garanzia legale. Le priorità di enforcement cambiano con le amministrazioni, e senza una legge federale esplicita, l’attuale moderazione resta una questione di discrezione politica, non di legge vincolante. Di conseguenza, l’industria non può basarsi sull’attuale approccio più leggero come se fosse destinato a durare indefinitamente.

Giurisdizione CFTC vs. SEC

La doppia giurisdizione è diventata una caratteristica definente della regolamentazione statunitense degli asset digitali. La CFTC ha costantemente sostenuto la posizione che la maggior parte dei token—particolarmente quelli con caratteristiche decentralizzate o simili a merci—sono merci ai sensi del Commodity Exchange Act. La SEC, al contrario, tratta molti token come contratti d’investimento, specialmente quando legati a ecosistemi di fase iniziale, crescita guidata dall’emittente, o attività di raccolta fondi.

Poiché un token può essere sia una merce che parte di un contratto d’investimento, la regolamentazione spesso si sovrappone. Questo è più evidente in categorie sempre più comuni come:

  • Derivati DeFi, dove i protocolli automatizzati possono facilitare swap o esposizioni simili a margini;
  • Mercati di futures perpetui, che rientrano chiaramente nella giurisdizione derivativa della CFTC ma possono coinvolgere token distribuiti attraverso transazioni regolate dalla SEC; e
  • Servizi di staking o validatore, che possono implicare sia considerazioni di investimento-contratto (sotto la SEC) che accordi di servizio basati su merci (sotto la CFTC)

Questa dualità crea una persistente incertezza. I partecipanti al mercato si trovano spesso a navigare due regimi federali simultaneamente, anche quando i mandati statutari delle agenzie non sono completamente allineati.

Legislazione federale in sospeso

Il Congresso continua a dibattere su molteplici progetti di legge sulla struttura di mercato degli asset digitali, comprese versioni di ciò che comunemente è stato chiamato federal CLARITY Act. Sebbene i dettagli varino tra le proposte, questi progetti mirano generalmente a:

  1. Definire quando un token transiziona da una sicurezza a una merce, dando agli emittenti un percorso fuori dalla giurisdizione della SEC una volta raggiunte le soglie di decentralizzazione.
  2. Creare un regime di registrazione federale per gli emittenti di “merci digitali”, permettendo offerte di token conformi senza ricorrere ai quadri di legge sulle securities.
  3. Chiarire i requisiti di registrazione e supervisione degli scambi, delineando quando le piattaforme ricadono sotto la supervisione della SEC rispetto alla CFTC.

Nonostante un interesse bipartisan in crescita, nessuna di queste proposte è ancora diventata legge. Mentre il GENIUS Act regola specificamente le stablecoin, a partire dal 2025, nessun quadro regolamentare federale unificato governa generalmente gli asset digitali. Invece, il panorama statunitense rimane un mosaico di interpretazioni delle agenzie, casi di enforcement, sentenze giudiziarie e linee guida amministrative.

In assenza di legislazione federale, gli stati continuano a colmare le lacune attraverso leggi sul trasferimento di denaro, regimi di licenza per valute virtuali, statuti sugli asset digitali e quadri di protezione dei consumatori. Il risultato è una sfida di conformità multigiurisdizionale dove le aziende devono orientarsi tra incertezze federali e frammentazione stato per stato.

Conclusione

Entro la fine del 2025, la regolamentazione crypto negli USA è a un punto di svolta. Il tono della SEC si è ammorbidito, la CFTC mantiene il suo approccio basato sulle merci, e il Congresso mostra un reale—anche se ancora irrealizzato—slancio verso la costruzione di un quadro completo.

Ma fino a quando la legislazione non stabilirà chiari linee di autorità e un percorso coerente per l’emissione di token e l’operazione degli exchange, l’incertezza regolamentare continuerà a modellare l’industria. La realtà pratica per i costruttori, gli exchange, i validatori e gli investitori è che la conformità resta un bersaglio mobile—uno che richiede un’attenta attenzione sia alla giurisprudenza in evoluzione che alle priorità mutevoli delle agenzie.

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