Il miliardario Ray Dalio ha dichiarato che "l'ordine mondiale così come lo abbiamo conosciuto per decenni non esiste più", avvertendo che il quadro post-1945 ha lasciato il posto a una nuova era caratterizzata dal potere puro e dall'intensificarsi della rivalità tra le grandi potenze.
‘Non esistono regole’: il miliardario Ray Dalio sul crollo del vecchio ordine mondiale

Dalio cita il caos della "Fase 6" mentre l'ordine globale si sgretola
Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, ha pubblicato un post su X il 14 febbraio 2026, sostenendo che i leader mondiali stanno riconoscendo apertamente il crollo del sistema post-seconda guerra mondiale. Riferendosi alle dichiarazioni rilasciate alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, Dalio ha scritto che ora è "ufficiale" che il vecchio ordine è crollato. Il post di Dalio su X ha ottenuto più di 21.000 like, oltre 4.800 ripubblicazioni e circa 11 milioni di impressioni.
Citando i leader europei, Dalio ha sottolineato la dichiarazione del cancelliere tedesco Friedrich Merz secondo cui "l'ordine mondiale che è esistito per decenni non esiste più" e che il periodo attuale riflette la "politica delle grandi potenze". Ha aggiunto che il presidente francese Emmanuel Macron ha avvertito che l'Europa deve prepararsi al conflitto, mentre il segretario di Stato americano Marco Rubio ha descritto una "nuova era geopolitica" perché il "vecchio mondo" è finito.
Nel quadro di Dalio, questi sviluppi segnalano l'ingresso in quella che lui chiama "la fase 6 del Grande Ciclo, in cui c'è un grande disordine derivante dal fatto di trovarsi in un periodo in cui non ci sono regole, la forza è giusta e c'è uno scontro tra grandi potenze". La frase non è un'esagerazione retorica, ma è centrale nella sua tesi di lunga data secondo cui i sistemi globali si muovono attraverso archi ricorrenti di ordine e disgregazione.
Dalio sostiene che le relazioni internazionali funzionano in modo diverso dalla governance interna perché mancano leggi applicabili e arbitri neutrali. "L'ordine internazionale segue la legge della giungla molto più di quanto segua il diritto internazionale", ha scritto. Quando le nazioni si scontrano, osserva, "non chiedono ai loro avvocati di difendere le loro cause davanti ai giudici. Invece, si minacciano a vicenda e raggiungono accordi o combattono".
Egli delinea cinque forme principali di conflitto: guerre commerciali ed economiche, guerre tecnologiche, lotte geopolitiche, guerre di capitale e guerre militari. Sebbene solo una di queste comporti l'uso delle armi, Dalio sottolinea che tutte sono lotte per la ricchezza e il potere. A suo avviso, gli strumenti economici e finanziari vengono spesso utilizzati come armi molto prima che inizi una guerra aperta.
"Le due cose di cui si può essere più sicuri riguardo alla guerra sono 1) che non andrà come previsto e 2) che sarà molto peggiore di quanto immaginato", ha scritto Dalio. L'avvertimento inquadra la sua argomentazione più ampia secondo cui i leader dovrebbero lavorare in modo aggressivo per evitare l'escalation, anche se si trovano ad affrontare un terreno sempre più ostile.
Al centro della sua tesi c'è il legame tra forza finanziaria e influenza geopolitica. "La ricchezza equivale al potere in termini di capacità di costruire forza militare, controllare il commercio e influenzare altre nazioni", ha scritto Dalio. Le nazioni in grado di finanziare sia la prosperità interna che la capacità di difesa tendono a dominare per lunghi periodi, anche se nessuna in modo indefinito. Dalio identifica la crescente tensione tra Stati Uniti e Cina come il punto più infiammabile, in particolare per quanto riguarda Taiwan. Storicamente, sostiene, il rischio di conflitti militari raggiunge il picco quando le potenze rivali sono vicine alla parità e affrontano "differenze inconciliabili ed esistenziali". La sua ricetta unisce realismo e moderazione. "Abbiate potere, rispettate il potere e usate il potere con saggezza", ha scritto Dalio. Egli sostiene che la forza bruta spesso prevale sulle regole, ma avverte che una dimostrazione sconsiderata di forza può provocare pericolose contromisure. In molti casi, suggerisce, strumenti più morbidi e compromessi negoziati producono risultati più duraturi. Dalio avverte anche che le difficoltà economiche spesso precedono i conflitti esterni. "Prima che scoppi una guerra armata, di solito c'è una guerra economica", ha scritto. Sanzioni, congelamento dei beni, controlli sulle esportazioni e restrizioni sui capitali sono spesso indicatori precoci di un'escalation della rivalità.
Le osservazioni di Dalio arrivano mentre circola un video virale in cui Erica Payne, fondatrice e presidente di Patriotic Millionaires, parla della creazione di un registro globale delle attività durante le riunioni annuali del FMI e della Banca mondiale nell'ottobre 2025. Nel filmato, dichiara: "Dobbiamo avere un registro globale delle attività… Dobbiamo sapere chi ha quei maledetti soldi".

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Per gli investitori, i casi di studio storici di Dalio evidenziano le turbolenze che accompagnano i grandi cambiamenti geopolitici. Egli osserva che in tempo di guerra sono comuni i controlli sui capitali, la chiusura dei mercati, il congelamento dei beni e l'elevata tassazione, e che "vendere tutti i debiti e comprare oro" è stata storicamente una strategia difensiva nei periodi finanziati dal prestito e dalla creazione di moneta.
Nonostante il tono severo, Dalio conclude che il declino non è inevitabile se le potenze leader gestiscono le loro finanze con prudenza, mantengono la coesione sociale e perseguono "relazioni vantaggiose per tutti" con i rivali. Tuttavia, il suo messaggio del 14 febbraio non lascia dubbi: secondo la sua valutazione, l'ordine basato sulle regole che ha plasmato la politica globale per otto decenni è entrato nella sua fase più fragile.
FAQ 🃏
- Cosa ha detto Ray Dalio il 14 febbraio 2026? Dalio ha scritto che l'ordine mondiale post-1945 "è crollato" e che la politica globale è entrata in una nuova era di rivalità tra grandi potenze.
- Cos'è il "Ciclo Grande Fase 6" di Dalio? Si riferisce a un periodo di disordine nella fase finale del ciclo, caratterizzato da lotte di potere, regole indebolite e tensioni geopolitiche accentuate.
- Quali tipi di conflitti identifica Dalio? Elenca le guerre commerciali, tecnologiche, capitalistiche, geopolitiche e militari come le cinque forme principali di conflitto internazionale.
- Perché Dalio sottolinea il rapporto tra Stati Uniti e Cina? Egli sostiene che quando potenze rivali si avvicinano alla parità e hanno divergenze esistenziali, il rischio di un'escalation aumenta in modo significativo.
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