Il Dipartimento di Giustizia e il Federal Bureau of Investigation (FBI) dell’amministrazione Trump hanno formalmente negato l’esistenza della presunta “lista clienti” di Jeffrey Epstein e confermato la sua morte come suicidio, ma lo scetticismo pubblico persiste tra le accuse di insabbiamento.
DOJ nega l'esistenza della lista clienti di Epstein; lo scetticismo pubblico alimenta affermazioni di insabbiamento

Risultati ‘Ufficiali’: Nessuna Lista, Nessun Gioco Illecito
Il Dipartimento di Giustizia (DOJ) e l’FBI, guidati da funzionari nominati da Trump, hanno concluso il 7 luglio 2025 che Jeffrey Epstein non manteneva alcuna “lista clienti” di associati coinvolti in attività criminali e morì per suicidio nel 2019. Un memo di due pagine ha dettagliato ricerche esaustive di oltre 300 GB di prove digitali e fisiche, non trovando alcuna prova che Epstein ricattasse figure di spicco o cospirasse con terze parti.

Le riprese di sorveglianza dal Metropolitan Correctional Center hanno confermato che nessuno è entrato nella cella di Epstein tra le 22:40 del 9 agosto 2019 e le 6:30 del giorno successivo, corroborando la sentenza di suicidio. Tuttavia, alcuni insistono sul fatto che il video saltasse un intero minuto—da esattamente le 23:58:59 alle 23:59:59. Le agenzie hanno inoltre sottolineato che la diffusione di materiali relativi alle vittime, comprese le immagini di minori, violerebbe le leggi sulla privacy e le ordinanze del tribunale.
Il memo afferma:
Questa revisione sistematica non ha rivelato alcuna “lista clienti” incriminante. Inoltre, non sono state trovate prove credibili che Epstein ricattasse individui di spicco come parte delle sue azioni.
Promesse Contraddittorie
Il memo contraddiceva nettamente le dichiarazioni del procuratore generale nominato da Trump, Pam Bondi. Nel febbraio 2025, Bondi dichiarò su Fox News che una “lista clienti” di Epstein era “sulla mia scrivania in questo momento da esaminare” sotto la direttiva di Trump. La Casa Bianca successivamente ritrattò le sue affermazioni, chiarendo che si riferiva in generale ai documenti del caso, non a una lista specifica. I commenti di Bondi avevano alimentato le aspettative tra i conservatori e i circoli cospirazionisti che rivelazioni esplosive fossero imminenti.
Il dietrofront ha acceso feroci critiche. I commentatori MAGA hanno accusato l’amministrazione di uno stratagemma politico, mentre figure come Elon Musk hanno amplificato le accuse di insabbiamento. Musk, la cui piattaforma di social media X è diventata un punto centrale per le teorie del complotto, ha etichettato il memo come “l’ultima goccia,” mentre molti affermavano che, senza prove schiaccianti, i file fossero nascosti per proteggere individui potenti—compreso Trump.

Il Conto Alla Rovescia ‘Nessuno È Stato Arrestato’
Anche i democratici hanno colto la discrepanza, citando le passate associazioni di Trump con Epstein. Le reazioni sui social media si sono divise nettamente: gli account pro-Trump hanno elogiato le promesse iniziali di trasparenza di Bondi, mentre i critici l’hanno accusata di mentire. I principali canali di informazione—compresi Axios, ABC News, People, e The Guardian—hanno riportato il memo come una smentita formale delle cospirazioni su Epstein. I mezzi di informazione principali non hanno perso tempo ad allinearsi con la narrativa ufficiale.
Tuttavia, hanno evidenziato le domande persistenti sulle affermazioni di Bondi di febbraio. Gli analisti legali hanno notato che la posizione del DOJ è allineata con le prove precedenti: l’autopsia di Epstein del 2019, i documenti del tribunale declassificati dal processo di Ghislaine Maxwell (che nominano oltre 150 associati come il principe Andrea e Bill Clinton), e le rilasci di prove del febbraio 2025 non contenevano una “lista clienti” criminale. Il DOJ ha ribadito che non sono previste ulteriori accuse, citando prove insufficienti.

La chiusura del caso da parte dell’amministrazione ha fatto poco per placare i dubbi. I post sui social media di Musk—tra cui il “conto alla rovescia ‘Nessuno è stato arrestato'” impostato a zero—riflettono una frustrazione più ampia per la mancanza di punizioni per i potenti illeciti. Gli esperti legali sottolineano il razionale del DOJ per la protezione delle vittime nel trattenere i materiali, ma la discrepanza tra le promesse di Bondi e le conclusioni del memo ha eroso la fiducia. Con le elezioni di medio termine all’orizzonte, la saga di Epstein rimane un fulcro di dibattiti.
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