Vaneck ha chiesto alla Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti di consentirle di ritirare la richiesta relativa al proprio Exchange-Traded Fund (ETF) su Ethereum staked su Lido, a un anno dalla presentazione della stessa.
Vaneck sospende ETF Lido Staked Ether prima del lancio

Punti chiave
- Il 14 ottobre 2026 Vaneck ha presentato istanza di ritiro della registrazione del proprio ETF Lido Staked Ethereum.
- Il valore totale bloccato (TVL) di Lido è sceso a circa 23,6 miliardi di dollari dai 33,3 miliardi di dollari dell’anno precedente.
- L’ETHB di Blackrock, lanciato nel marzo 2026, è ora in diretta concorrenza per la domanda di ETF su ether staked.
L’uscita in una riga
La richiesta era breve e, in un modulo RW datato 14 ottobre, il vicepresidente di Vaneck Digital Assets, Matthew Babinsky, ha chiesto alla SEC di acconsentire al ritiro della registrazione poiché lo sponsor “non intende procedere con la distribuzione prevista” delle quote del trust. La lettera conferma che la dichiarazione di registrazione non è mai stata dichiarata efficace e che non sono state vendute azioni. Il ritiro è passato inosservato per più di un giorno prima che i feed di mercato iniziassero a riportare la notizia nella giornata odierna.
Cosa avrebbe dovuto contenere
Il prodotto era, sulla carta, il primo del suo genere perché, anziché detenere ether e metterlo in staking tramite validatori selezionati, il fondo avrebbe detenuto stETH, il token di staking liquido emesso dal protocollo Lido. Quando il documento S-1 è stato presentato nell’ottobre 2025, Lido ha affermato che il fondo «rispecchia fedelmente l’economia dello staking di Ethereum», mantenendo al contempo liquidità giornaliera e un sostegno on-chain trasparente.
Per Lido avrebbe dovuto rappresentare un sigillo di legittimità (una sorta di involucro di Wall Street attorno al proprio token), mentre per gli investitori prometteva un rendimento da staking senza dover gestire nodi o entrare in contatto con la finanza decentralizzata (DeFi).
La sala si è affollata
Sembra che in 12 mesi siano cambiate molte cose: Blackrock ha lanciato per la prima volta l’iShares Staked Ethereum Trust (ETHB) a marzo e, secondo il suo primo rapporto trimestrale, al 31 marzo il fondo registrava un patrimonio netto di 409,8 milioni di dollari. L’ETHB mette in staking l’ether direttamente tramite i validatori e non dipende da un token di terze parti. Lo staking stesso è diventato mainstream anche attraverso i broker: questa settimana Interactive Brokers ha lanciato lo staking di ether con Zerohash, offrendo ai clienti un rendimento in un normale conto di intermediazione senza bisogno di un ETF.
Un nuovo operatore basato sul token di un singolo protocollo avrebbe dovuto conquistare gli investitori di Blackrock sul fronte delle commissioni e della distribuzione, il che sarebbe stato, a dir poco, un’impresa ardua. Comporterebbe inoltre un ulteriore livello di rischio che un fondo di staking diretto evita. Se lo stETH venisse mai negoziato con uno sconto rispetto all’ether, come può accadere ai token di staking liquido in periodi di stress di mercato, il valore del fondo si allontanerebbe dall’asset che gli investitori pensavano di acquistare.
Il pool in contrazione di Lido
Anche l’asset sottostante dell’ETF proposto ha perso terreno, con il valore totale bloccato (TVL) di Lido che attualmente si attesta a circa 23,6 miliardi di dollari, in calo rispetto ai circa 33,3 miliardi di dollari di un anno fa. Parte di tale calo rifletteva la flessione dello stesso ether, con l’ETH scambiato oggi a circa 2.450 dollari. Anche la domanda di fondi basati su ether è stata irregolare e gli ETF spot statunitensi su bitcoin ed ether hanno perso 391 milioni di dollari in una sola seduta questa settimana. Inoltre, Bitcoin.com News ha riportato all’inizio della settimana che Blackrock ha guidato vendite di ETF su Bitcoin ed Ether per 150 milioni di dollari. Lanciare un prodotto di nicchia basato su Ether in staking in un contesto caratterizzato da tali deflussi non sarebbe stata una mossa vincente.
Larry Fink, amministratore delegato di Blackrock, avverte che un congelamento degli investimenti nei data center rischia di provocare una recessione, mentre le ambizioni dell’azienda in materia di infrastrutture per l’intelligenza artificiale raggiungono i 100 miliardi di dollari.
Leggi ora: Larry Fink di Blackrock lancia l’allarme recessione per i data center AIQuesto articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.
















