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Saylor passa al contrattacco: la sua strategia smonta il test imperfetto dell'indice MSCI

Michael Saylor e Strategy Inc. contestano una proposta dell'MSCI che potrebbe escludere la società di gestione di bitcoin dagli indici azionari globali. Strategy sostiene che la metodologia di selezione classifichi erroneamente le sue operazioni relative ai bitcoin e miri alle società di gestione di asset digitali.

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Saylor passa al contrattacco: la sua strategia smonta il test imperfetto dell'indice MSCI

Punti chiave

  • Strategy sostiene che il test sugli indici di MSCI prenda di mira ingiustamente le società di gestione di bitcoin.
  • La selezione proposta potrebbe portare all’esclusione di Strategy e di altre due società.
  • MSCI prevede di annunciare la decisione relativa alla consultazione entro il 16 ottobre.

Strategy definisce il test di MSCI una rivisitazione dell’esclusione delle criptovalute

Strategy Inc. (Nasdaq: MSTR) ha esortato MSCI il 31 agosto a ritirare un test di idoneità che potrebbe escludere la società dai suoi indici Global Investable Market. In una risposta formale firmata dal presidente esecutivo Michael Saylor e dall’amministratore delegato Phong Le, la società ha definito la metodologia «discriminatoria, arbitraria e fuorviante»." La società ha affermato che i fondi che replicano gli indici MSCI GIMI detengono circa 13 milioni di azioni MSTR, pari al 3,1% delle azioni ordinarie in circolazione di Strategy e al 60% del suo volume medio giornaliero di scambi negli ultimi 30 giorni. La sua campagna pubblica contro la proposta sostiene che l’esclusione non avrebbe un impatto significativo sull’attività aziendale. Saylor ha dichiarato su X:

«MSCI dovrebbe essere uno specchio del mercato, non un suo arbitro.»

La controversia fa seguito a una precedente contestazione di Strategy nei confronti di MSCI, dopo che il fornitore di indici aveva proposto un test più ampio per le società non operative. Strategy sostiene che la nuova metodologia riproponga la proposta del 2025 ritirata da MSCI, che prendeva di mira le società le cui partecipazioni in asset digitali rappresentavano almeno il 50% del patrimonio totale.

Come funziona il test dell’indice proposto da MSCI

Il fornitore di indici ha avviato la sua ultima consultazione il 3 agosto, proponendo di ampliare le esclusioni esistenti per i fondi di investimento e le società di sviluppo aziendale. MSCI ha affermato che anche le società che presentano caratteristiche finanziarie simili potrebbero diventare non idonee, anche se le loro strutture giuridiche non le identificano come fondi.

In base alla metodologia di screening in due fasi proposta, le società le cui attività operative superano il 50% del patrimonio totale rimarrebbero idonee. Quelle che non superassero tale test sarebbero sottoposte a cinque criteri di valutazione riguardanti le attività operative, le spese operative, il flusso di cassa operativo, le variazioni del fair value e la dipendenza dal finanziamento esterno.

Le società che attivassero almeno quattro segnalazioni finanziarie potrebbero diventare non idonee. Ai componenti esistenti dell’indice verrebbero applicate soglie meno restrittive e dovrebbero risultare non conformi alla valutazione in due revisioni annuali consecutive prima di essere escluse, mentre le società al di fuori degli indici potrebbero diventare non idonee dopo una sola revisione.

La simulazione di MSCI, basata sui dati di maggio, ha individuato Strategy, la società giapponese Metaplanet e la società di investimento nell’uranio Yellow Cake come potenziali candidate all’esclusione dall’indice MSCI ACWI Investable Market Index. Strategy rappresentava circa 23,93 miliardi di dollari dei 27,55 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato complessiva, corretta per il flottante, delle sei società a rischio di esclusione o inserimento nella lista di osservazione.

Strategy difende il bitcoin come attività operativa

Strategy respinge l’apparente classificazione del bitcoin da parte di MSCI come attività non operativa. Una tesoreria aziendale che gestisce bitcoin in genere raccoglie capitali o utilizza fondi operativi per acquisire bitcoin come attività di riserva, sebbene le società di tesoreria specializzate facciano di tale strategia una parte centrale dei propri modelli di business.

La società ha affermato che né i principi contabili generalmente accettati negli Stati Uniti né gli International Financial Reporting Standards classificano le attività come operative o non operative nel modo proposto da MSCI. Strategy riporta le proprie operazioni di tesoreria in bitcoin come un segmento operativo separato e registra gli utili e le perdite in bitcoin all’interno delle spese operative, secondo quanto riportato nella risposta.

Strategy gestisce inoltre un’attività nel settore del software di analisi aziendale con circa 1.500 dipendenti e un fatturato annuo di quasi 500 milioni di dollari. La società emette strumenti di credito garantiti da bitcoin e altri titoli volti a creare valore dalle proprie partecipazioni in bitcoin, distinguendo la propria struttura da quella di un fondo di investimento passivo.

A gennaio MSCI ha mantenuto nelle proprie indici le società di gestione di asset digitali, dopo aver ritirato la sua precedente proposta. All’epoca aveva dichiarato che avrebbe condotto una consultazione più ampia, che includesse le società non operative e orientate agli investimenti, anziché limitarsi ai soli detentori di asset digitali.

L’attuale consultazione si concluderà il 30 settembre e MSCI dovrebbe annunciare la propria decisione entro il 16 ottobre. Eventuali modifiche alla composizione degli indici verrebbero annunciate l’11 novembre ed entrerebbero in vigore il 1° dicembre, qualora MSCI adottasse la metodologia.

Questo articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

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