Mercoledì il prezzo del Bitcoin ha sfondato la soglia degli 84.000 dollari, cogliendo di sorpresa gli operatori ribassisti e contribuendo a spazzare via 188 milioni di dollari di posizioni corte sui mercati delle criptovalute. Oltre 71.000 trader hanno subito liquidazioni mentre la principale criptovaluta saliva verso gli 84.700 dollari, mettendo sotto pressione le posizioni con leva finanziaria aperte contro di essa.
Bitcoin supera 84.000 $: azzerati short per 188 milioni di dollari

Punti chiave
- Il 21 ottobre il Bitcoin ha riconquistato quota 84.000 dollari, avvicinandosi brevemente a 84.739 dollari mentre le posizioni ribassiste andavano in fumo.
- Coinglass ha registrato 243,04 milioni di dollari in liquidazioni nel settore delle criptovalute, di cui 188,14 milioni di dollari in posizioni corte.
- Binance ha rappresentato circa il 44% delle liquidazioni mentre il bitcoin si avvicinava a un livello di resistenza già noto.
Il rialzo del Bitcoin mette in difficoltà i venditori allo scoperto
Il 21 ottobre 2026, il prezzo del Bitcoin si è attestato intorno agli 84.376 dollari sul grafico orario di Bitstamp, dopo aver sfiorato brevemente quota 84.739 dollari. La ripresa ha fatto seguito a un calo verso gli 82.200–82.600 dollari, con il BTC che ha guadagnato circa l’1,5%–2,7% nell’arco di 24 ore.
I dati di Coinglass rilevati mercoledì mattina alle 11:20 mostravano 243,04 milioni di dollari in liquidazioni di criptovalute nelle 24 ore precedenti. Le posizioni corte hanno rappresentato 188,14 milioni di dollari, pari al 77,4% del totale, mentre quelle lunghe hanno rappresentato solo 54,89 milioni di dollari. In altre parole, più di tre quarti delle perdite sono state subite dai trader che avevano scommesso su un calo dei prezzi.
Il solo Bitcoin ha registrato 78,42 milioni di dollari di liquidazioni, con quasi il 94% delle liquidazioni provenienti da posizioni corte. Ethereum (ETH) ha seguito con 47,99 milioni di dollari, mentre Zcash (ZEC) ha registrato circa 14,80 milioni di dollari in posizioni liquidate.
La singola liquidazione più consistente è stata una posizione corta su Ethereum del valore di 8,74 milioni di dollari su Binance. Complessivamente, in tutti i mercati delle criptovalute con leva finanziaria, sono stati liquidati 71.223 trader, con l’exchange centralizzato (CEX) Binance che ha rappresentato circa il 44% delle posizioni cancellate.
Come la ripresa del prezzo di Bitcoin ha innescato una reazione a catena di liquidazioni
I meccanismi alla base della scossa di mercoledì sono piuttosto semplici. I trader che scommettono contro il bitcoin spesso prendono in prestito fondi per amplificare le proprie posizioni, aspettandosi che i prezzi scendano. Quando invece il bitcoin sale, gli exchange chiudono automaticamente le posizioni che non dispongono più di garanzie sufficienti.
Queste chiusure forzate costringono i trader a riacquistare l’asset, aggiungendo pressione al rialzo man mano che i prezzi salgono. Ciò crea un circolo vizioso in cui i prezzi più alti innescano liquidazioni, e tali liquidazioni possono spingere i prezzi ancora più in alto.
I dati di mercoledì suggeriscono che i trader ribassisti siano stati colti alla sprovvista. In un arco di quattro ore, le liquidazioni hanno raggiunto i 144,68 milioni di dollari, mentre il totale su un’ora si è attestato a 68,12 milioni di dollari. Il dato relativo alle 12 ore è salito a 182,52 milioni di dollari, a dimostrazione della rapidità con cui le posizioni con leva finanziaria sono state smantellate. Il conseguente «short squeeze» ha contribuito a riportare il bitcoin al di sopra di un livello di prezzo che, nel corso di ottobre, ha ripetutamente frustrato i trader rialzisti.
Il bitcoin affronta un’altra battaglia tra gli 84.000 e gli 85.000 dollari
Nonostante la ripresa, il bitcoin non è ancora uscito in modo definitivo dal suo intervallo di negoziazione di ottobre. L’area compresa tra gli 84.000 e gli 85.000 dollari ha ripetutamente attirato pressioni di vendita, rendendo l’avanzata di mercoledì un’altra prova di una resistenza già nota piuttosto che la conferma di un breakout più ampio. I recenti afflussi negli ETF (Exchange-Traded Fund) spot statunitensi sul bitcoin hanno fornito ulteriore supporto, mentre l’aumento dell’open interest suggerisce che gli operatori che utilizzano la leva stiano ricostituendo le posizioni sulla scia della ripresa dei prezzi.
Un movimento sostenuto al di sopra degli 85.000 dollari potrebbe aprire la strada verso la fascia compresa tra 86.500 e 86.700 dollari. Al contrario, un altro rifiuto riporterebbe l’attenzione sugli 82.000 dollari, con gli 80.000 dollari che rappresenterebbero un obiettivo al ribasso più profondo. L’imminente decisione di politica monetaria della Federal Reserve di ottobre aggiunge un’altra variabile, soprattutto poiché i prezzi elevati del petrolio continuano a complicare le prospettive di inflazione. Attualmente, lo strumento Fedwatch del CME indica una probabilità dell’81% che il tasso della Fed rimanga invariato nella prossima riunione.
Per ora, il ritorno del bitcoin sopra gli 84.000 dollari ha insegnato una costosa lezione ai trader che scommettevano su un ulteriore calo. La domanda più importante è se una vera domanda di acquisto potrà sostenere il rialzo una volta che gli acquisti forzati avranno esaurito il loro corso.
Gli ETF statunitensi su Bitcoin hanno attirato altri 23,16 milioni di dollari martedì, mantenendo la settimana saldamente in positivo dopo l’impennata di 526,60 milioni di dollari di lunedì.
Leggi ora: ETF su Bitcoin: +550 mln $ in 2 giorni, deflussi su Ether continuanoQuesto articolo è stato tradotto dall'inglese tramite IA. La versione originale in inglese è la fonte autorevole; le traduzioni automatiche possono contenere imprecisioni, in particolare nella terminologia legale e normativa.

















