Patrick Shyu, l'ex ingegnere di Meta e Google noto online come Techlead, avverte che l'informatica quantistica e il calo degli incentivi per i miner sono due minacce ancora irrisolte che incombono sul Bitcoin.
"Il Bitcoin è finito": un ex ingegnere di Meta e Google mette in guardia dalle bombe a orologeria rappresentate dalla tecnologia quantistica e dai miner che minacciano il BTC

Punti chiave
- Patrick Shyu afferma che il 95% di tutti i Bitcoin è già stato coniato, mentre l’economia basata sulle commissioni di cui i miner hanno bisogno «non si è mai concretizzata».
- Shyu ha venduto i suoi BTC nel giugno 2026 dopo un crollo del 50% rispetto al valore di 126.000 dollari, attribuendo le proprie perdite all’eccessiva leva finanziaria.
- Gli sviluppatori di Bitcoin stanno valutando soluzioni contro l’informatica quantistica come il BIP-361, mentre alcuni ricercatori prevedono rischi seri intorno al 2030.
Un avvertimento da tenere in considerazione
Shyu, che ha ricoperto il ruolo di responsabile tecnico presso Google e successivamente di ingegnere software presso Meta prima di costruirsi un pubblico su YouTube di oltre un milione di iscritti, ha esposto le sue argomentazioni in un recente video, concentrandosi sulle questioni relative all’informatica quantistica e al futuro degli incentivi per i miner, affermando:
Ho venduto tutti i miei Bitcoin e ho subito perdite finanziarie davvero ingenti
La prima “bomba”, secondo le parole di Shyu, è la lenta erosione del budget destinato alla sicurezza della rete. «I miner proteggono la rete e devono essere ricompensati in due modi: o con monete appena coniate o con le commissioni sulle transazioni», ha spiegato. Il sussidio per blocco viene dimezzato all’incirca ogni quattro anni e attualmente si attesta a 3,125 BTC, con il prossimo halving previsto nel 2028.
Il problema, sostiene, è che le nuove monete si stanno esaurendo e le commissioni non hanno colmato il divario. «Il 95% di tutti i Bitcoin è già stato coniato. L’economia basata sulle commissioni da cui dovrebbero dipendere non si è mai concretizzata», ha osservato Shyu, aggiungendo un ulteriore avvertimento:
Man mano che le commissioni diminuiscono, i miner si ritirano, la sicurezza cala, la rete si indebolisce di nuovo… e potrebbe innescarsi una lenta spirale di morte. Il Bitcoin è finito.
Lo stress dei miner è già visibile nei dati: l’hashprice, un indicatore giornaliero dei ricavi da mining per unità di potenza di calcolo, si aggira questo mese intorno ai 29 dollari per petahash al secondo, e i miner hanno assorbito un crollo del 18% dell’hashprice a fine giugno, quando la difficoltà di mining di Bitcoin è balzata del 7,15%.
L’orologio quantistico
La seconda minaccia è rappresentata dall’informatica quantistica, poiché una macchina quantistica sufficientemente potente potrebbe, in teoria, utilizzare l’algoritmo di Shor per ricavare le chiavi private da quelle pubbliche esposte, mettendo a rischio gli indirizzi Bitcoin più vecchi. Le tempistiche variano notevolmente: l’investitore in venture capital Nic Carter ha indicato un possibile “Q-Day” intorno al 2035, mentre altre ricerche pubblicate quest’anno hanno spostato alcuni orizzonti di pianificazione verso il 2030.
Non tutti condividono questo allarmismo: diversi accademici hanno recentemente concluso che attaccare il processo di mining di Bitcoin richiederebbe «l’energia di una stella», e il settore ha avviato un’ampia corsa alla sicurezza per rendere la catena a prova di quantistica.
Tra le proposte figura il BIP-361, un soft fork in tre fasi che finirebbe per congelare le monete che non effettuano la migrazione verso indirizzi a prova di attacchi quantistici, mentre il chief product officer di Starkware ha pubblicato uno schema per transazioni a prova di attacchi quantistici basato sulle regole esistenti.
Anche il noto analista Willy Woo ha sostenuto che la minaccia sia già stata affrontata, sottolineando la crescente attività degli sviluppatori su questo tema.
«Enormi perdite finanziarie»
L’uscita di scena di Shyu è stata determinata tanto dalla leva finanziaria quanto dalla progettazione del protocollo. «Ho utilizzato una leva finanziaria eccessiva. Un piccolo errore ha portato a conseguenze drammatiche», ha ammesso. Il Bitcoin è sceso da circa 126.000 dollari nell’ottobre 2025 a un minimo di 60.000 dollari quest’estate, un calo di circa il 50% che ha innescato la liquidazione automatica della sua posizione con leva finanziaria. Ha descritto il mercato come se si camminasse su «un sottile strato di ghiaccio».
Anche dopo aver capitolato, l’ingegnere insiste nel dire di non aver abbandonato del tutto questa classe di asset, definendosi «ancora un investitore rialzista a lungo termine». I critici hanno sottolineato che Shyu ha alle spalle una storia di drastici cambiamenti di rotta, e il suo avvertimento è arrivato proprio in una settimana in cui il mercato si è mosso nella direzione opposta.
Se una di queste due «bombe» esploderà o meno dipenderà da decisioni che saranno prese solo tra anni. L’halving del 2028 ridurrà il sussidio per blocco a 1,5625 BTC, inasprendo il dibattito sulle commissioni, e gli sviluppatori devono ancora trovare un accordo su un unico percorso di migrazione quantistica.
Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

















