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Il ciclo quadriennale di Bitcoin non è morto — La ricerca rivela un mercato ribassista, graduale declino in vista

Questo articolo è stato pubblicato più di un mese fa. Alcune informazioni potrebbero non essere più attuali.

L’ultimo crollo del Bitcoin sta sfidando le ipotesi sui cicli a lungo termine poiché lo stress dei miner, i cambiamenti nel mercato trainati dagli ETF e i venti contrari macroeconomici rimodellano il comportamento dei prezzi, sollevando nuove domande su volatilità, tempistica e cosa significa questa fase per la traiettoria più ampia del crypto, afferma Canary Capital.

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Il ciclo quadriennale di Bitcoin non è morto — La ricerca rivela un mercato ribassista, graduale declino in vista

Il calo anticipato mette alla prova le ipotesi mentre il ciclo del Bitcoin si mantiene

I mercati globali delle criptovalute stanno rivalutando la dinamica del ciclo del bitcoin man mano che le pressioni strutturali si intensificano. L’asset manager Canary Capital ha pubblicato il rapporto “Bitcoin’s Four-Year Cycle: The 2025 Reality Check” all’inizio di questo mese, esaminando perché il calo attuale è emerso prima del previsto e cosa segnala per il mercato più ampio.

Il rapporto afferma che il ciclo di quattro anni del bitcoin rimane fondamentalmente legato all’economia dei miner nonostante i cambiamenti nella struttura del mercato e una più ampia partecipazione istituzionale. L’aumento dei costi dell’elettricità, alimentato in parte dalla rapida espansione dei centri dati per l’intelligenza artificiale, ha colpito in modo sproporzionato i piccoli e medi miner esposti a modelli di prezzo variabili, costringendoli alla liquidazione anticipata delle riserve di bitcoin. Come spiega il rapporto:

“Questo ha portato a un capitolo generalizzato dei miner prima nel ciclo rispetto alle norme storiche.”

Un secondo punto di pressione è emerso attraverso il crollo del trade di base del bitcoin dopo l’introduzione di fondi negoziati in borsa (ETF) a pronti, che hanno compresso i premi sui futures e ridotto gli incentivi per l’arbitraggio.

Affrontando le affermazioni secondo cui il ciclo stesso si è interrotto, Canary Capital sostiene:

“Il ciclo di quattro anni rimane intatto. Il bitcoin ha raggiunto un picco a ottobre a circa $126,000, coerente con la tempistica dei cicli precedenti.”

L’analisi sfida ulteriormente le ipotesi secondo cui i nuovi veicoli di investimento hanno neutralizzato l’influenza dei miner, notando: “L’affermazione che ETF e DATs sbloccheranno abbastanza nuovo capitale istituzionale e al dettaglio per eliminare il ruolo dei miner semplicemente non è vera, almeno non in questo ciclo. A lungo termine, forse, ma non ora. Sebbene un miglior accesso abbia aumentato la domanda tra le classi di investitori, il comportamento conta tanto quanto la disponibilità.”

Guardando al futuro, il rapporto lega la traiettoria del mercato alla politica macroeconomica e al comportamento degli investitori. La divergenza delle strade delle banche centrali, compreso un atteggiamento più dovish da parte degli Stati Uniti insieme a una stretta giapponese, si allinea storicamente con periodi di debolezza del bitcoin, mentre una spesa dei consumatori moderata limita la partecipazione al dettaglio.

Leggi di più: Il ciclo di quattro anni del Bitcoin è rotto dopo la finale inaspettata del 2025?

Sul rischio al ribasso, Canary Capital delinea le aspettative chiaramente: “Ogni ciclo di dimezzamento porta un impatto marginale decrescente, ma i venditori forzati, in particolare i miner, rimangono strutturalmente influenti. Sia la volatilità al rialzo che al ribasso si sono moderata con ogni ciclo.” Steven McClurg, fondatore e CIO di Canary Capital Group, ha aggiunto:

“Mi aspetto che questa fase ribassista porti a un calo dal picco al minimo del 50–55%. Con BTC già in calo di circa il 30%, un declino graduale nei prossimi 6–9 mesi è ragionevole. Questa traiettoria si allinea con le aspettative sui cambiamenti di politica della Federal Reserve e suggerisce un fondo ciclico che si forma a metà estate o alla fine dell’estate, seguito da una ripresa.”

Oltre il calo, il rapporto punta a un ambiente più selettivo, concludendo, “Il 2026 sarà probabilmente definito dall’adozione e dalla redditività reale delle imprese, con enfasi su prestiti e prestiti on-chain, tokenizzazione di asset reali e infrastrutture di stablecoin & pagamenti”, segnalando un cambiamento verso una differenziazione guidata dai fondamentali nel settore delle criptovalute.

FAQ

  • Perché il calo del bitcoin è arrivato prima in questo ciclo?
    I costi crescenti dell’elettricità, la capitolazione dei miner e il crollo del trade di base del bitcoin hanno accelerato la pressione di vendita.
  • Il rapporto dice che il ciclo di quattro anni del bitcoin è rotto?
    No, Canary Capital afferma che il ciclo di quattro anni rimane intatto nonostante le dinamiche di mercato in cambiamento.
  • Come hanno influenzato gli ETF il comportamento del prezzo del bitcoin?
    Gli ETF hanno migliorato l’efficienza del mercato e l’accesso, ma non hanno eliminato le vendite guidate dai miner in questo ciclo.
  • Cosa prevede il rapporto per il bitcoin dopo il minimo del 2025?
    Prevede una ripresa nel 2026 guidata dall’adozione, dai prestiti on-chain, dalla tokenizzazione e dall’infrastruttura dei pagamenti.
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